Il reddito di inclusione per il contrasto alla povertà

Cosa è il Reddito di inclusione (REI)

Il Reddito di Inclusione (ReI) è una misura nazionale di contrasto alla povertà e si compone di due parti:

  1. un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una Carta di pagamento elettronica (Carta ReI);
  2. un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà.

Il beneficio è concesso per un periodo massimo di 18 mesi, trascorsi i quali non può essere rinnovato se non sono trascorsi almeno 6 mesi. Si precisa che dalla predetta durata massima del ReI devono essere, comunque, sottratte le mensilità di Sostegno per l'Inclusione Attiva (SIA), eventualmente già erogate al nucleo familiare. Il progetto viene predisposto con la regia dei servizi sociali del Comune, che operano in rete con gli altri servizi territoriali (es, centri per l'impiego, ASL, scuole, etc.), nonché con soggetti privati attivi nell'ambito degli interventi di contrasto alla povertà, con particolare riferimento agli enti no profit.

Il progetto coinvolge tutti i componenti del nucleo familiare e prevede l'identificazione degli obiettivi che si intendono raggiungere, dei sostegni di cui il nucleo necessita, degli impegni da parte dei componenti il nucleo a svolgere specifiche attività (es. attivazione lavorativa, frequenza scolastica, tutela della salute, etc.). Il progetto è definito sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni da parte dei servizi, insieme al nucleo.

Reddito di Inclusione - Requisiti per accedere al beneficio

Dal 1° luglio il REI diventa universale: vengono cioè meno i requisiti familiari e gli unici requisiti di accesso sono quelli economici.

Dunque, il ReI, fino a giugno 2018, sarà erogato ai nuclei familiari in possesso dei seguenti requisiti:

Per accedere al ReI è, inoltre, necessario che ciascun componente il nucleo:

  1. non percepisca già prestazioni di assicurazione sociale per l'impiego (NASpl) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria;
  2. non possieda autoveicoli e/o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);
  3. non possieda imbarcazioni da diporto.

Il soddisfacimento dei requisiti non dà necessariamente diritto al beneficio economico, la cui effettiva erogazione dipende anche dall'eventuale fruizione di altri trattamenti assistenziali (esclusi comunque queli non sottoposti ad una valutazione della condizione economica, come ad esempio l'indennità di accompagnamento) e dalla condizione reddituale rappresentata dall'indicatore della situazione reddituale (ISR), al netto dei trattamenti assistenziali in esso considerati.

Il Reddito di inclusione - Come si determina l'importo del beneficio economico

In via generale, !'indicatore della situazione reddituale (ISR) viene calcolalo sottraendo ai redditi le spese per l'affitto (fino ad un massimo di 7 mila euro, incrementato di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo) e il 20% del reddito da lavoro dipendente (fino ad un massimo di 3 mila euro).

L'ammontare del beneficio economico viene, quindi, determinato integrando fino ad una data soglia le risorse a disposizione delle famiglie.

Per determinarne l'ammontare, bisogna, pertanto, sottrarre dalla soglia i trattamenti che si percepiscono e l'ISR come sopra specificato.

Il beneficio viene riconosciuto nella misura massima ai soli nuclei familiari privi di trattamenti assistenziali e con ISR nullo, mentre per i restanti nuclei integra le risorse economiche del nucleo familiare fino alla soglia, come sopra specificato.



Il Reddito di inclusione - Compilazione della sezione ReI COM

La valutazione delle condizioni economiche del nucleo familiare deve essere aggiornata se uno o più membri del nucleo familiare dovessero svolgere attività lavorativa non presente per l'intera annualità nella dichiarazione ISEE in corso di validità utilizzata per l'accesso al ReI (ad esempio, attività lavorativa avviata l'anno precedente a quello in cui si fa richiesta del ReI). A tal fine, nella situazione sopra descritta dovrà essere compilata la sezione ReI COM della presente domanda. In caso di variazione della situazione lavorativa nel corso dell'erogazione del ReI, riguardante uno o più componenti del nucleo familiare, dovrà essere compilato il modello ReI COM, entro 30 giorni dall'inizio dell'attività, pena decadenza dal beneficio.

Il modello ReI COM deve essere compilato anche in caso di svolgimento di attività lavorativa dichiarata in sede di presentazione della domanda di ReI, che si protragga nel corso dell'anno solare successivo. In tale ipotesi, il modello va compilato entro il mese di gennaio.

Per fruire del beneficio economico del ReI occorre essere sempre in possesso di una attestazione ISEE in corso di validità. Quindi, coloro che presentano la domanda di ReI, a far data dal 1° gennaio 2018 (in erogazione a decorrere da febbraio), devono essere in possesso, all'atto della presentazione della domanda, dell'attestazione ISEE 2018.

