Revoca patente per guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti - ulteriori precisazioni della circolare ministeriale

Da ultimo va anche considerata la ratio della norma in questione che è stata introdotta dal legislatore del 2010 con l'intento di inasprire il trattamento sanzionatorio nei casi di guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti prevedendo, oltre a sanzioni penali ed amministrative, in caso di revoca della patente, l'impossibilità di conseguire una nuova patente se non dopo tre anni dall'accertamento del reato.

Si tratta di ipotesi di particolare gravità e che destano grandissimo allarme sociale per le quali il legislatore, più volte intervenuto nel corso degli anni, ha via via inasprito le pene principali ed accessorie e, da ultimo, ha inteso scongiurare il rischio, a tutela della collettività, di un troppo celere rientro sulla strada del guidatore a cui sia stata revocata la patente per guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

Infine, prosegue la nota ministeriale, nessun rapporto può poi essere invocato tra l'eventuale sospensione cautelare della patente già scontata dall'interessato e il nuovo provvedimento di revoca. Il provvedimento di sospensione della patente adottato dal prefetto, infatti, non può confondersi con la revoca della patente di guida. Stante la diversa natura dei due istituti non è possibile includere nel triennio di revoca della licenza di guida il precedente periodo di sospensione cautelare del titolo (c.d. presofferto).

Competente a decidere sui ricorsi contro eventuali provvedimenti di revoca adottati dalla motorizzazione, conclude la circolare, è il giudice amministrativo e non quello ordinario.

23 giugno 2015 · Giuseppe Pennuto

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