Come le società di recupero crediti classificano i debitori

Le società di recupero crediti classificano i debitori morosi in quattro categorie: bidonisti, assuefatti, occasionali e dimenticati.

Le società di recupero crediti classificano i debitori in quattro categorie:

  1. I debitori morosi "istituzionali" o "bidonisti". I crediti vantati nell'ambito di questa categoria sono generalmente irrecuperabili. Non hanno nulla da perdere; si muovono con frequenza cercando di far perdere le proprie tracce. Unico mezzo per evitare incagli è la prevenzione; le loro orme vengono sempre lasciate su un terreno argilloso.
  2. I debitori che convivono con lo "status" della morosità o debitori morosi "assuefatti". Un debitore appartenente a questa categoria è altresì definito con il termine di debitore moroso "incallito". Sono i debitori più scaltri. Conoscono esattamente sino dove è possibile procrastinare un pagamento. I crediti vantati in questa categoria sono di difficile recupero se non accompagnati da decisa azione che faccia comprendere al "debitore" di essere vicino al punto di "rottura". Anche in questo caso una adeguata azione di prevenzione rende possibile evitare l'incaglio.
  3. i debitori coinvolti da eventi imprevisti e/o imprevedibili, i cosiddetti debitori morosi "occasionali". La categoria è costituita da persone solitamente corrette che vengono a trovarsi in condizioni particolari che impediscono di onorare gli impegni per così come assunti. I crediti, in questi casi, sono recuperabili attraverso un immediato intervento che anticipi l'esplodere di una eventuale crisi. Talvolta è opportuno "aiutare" il debitore a rientrare nei binari della "normalità". A livello di prevenzione, rappresentano i casi più difficili da stanare; ma l'atteggiamento di questa classe di debitori, che tende a prolungare il più possibile l'agonia, provoca l'accensione di diverse spie rosse che consentono di individuare lo stato di difficoltà.
  4. i debitori che si lascia che diventino morosi ovvero i debitori morosi "dimenticati". La possibilità o l'eventualità di evitare un pagamento può non dispiacere a molti. Spesso il comportamento delle funzioni interne aziendali può avallare quella "incoscia" speranza. Chiaramente sono le posizioni più facilmente recuperabili anche se, in taluni casi, tale "permessivismo" rende l'importo del credito tale da mettere a "disagio" il debitore di fronte alle richieste di rientro immediato.

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Stai leggendo Come le società di recupero crediti classificano i debitori Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 17 marzo 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 15 giugno 2018 Classificato nella categoria attività di recupero crediti Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore.

Commenti e domande

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  • Anonimo 11 luglio 2019 at 16:43

    Salve,
    se un decreto ingiuntivo non diventa esecutivo perché si è trovato un accordo tra le parti, la segnalazione in CRIF viene fatta comunque e va richiesta specificatamente la cancellazione? Come funziona esattamente?
    Cordiali saluti

    • Simone di Saintjust 11 luglio 2019 at 18:44

      La segnalazione è un obbligo del creditore aderente alla centrale rischi CRIF verso gli altri associati (se vuole una sorta di alert) e prescinde dagli accordi stragiudiziali che possono intervenire fra il creditore e il debitore.

  • Loredana Costa 20 gennaio 2019 at 19:16

    Simone di Sainjust , la ringrazio in anticipo per la pazienza, ricapitolando: la mia è una sanzione amministrativa che non prevede il ritiro del passaporto in caso di mancato pagamento.

  • Loredana Costa 20 gennaio 2019 at 17:19

    Simone di Sainjust la ringrazio ancora per essere stato cosi esaustivo, e deduco che per una multa di 350 euro verso il comune della mia citta, di una vecchia bolletta, non rischio di vedermi ritirare il passaporto.
    Questo mi tranquilliza molto.

    • Simone di Saintjust 20 gennaio 2019 at 17:36

      Forse non è stato chiaro il precedente commento: la sanzione amministrativa per violazione al codice della strada non è tecnicamente una multa, anche se viene comunemente chiamata così. La multa in senso proprio, invece, è la sanzione pecuniaria che si paga invece di scontare una pena detentiva, nei casi in cui la legge prevede questo scambio.

      Insomma, a lei è stata comminata una sanzione amministrativa di 350 euro, non una multa.

  • Loredana Costa 20 gennaio 2019 at 16:13

    Simone di Sainjust , la ringrazio, e in effetti il mio passaporto non e cosi prezioso. Ho fatto questa domanda perche proprio ieri ho letto su un quotidano che un signore si é visto rifiutare il rilascio del passaporto per una multa dimenticata di 15000 euro. Penso si riferisse a multe del codice stradale.

    • Simone di Saintjust 20 gennaio 2019 at 16:18

      La legge numero 1185 del 21 novembre 1967, prevede che non possono ottenere il rinnovo o il rilascio del passaporto coloro che debbano espiare una pena restrittiva della libertà personale o pagare un’ammenda. Per questi ultimi, tuttavia, può essere richiesto il nullaosta all’autorità giudiziaria.

      Quando ci fanno una contravvenzione per infrazione al Codice della Strada in realtà ci rifilano una sanzione amministrativa. Ma, in qualche circostanza, l’infrazione prevede, congiuntamente alla sanzione amministrativa, anche l’arresto.

      E’ il caso della guida in stato di ebbrezza (per tassi alcolemici superiori a 0.8 g/l) o in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, o anche quando ricorre l’omissione di soccorso.

      Ora, tecnicamente, si definisce arresto la pena detentiva che consiste nella temporanea privazione della libertà da 5 giorni a 3 anni. L’arresto fino a tre mesi può essere convertito dal giudice, quando siano rispettate specifiche condizioni, in una ammenda, vale a dire una pena pecuniaria sostitutiva dell’arresto.

      Per completare il quadro dei rischi che si corrono quando non si paga un’ammenda, aggiungiamo anche che, secondo l’articolo 102 della legge 689/1981, l’ammenda non pagata per insolvibilità del condannato si converte nella libertà vigilata per un periodo massimo di sei mesi oppure, a richiesta, in lavoro sostitutivo. In pratica, con un giorno di libertà controllata si scontano 38 euro (o frazione) di ammenda e un giorno di lavoro sostitutivo vale 25 euro (o frazione) di ammenda.

      Quello che è certo è che il mancato pagamento della cartella esattoriale originata da un’ammenda impedisce il rilascio o il rinnovo del passaporto senza il nullaosta all’autorità giudiziaria cui compete l’esecuzione della sentenza.

  • Loredana Costa 20 gennaio 2019 at 10:13

    Mi è arrivata una intimazione di recupero crediti dalla P.A.
    Mi hanno dato 60 giorni di tempo, dopodiché procederanno coettivamente. Essendo invalida, nullatenente, non avendo né risparmi né beni mobili ed immobili, possono sequestrato il passaporto per una cifra di 350 euro? Grazie

    • Simone di Saintjust 20 gennaio 2019 at 10:36

      La procedura di riscossione coattiva è finalizzata ad espropriare i beni del debitore e rivenderli all’asta per ricavare qualcosina. Lei crede che il suo passaporto troverebbe un acquirente in un’asta pubblica? Insomma, può stare tranquilla.

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