Giuseppe Pennuto

La legge numero 1185 del 21 novembre 1967, prevede che non possono ottenere il rinnovo o il rilascio del passaporto coloro che debbano espiare una pena restrittiva della libertà personale o pagare un’ammenda. Per questi ultimi, tuttavia, può essere richiesto il nullaosta all’autorità giudiziaria.

Quando ci fanno una contravvenzione per infrazione al Codice della Strada in realtà ci rifilano una sanzione amministrativa. Ma, in qualche circostanza, l’infrazione prevede, congiuntamente alla sanzione amministrativa, anche l’arresto.

E’ il caso della guida in stato di ebbrezza (per tassi alcolemici superiori a 0.8 g/l) o in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, o anche quando ricorre l’omissione di soccorso.

Ora, tecnicamente, si definisce arresto la pena detentiva che consiste nella temporanea privazione della libertà da 5 giorni a 3 anni. L’arresto fino a tre mesi può essere convertito dal giudice, quando siano rispettate specifiche condizioni, in una ammenda, vale a dire una pena pecuniaria sostitutiva dell’arresto.

Concludendo, il mancato pagamento della cartella esattoriale originata dall’omesso pagamento di un’ammenda impedisce il rilascio o il rinnovo del passaporto senza il nullaosta all’autorità giudiziaria cui compete l’esecuzione della sentenza.

Naturalmente, nessun problema per il passaporto, invece, se risultano in sospeso cartelle esattoriali originate dal mancato pagamento di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada; quelle che noi indichiamo, peraltro in modo scorretto, come multe.

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