Riqualificazione energetica degli edifici » Mini guida


Riqualificazione energetica: ristrutturare la propria abitazione non è mai stato conveniente come oggi. Le nuove agevolazioni previste dal Plafond Casa 2014 e l’Ecobonus permettono di eseguire i lavori necessari per l’ammodernamento della casa che consentiranno di rendere più leggera la bolletta energetica: oggi si risparmia sui lavori e domani sul conto energetico.

Per la riqualificazione energetica dell’edificio sarà possibile richiedere un prestito o un mutuo, in modo da poter affrontare le spese in modo comodo e dilazionato, senza preoccupazioni, ma anche senza oneri eccessivi.

Accendere un mutuo o richiedere un prestito online è la soluzione migliore per ottenere condizioni favorevoli e risparmiare tempo prezioso che altrimenti andrebbe perduto per le pratiche burocratiche.

Inoltre confrontare le offerte online consente di avere un buon numero di informazioni da poter valutare; questo è sinonimo di convenienza e offre la garanzia di poter effettuare in breve tempo la scelta migliore.

Ma perché è importante effettuare lavori di riqualificazione energetica degli edifici?

Grazie alla ristrutturazione finalizzata al risparmio energetico è possibile ridurne il fabbisogno in modo notevole: questo si ripercuoterà positivamente sulle bollette permettendo di ammortizzare la spesa sostenuta.

Ridurre il fabbisogno energetico per il riscaldamento, migliorando l’edificio tramite coibentazioni di pavimenti e finestre, installando pannelli solari o sostituendo gli impianti di climatizzazione invernale permette non solo di avere una casa più moderna ed ecologica, ma anche di avere bollette più leggere negli anni a venire.

Agevolazioni per riqualificazione energetica: Nel dettaglio

Cominciamo con il Plafond Casa, ovvero l’accordo firmato di recente tra ABI e Cassa Depositi e Prestiti mette a disposizione fondi per l’accensione di mutui a tassi agevolati.

Questi verranno di preferenza concessi a giovane coppie che vivono insieme almeno da due anni e in cui uno dei soggetti abbia meno di 35 anni mentre l’altro meno di 40, oppure a famiglie con un componente disabile, o ancora a famiglie numerose (con almeno tre figli a carico).

Ma non è tutto qui. Un ulteriore e conveniente vantaggio è rappresentato dal cosiddetto Ecobonus.

Sulle spese sostenute per effettuare lavori di ristrutturazione realizzati entro il 31 dicembre 2013 è possibile ottenere una detrazione Irpef fino 65%, mentre dall’inizio del 2014 la detrazione passerà al 36%.

Per quanto riguarda le spese per interventi su parti comuni di condomini o che riguardino tutti gli immobili di cui si compone un singolo condominio, la detrazione rimarrà al 65% ancora per diversi mesi, fino a giugno 2014.

Le detrazioni potranno essere ottenute su un tetto di spesa massimo di 96mila euro e i bonus verranno ripartiti nei successivi dieci anni, fino a 500 euro l’anno.

Accendere un mutuo oggi può quindi essere molto conveniente: è possibile usufruire di un tasso agevolato e di condizioni più favorevoli di quelle normalmente sul mercato.

E non solo: grazie alle detrazioni Irpef si risparmierà ulteriormente anche in sede di dichiarazione dei redditi.

16 Gennaio 2014 · Giorgio Valli



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Stai leggendo Riqualificazione energetica degli edifici » Mini guida Autore Giorgio Valli Articolo pubblicato il giorno 16 Gennaio 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 2 Agosto 2017 Classificato nella categoria agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico Inserito nella sezione fisco, tributi e contributi

Commenti e domande

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  • Anonimo 13 Giugno 2020 at 17:56

    In relazione all’ecobonus ed al suo recupero tramite l’IRPEF siamo una coppia convivente per motivi affettivi dei quali soltanto uno dei membri ha redditi che consentono tale recupero ma i lavori di ristrutturazione verranno saldati con fatture a nome della proprietaria dell’immobile. E’ possibile il recupero dell’importo previsto da parte del compagno?

    • Ornella De Bellis 14 Giugno 2020 at 03:52

      Come stabilito dalla risoluzione 64/2016 dell’Agenzia delle Entrate, il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi, né titolare di un contratto di comodato, è ammesso a fruire della detrazione, purché sostenga le spese per la realizzazione degli interventi e questi non siano effettuati su immobili strumentali all’attività d’impresa. Insomma, per fruire della detrazione le fatture dovranno essere saldate a nome del compagno more uxorio, percipiente reddito, della proprietaria, il quale dovrà anche effettuare, da un proprio conto corrente, i bonifici all’impresa che realizzerà l’intervento.