Domande e risposte sul pignoramento mobiliare

Si deve aprire la porta all'ufficiale giudiziario?

Sì, perché, se non si apre la porta, l'ufficiale giudiziario farà forzare la serratura a spese del debitore. Così il debitore si accollerà oltre a tutte le altre spese anche quelle dell‘intervento del fabbro e dell'installazione di una nuova serratura.

Quando può essere eseguito il pignoramento?

Il pignoramento non può essere eseguito nei giorni festivi, né al di fuori degli orari indicati dalla legge, salvo che ne sia data autorizzazione dal Tribunale. Il pignoramento di regola non può eseguirsi prima delle ore 7 e dopo le ore 21.

Come può il coniuge del debitore provare che è proprietario del bene da sottoporre a pignoramento?

Per il coniuge del debitore valgono le stesse regole che si applicano per il terzo ai sensi dell'articolo 619 codice di procedura civile. Il terzo - così come il coniuge - che pretenda di essere il proprietario o di esercitare un altro diritto reale sui beni pignorati, può proporre opposizione con ricorso al giudice dell'esecuzione prima che sia disposta la vendita o ’assegnazione del bene. Se i coniugi vivono in regime di separazione dei beni, farà valere la proprietà personale sul bene; se si applica la comunione dei beni, si richiamerà alla comproprietà. In caso di opposizione tardiva - quando in seguito all'opposizione il giudice non sospende la vendita dei beni mobili o se l'opposizione è proposta dopo la vendita stessa - i terzi possono fare valere i propri diritti sulla somma ricavata.

Cosa succede ai beni pignorati?

I beni pignorati vanno messi all'asta nel luogo in cui è avvenuto il pignoramento o in altro luogo. L‘importo ricavato viene imputato dapprima alla copertura delle spese di procedura, poi il giudice distribuisce la somma restante tra i creditori che vantano privilegi in ragione dell‘ordine di rango. Se non possono essere soddisfatti tutti i creditori, rimane aperto un debito residuo.

Cosa è il pignoramento immobiliare

Per pignoramento immobiliare si intende l'esecuzione forzata a carico dell'immobile casa, fondo, appartamento) del debitore al fine di ottenere la soddisfazione di un redito. Oltre ai beni immobili sopra indicati possono essere sottoposti a vendita forzata anche altri diritti reali del debitore, come ad es. il diritto di usufrutto o il diritto di superficie.

L'entrata in vigore della riforma in materia di esecuzione forzata in data 01.03.2006 ha comportato un mutamento nel regime del pignoramento immobiliare. Il fine della riforma è di accelerare i tempi del procedimento e di allineare i prezzi di vendita ai prezzi di mercato. Per questo sono state introdotte nuove regole, come ad es. l'obbligo di nominare un custode per l'immobile e l'obbligo di pubblicare il provvedimento (istanza di acquisto) che dispone la vendita e la stima dell'immobile pignorato su appositi siti internet.

Inoltre nel caso di un pignoramento che riguardi soltanto una quota dell'immobile (ad es. 1/5 di un appartamento o di una particella edilizia) viene automaticamente instaurato un procedimento di divisione, se l'immobile è divisibile e se la quota pignorata può essere venduta entro il termine fissato del giudice ed al prezzo stimato del consulente tecnico. Se ciò non è possibile, viene messo all'asta l'intero immobile (e dunque anche le porzioni non pignorate) ed il ricavato viene diviso fra i proprietari.

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Commenti e domande

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  • Cristiano 23 febbraio 2010 at 19:15

    Vorrei porre una domanda su precetto e pignoramento: io ero liquidatore di una ditta (s.a.s.), dovevo avere dei soldi da un’altra ditta, quindi le ho fatto causa mentre la mia dita era già in liquidazione, il giudice ha dato la provvisoria esecuzione e quindi il mio credito è stato saldato ma la controparte fece ricorso (non so se è il termine giusto)e quindi il procedimento continuò nonostante io abbia incassato quanto dovutomi. Durante quest’ultimo procedimento il commercialista mi suggeri di chiudere definitivamente la società e cosi facemmo. Adesso ha vinto la causa definitivamente e con condanna x la controparte al risarcimento delle spese sia legali che processuali. Ma la sentenza è a nome della società e la controparte scoprendo che èè stata chiusa non vuole pagare.
    La domanda è io in qualità di liquidatore ho diritto di fare il precetto x avere quanto mi spetta facendo riferimento alla sentenza del giudice? Ho qualche possibilità ottenere il pignoramento? Ci sono sentenze analoghe alla mia in cassazione o in altri testi?
    Grazie

    • cocco bill 23 febbraio 2010 at 19:53

      Il suo avvocato, il suo commercialista cosa le dicono?

      Io la ringrazio di tanta fiducia, ma le pare che si possa esprimere un parere qualsiasi dopo 10 righe di descrizione del fatto e tre di domande?

  • c0cc0bill 1 novembre 2008 at 14:32

    salve,
    volevo gentilmente sapere se dopo l’aggiudicazione all’asta dell’immobile è possibile rinegoziare con il creditore, magari offrendo una cifra più alta.
    grazie

    Commento di simona | Sabato, 1 Novembre 2008

    Dopo l’aggiudicazione tratti con il nuovo proprietario, non con il creditore.

    Certo che puoi trattare, se il nuovo proprietario ritiene di volerlo fare, mettendo l’immobile in vendita. Ma tratti un acquisto, non una rinegoziazione del debito.

    Dopo il pignoramento e prima dell’incanto ti viene offerta l’ultima chance: pagare il debito + le spese così come stabilito dal decreto ingiuntivo. Nè un euro in meno nè uno in più.

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