Tullio Solinas

L’articolo 1957, primo comma, del codice civile stabilisce che il fideiussore di prima istanza, con beneficio di escussione, rimane obbligato anche dopo la scadenza dell’obbligazione principale, purché il creditore entro sei mesi abbia proposto iniziative giudiziali o azioni esecutive contro il debitore e le abbia con diligenza continuate.

La norma, nell’imporre al creditore di attivarsi entro il termine semestrale nei confronti del debitore principale tende al sollecito esercizio del diritto di credito, in modo da evitare che la posizione del garante resti indefinitamente sospesa.

Insomma, il creditore, per non perdere la garanzia fideiussoria, ha l’onere di proporre nei confronti del debitore principale, nel termine fissato dall’articolo 1957 del codice civile, una iniziativa giudiziale, ovvero un’azione di cognizione o esecutiva che consenta l’accertamento o il soddisfacimento della sua pretesa creditoria (Cassazione 21524/2004).

Quando l’istanza contro il debitore è stata proposta e non permette al creditore, per le condizioni del debitore, di soddisfarsi egli potrà poi agire contro il fideiussore entro i normali termini di prescrizione decennali, che decoreranno dal giorno in cui è stata proposta l’istanza contro il debitore principale.

La banca creditrice dell’azienda di suo padre ha, molto probabilmente, conservato la garanzia fideiussoria con la proposizione dell’istanza di fallimento. Dalla data di proposizione dell’istanza di fallimento andrebbe accertato fino a quale data suo padre ha ricevuto comunicazioni interruttive dei termini di prescrizione (anche notificate per compiuta giacenza in occasione di temporanea irreperibilità del debitore) da parte della banca creditrice e/o dalla cessionaria del credito, oppure fino a quale data l’una e/o l’altra abbiano avviato, nei confronti del debitore principale azioni esecutive anche infruttuose.

A queste domande forse neanche lei sarà in grado di rispondere: fatto sta che, per qualsiasi segnalazione registrata in Centrale Rischi, la responsabilità grava esclusivamente sull’intermediario che l’ha effettuata, il quale si espone, in caso di errore o di illegittimità, a tutte le conseguenze del caso.

Concludendo: dubito che la garanzia da lei prestata in favore della buonanima sia decaduta e concordo con lei nella decisione di non svegliare il can che dorme.

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