Come funziona il recupero crediti nella fase stragiudiziale

La procedura di recupero crediti stragiudiziale consente di evitare l'aggravio di costi e tempi delle vie legali, ma presuppone la collaborazione del debitore. La società di recupero crediti o lo Studio Legale tenterà di concordare un piano di rientro con il debitore tramite solleciti epistolari, telefonici e, in alcuni casi, contatti diretti per mezzo di funzionari.

In generale, le società di recupero crediti operano secondo uno schema ben preciso:

  1. Sollecito epistolare: si intima al debitore il pagamento della somma dovuta (indicando il capitale gli interessi e i maggiori oneri) e si comunica che la pratica verrà affidata ad un ufficio preposto al recupero crediti.
  2. Sollecito telefonico: l'operatore telefonico incaricato della pratica provvede ad effettuare solleciti telefonici di pagamento (anche via fax e/o e-mail), tentando di risolvere eventuali contestazioni.
  3. Esazione diretta: gli agenti di recupero crediti, attraverso il contatto “fisico” con il debitore, prendono visione della reale situazione (se si tratta di un rifiuto deliberato ad onorare gli impegni o se, pur essendo nell'impossibilità di adempiere, il debitore è disposto a collaborare), verificano la fattibilità del recupero e tentano di concordare un piano di rientro, anche parziale o in forma rateale.
  4. Messa in mora: è il primo passo formale per tentare il recupero del credito: tramite un'ultima lettera raccomandata A/R il debitore viene intimato a pagare la somma dovuta entro un termine determinato, trascorso il quale è possibile avviare l'azione giudiziaria con l'addebito di tutti i maggiori oneri sostenuti. I requisiti minimi della lettera sono:
    • data della lettera;
    • causa del credito (es. contratto, fattura ecc.);
    • data in cui è sorto il credito;
    • ammontare complessivo del credito;
    • termine congruo per adempiere (di solito 15 giorni).
  5. Nel caso in cui il recupero in via “bonaria” non porti ad alcun risultato sarà possibile eseguire accertamenti economico/patrimoniali per valutare l'opportunità di avviare l'azione giudiziaria.

Allo stesso modo, se si giunge ad un accordo e il debitore si rende disponibile al pagamento - immediato o rateizzato - lo Studio Legale o la Società di Recupero farà il necessario per cautelare il creditore e garantire il rispetto degli accordi presi (ad es. nel caso in cui venga concesso altro tempo, l'accordo con il debitore potrebbe consistere nella predisposizione di maggiori garanzie quali: titoli di credito, pegni, ipoteche, ecc.); anche in questo caso sarà possibile eseguire accertamenti economico/patrimoniali per verificare le reali condizioni economiche del debitore.

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Stai leggendo Come funziona il recupero crediti nella fase stragiudiziale Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 17 marzo 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 15 giugno 2018 Classificato nella categoria attività di recupero crediti Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore.

Commenti e domande

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  • Loredana Costa 20 gennaio 2019 at 19:16

    Simone di Sainjust , la ringrazio in anticipo per la pazienza, ricapitolando: la mia è una sanzione amministrativa che non prevede il ritiro del passaporto in caso di mancato pagamento.

  • Loredana Costa 20 gennaio 2019 at 17:19

    Simone di Sainjust la ringrazio ancora per essere stato cosi esaustivo, e deduco che per una multa di 350 euro verso il comune della mia citta, di una vecchia bolletta, non rischio di vedermi ritirare il passaporto.
    Questo mi tranquilliza molto.

    • Simone di Saintjust 20 gennaio 2019 at 17:36

      Forse non è stato chiaro il precedente commento: la sanzione amministrativa per violazione al codice della strada non è tecnicamente una multa, anche se viene comunemente chiamata così. La multa in senso proprio, invece, è la sanzione pecuniaria che si paga invece di scontare una pena detentiva, nei casi in cui la legge prevede questo scambio.

      Insomma, a lei è stata comminata una sanzione amministrativa di 350 euro, non una multa.

  • Loredana Costa 20 gennaio 2019 at 16:13

    Simone di Sainjust , la ringrazio, e in effetti il mio passaporto non e cosi prezioso. Ho fatto questa domanda perche proprio ieri ho letto su un quotidano che un signore si é visto rifiutare il rilascio del passaporto per una multa dimenticata di 15000 euro. Penso si riferisse a multe del codice stradale.

    • Simone di Saintjust 20 gennaio 2019 at 16:18

      La legge numero 1185 del 21 novembre 1967, prevede che non possono ottenere il rinnovo o il rilascio del passaporto coloro che debbano espiare una pena restrittiva della libertà personale o pagare un’ammenda. Per questi ultimi, tuttavia, può essere richiesto il nullaosta all’autorità giudiziaria.

      Quando ci fanno una contravvenzione per infrazione al Codice della Strada in realtà ci rifilano una sanzione amministrativa. Ma, in qualche circostanza, l’infrazione prevede, congiuntamente alla sanzione amministrativa, anche l’arresto.

      E’ il caso della guida in stato di ebbrezza (per tassi alcolemici superiori a 0.8 g/l) o in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, o anche quando ricorre l’omissione di soccorso.

      Ora, tecnicamente, si definisce arresto la pena detentiva che consiste nella temporanea privazione della libertà da 5 giorni a 3 anni. L’arresto fino a tre mesi può essere convertito dal giudice, quando siano rispettate specifiche condizioni, in una ammenda, vale a dire una pena pecuniaria sostitutiva dell’arresto.

      Per completare il quadro dei rischi che si corrono quando non si paga un’ammenda, aggiungiamo anche che, secondo l’articolo 102 della legge 689/1981, l’ammenda non pagata per insolvibilità del condannato si converte nella libertà vigilata per un periodo massimo di sei mesi oppure, a richiesta, in lavoro sostitutivo. In pratica, con un giorno di libertà controllata si scontano 38 euro (o frazione) di ammenda e un giorno di lavoro sostitutivo vale 25 euro (o frazione) di ammenda.

      Quello che è certo è che il mancato pagamento della cartella esattoriale originata da un’ammenda impedisce il rilascio o il rinnovo del passaporto senza il nullaosta all’autorità giudiziaria cui compete l’esecuzione della sentenza.

  • Loredana Costa 20 gennaio 2019 at 10:13

    Mi è arrivata una intimazione di recupero crediti dalla P.A.
    Mi hanno dato 60 giorni di tempo, dopodiché procederanno coettivamente. Essendo invalida, nullatenente, non avendo né risparmi né beni mobili ed immobili, possono sequestrato il passaporto per una cifra di 350 euro? Grazie

    • Simone di Saintjust 20 gennaio 2019 at 10:36

      La procedura di riscossione coattiva è finalizzata ad espropriare i beni del debitore e rivenderli all’asta per ricavare qualcosina. Lei crede che il suo passaporto troverebbe un acquirente in un’asta pubblica? Insomma, può stare tranquilla.



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