Ludmilla Karadzic

Se l’infrazione è stata realmente commessa, come si evince chiaramente dalla circostanza che lei abbia deciso di pagarla, abbiamo solo due possibilità:

  1. i croati ci provano a fare i furbi richiedendo il pagamento di una obbligazione già adempiuta;
  2. la fiducia nel croato incaricato di adempiere alla sanzione è stata mal riposta.

Comunque la si voglia mettere, finisce sempre Italia-Croazia zero ad uno: e quindi conviene mandare a Marko Kuzmanovic i soldi che chiede, anche considerando che, nella remota circostanza in cui la sanzione fosse stata effettivamente pagata, avrebbe dovuto, in qualche modo, entrare in possesso dell’attestato e conservarlo per almeno cinque anni.

Tuttavia, devo congratularmi con lei: è la prima persona di nazionalità italiana che ammette che l’ingiunzione di pagamento croata non è del tutto campata in aria (come potrà verificare scorrendo i post a cui si accede cliccando sul tag del topic che trova appena sotto, nella sezione “Altre discussioni simili nel forum”).

Naturalmente, inutile aggiungerlo, potrà anche decidere di non pagare, confidando nel fatto che escutere coattivamente, per un credito di 190 euro, un soggetto di cui non si conosce la disponibilità reddituale e patrimoniale (effettuare un’indagine costa) è sicuramente un azzardo. Ma, questo avvocato potrebbe essere uno a cui piace frequentare i casinò …

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