Coloro che presentano la domanda di ReI nel mese di dicembre 2017 devono aggiornare la DSU per ISEE 2018 entro il termine del mese di marzo 2018, al fine di evitare la sospensione del beneficio.

In caso di dichiarazione ISEE con omissioni o difformità, l'INPS si avvarrà della facoltà di richiedere i documenti giustificativi delle predette omissioni o difformità, da presentare entro 30 giorni dalla richiesta, pena reiezione della domanda o decadenza dal beneficio.

Coloro che sono percettori di SIA e non ne hanno goduto per !'intera durata (12 mesi) possono presentare domanda di ReI. Tale domanda vale come richiesta di trasformazione del SIA in ReI (è falto salvo il beneficio economico maggiore).

Di seguito il modello di domanda per il reddito di inclusione e il modello ReI COM.

domanda per reddito inclusione

Il reddito di inclusione spiegato in un video

28 novembre 2017 · Ludmilla Karadzic

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Stai leggendo Il reddito di inclusione per il contrasto alla povertà Autore Ludmilla Karadzic Articolo pubblicato il giorno 28 novembre 2017 Ultima modifica effettuata il giorno 3 dicembre 2017 Classificato nella categoria isee iseeu nucleo familiare e famiglia anagrafica (stato di famiglia) Inserito nella sezione lavoro, pensioni, famiglia separazione e divorzio, Isee del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

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  • Giorgio 3 dicembre 2017 at 16:36

    Lo svolgimento della prestazione di lavoro occasionale non incide sullo stato di disoccupazione per fruire del REI

    Lo svolgimento della prestazione di lavoro occasionale non incide sullo stato di disoccupazione, in quanto i compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale e non incidono sul suo stato di disoccupato.

  • Mauro Di Giacomo 3 dicembre 2017 at 16:24

    Parte il Reddito di inclusione

    E’ partito il primo dicembre 2017 il Reddito d’Inclusione (REI), misura grazie alla quale l’Italia, con l’introduzione del decreto legislativo 147/2017, ha per la prima volta nella sua storia una legge sulla povertà: a renderlo noto è il Ministero del Lavoro, in data 27 novembre 2017.

    Si tratta non solo di un sussidio economico, ma soprattutto di un programma di inserimento sociale e lavorativo che punta alla riconquista dell’autonomia delle famiglie più vulnerabili attraverso la valorizzazione e lo sviluppo delle competenze.

    Il Ministro Poletti ha commentato con entusiasmo l’introduzione del REI definendolo «uno strumento importante e un passo lungo un percorso che era partito con il Sostegno per l’inclusione attiva (SIA) e che continuerà nel tempo».

    I beneficiari. Come si legge nelle slide di presentazione allegate, diffuse in questi giorni dal Ministero del Lavoro, il REI è finanziato dal Fondo povertà e i beneficiari sono individuati sulla base dell’ISEE: la soglia di quest’ultimo è fissata a 6.000 euro.
    I fruitori sono inizialmente, dal 1°gennaio al 30 giugno 2018, individuati tra i seguenti:
    – nuclei con almeno un figlio minorenne;
    – nuclei con un figlio con disabilità (anche se maggiorenne);
    – nuclei con una donna in stato di gravidanza;
    – nuclei con una persona di 55 anni o più in condizione di disoccupazione.
    Con le risorse aggiuntive previste nella Legge di Bilancio, dal 1° luglio il REI diventa universale: vengono cioè meno i requisiti familiari e gli unici requisiti di accesso sono quelli economici.

    Istruzioni operative. Contestualmente all’introduzione di questa nuova misura l’INPS, con il messaggio n. 4811 del 30 novembre 2017, ha fornito le prime istruzioni operative in merito alle modalità di presentazione e trasmissione della domanda e alla verifica dei requisiti di accesso al REI.
    L’Atto dell’Istituto, dopo aver presentato le modalità di richiesta del beneficio, si concentra sulle competenze delle amministrazioni coinvolte, descrivendo poi requisiti familiari ed economici per concludere con incompatibilità e durata della misura.

  • Ornella De Bellis 29 novembre 2017 at 12:30

    Con riferimento ai requisiti di residenza e di soggiorno, l’articolo 3 del decreto legislativo 147/2017 precisa che il richiedente la misura deve essere, congiuntamente:

    1. cittadino dell’Unione o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria);
    2. residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda.
  • Annapaola Ferri 29 novembre 2017 at 09:35

    Con le risorse aggiuntive previste nella legge di bilancio, dal 1° luglio il REI diventa universale: vengono cioè meno i requisiti familiari e gli unici requisiti di accesso sono quelli economici.

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