Nullo il secondo patto di prova dopo la scadenza del contratto a termine se il datore di lavoro non documenta l'esigenza di dover rivalutare il lavoratore

Nel lavoro subordinato, il patto di prova tutela l'interesse di entrambe le parti del rapporto a sperimentarne la convenienza, dovendosi ritenere l'illegittimità dei fatto ove la suddetta verifica sia già intervenuta, con esito positivo, per le specifiche mansioni in virtù di prestazione resa dallo stesso lavoratore, per un congruo lasso di tempo, a favore dei medesimo datore di lavoro.

Ne consegue che la ripetizione del patto di prova in due successivi contratti di lavoro tra le stesse parti è ammissibile solo se essa permette all'imprenditore di verificare non solo le qualità professionali, ma anche il comportamento e la personalità del lavoratore in relazione all'adempimento della prestazione, elementi suscettibili di modificarsi nel tempo per l'intervento di molteplici fattori, attinenti alle abitudini di vita o a problemi di salute.

In particolare, va dichiarato nullo il secondo patto di prova, apposto al contratto a tempo indeterminato stipulato appena quindici giorni dopo la scadenza dei rapporto a termine (durato tra le stesse parti per quasi sette mesi) se l'imprenditore non dimostra l'esistenza di uno specifico motivo di rivalutazione delle caratteristiche del lavoratore.

Così i giudici della Corte di cassazione hanno argomentato la sentenza 22286/15.

1 novembre 2015 · Tullio Solinas

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Argomenti correlati

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Spunti di discussione dal forum

Assistenza gratuita - Cosa sto leggendo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su nullo il secondo patto di prova dopo la scadenza del contratto a termine se il datore di lavoro non documenta l'esigenza di dover rivalutare il lavoratore. Clicca qui.

Stai leggendo Nullo il secondo patto di prova dopo la scadenza del contratto a termine se il datore di lavoro non documenta l'esigenza di dover rivalutare il lavoratore Autore Tullio Solinas Articolo pubblicato il giorno 1 novembre 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 4 agosto 2017 Classificato nella categoria lavoro e pensioni Inserito nella sezione lavoro, pensioni, famiglia separazione e divorzio, Isee.

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai utilizzare le tue credenziali Facebook oppure accedere velocemente come utente anonimo.
» accesso con Facebook
» accesso rapido anonimo (test antispam)


Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Altre Info

Cerca