Renato Vicario ci racconta Equitalia nel paese delle meraviglie

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Impossibile distinguere fra debitori buoni e cattivi. La legge non glielo consente. Il vicedirettore generale di Equitalia, Renato Vicario, spiega come funziona il recupero crediti di Stato. Quali sono i poteri e quali i limiti del sistema di riscossione di tasse e multe non pagate.

Quanto riscuote Equitalia e quanto riscuoteva il vecchio sistema?

“Equitalia ha dato un contributo importante al recupero delle somme evase riscuotendo circa 30 miliardi di tasse e contributi non pagati, con una media superiore ai 7 miliardi all’anno. Il precedente sistema affidato a privati in media riscuoteva meno di 2 miliardi all’anno”.

Che cosa succede se uno non paga?

“Vengono inviati avvisi e solleciti di pagamento perché è nell’interesse di Equitalia, oltre che della collettività, riscuotere i tributi nel modo più veloce e “indolore” possibile. Solo con il persistere dell’inadempienza del debitore allora scattano le procedure cautelari ed esecutive”.

Alcune cartelle hanno interessi altissimi

“No, sono interessi stabiliti da norme e fissati sulla base della media dei tassi bancari attivi. È bene sottolineare che le somme recuperate da Equitalia,comprensive di interessi e sanzioni, sono versate agli enti creditori. La remunerazione di Equitalia è fissata, sempre dalla legge, nella misura del 9 per cento di quanto iscritto a ruolo, ma va tenuto presente che entro 60 giorni dalla notifica della cartella è a carico del contribuente il 4,65 per cento mentre il 4,35 per cento è a carico dell’ente creditore”.

Quando scattano i fermi e le ipoteche?

“Bisogna distinguere tra procedure cautelari, come l’ipoteca e il fermo, e le procedure esecutive come i pignoramenti. Le procedure scattano con gradualità in base all’entità del debito, alla situazione patrimoniale e alle garanzie di solvibilità. L’ipoteca rappresenta una garanzia sui debiti ed è uno degli strumenti che la legge mette a disposizione di Equitalia per limitare il più possibile che i contribuenti morosi sottraggano gli immobili dal patrimonio. Per piccoli importi, comunque, la procedura più utilizzata è il fermo amministrativo dell’auto preceduto da un preavviso di 20 giorni”.

Come risponde alle proteste di chi, nella crisi, rischia di soccombere?

“I contribuenti spesso scaricano ogni tipo di tensione su Equitalia perché è l’anello finale di una filiera. Ma le richieste di interventi, come moratorie e quant’altro, non possono essere rivolte a noi. Con questo non voglio dire che Equitalia sia insensibile a certi problemi”.

Concretamente cosa fa?

“Nel mese di maggio abbiamo adottato una direttiva “anti-burocrazia”, per consentire di interrompere la riscossione presentando un’autodichiarazione e la documentazione che attesti, per esempio, il pagamento già avvenuto o una sentenza favorevole del giudice di pace”.

Ma il vero problema è che molti non ce la fanno a pagare le cartelle

“Equitalia si è fatta carico del momento di difficoltà accogliendo circa un milione di richieste di pagamento a rate per oltre 13 miliardi”.

Come funziona il meccanismo degli interessi?

“Sulle somme rateizzate si applicano gli interessi con un piano di ammortamento a scalare: rate costanti, in cui la quota capitale cresce e la quota interessi decresce in relazione alla durata della rateazione. Il debito viene congelato e in tale periodo non maturano interessi di mora, ma solo quelli legati al pagamento dilazionato”.

Esiste un discrimine fra l’evasore doloso e quello colposo?

“Un discrimine tra evasore “buono” e “cattivo” non è possibile a priori. Ad esempio: se l’ente creditore ci dà mandato di riscuotere da due imprese che hanno un debito di un milione di euro ciascuna, come fa Equitalia a riconoscere chi ha evaso con dolo o meno? La buona volontà del contribuente la possiamo riscontrare soltanto a posteriori, e cioè quando dimostra un’apertura al dialogo per cercare di porre rimedio al fatto che in passato non ha potuto, o non ha voluto, pagare le tasse”.

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3 Dicembre 2010 · Simone di Saintjust

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