Recupero crediti: siete sicuri di sapere tutto? » Il prontuario per debitori e creditori

Partiamo da un assioma: il recupero crediti è un'attività che mira ad ottenere il pagamento di un credito (totale o parziale), sia quando il debitore rifiuta di onorarlo, sia quando si trova in una situazione di momentanea difficoltà ad adempiere la propria obbligazione.

Sono ormai sempre più numerose le discussioni riguardanti le società di recupero crediti e le problematiche ad esse legate.

Pertanto, gli addetti al nostro blog hanno pensato di stilare una piccola guida che può essere utile in caso si venga contattati da società di recupero crediti.

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Stai leggendo Recupero crediti: siete sicuri di sapere tutto? » Il prontuario per debitori e creditori Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 17 marzo 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 15 giugno 2018 Classificato nella categoria attività di recupero crediti Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore.

Commenti e domande

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  • Anonimo 3 novembre 2019 at 17:59

    Se trattasi di interessi moratori non applicati, è normale richiederli retroattivamente??? Il pignoramento ha iniziato ad aver efficacia nel 2006.

    • Simone di Saintjust 4 novembre 2019 at 08:30

      Naturalmente, se sono intervenuti i termini di prescrizione la pretesa decade: ma bisogna verificare se il creditore, in tempi successivi all’avvio dell’azione esecutiva (e prima che sia decorso il termine decennale di prescrizione), finalizzata al recupero del capitale, non abbia notificato al debitore l’intenzione di voler recuperare gli interessi moratori non richiesti con l’azione giudiziale.

  • Anonimo 3 novembre 2019 at 16:37

    Abbiamo ricevuto una raccomandata da una società di recupero crediti, alla quale è stato ceduto un debito che avevamo con una filiale di un istituro bancario, recupero che avveniva a mezzo pignoramento c/o terzi. Tale società ci intima il pagamento di circa 500 euro più eventuali interessi di mora, (il credito è stato acquisito nel dicembre 2018.) Come fare per capire se il pignoramento è decaduto? È possibile sottoscrivere un piano di rientro?

    • Ludmilla Karadzic 3 novembre 2019 at 17:01

      Evidentemente il creditore ha ritenuto di non aver applicato gli interessi moratori quando ha azionato il precedente pignoramento ed ha quindi ceduto a terzi l’ulteriore credito. Controllando l’atto di pignoramento a suo tempo notificato, sarà possibile verificare se erano stati, o meno, ricompresi gli interessi moratori attualmente pretesi.

      E’ sempre possibile, naturalmente, negoziare con il creditore cessionario uno sconto a saldo stralcio dell’importo richiesto così come una dilazione del debito.

  • Anonimo 11 luglio 2019 at 16:43

    Salve,
    se un decreto ingiuntivo non diventa esecutivo perché si è trovato un accordo tra le parti, la segnalazione in CRIF viene fatta comunque e va richiesta specificatamente la cancellazione? Come funziona esattamente?
    Cordiali saluti

    • Simone di Saintjust 11 luglio 2019 at 18:44

      La segnalazione è un obbligo del creditore aderente alla centrale rischi CRIF verso gli altri associati (se vuole una sorta di alert) e prescinde dagli accordi stragiudiziali che possono intervenire fra il creditore e il debitore.

  • Loredana Costa 20 gennaio 2019 at 19:16

    Simone di Sainjust , la ringrazio in anticipo per la pazienza, ricapitolando: la mia è una sanzione amministrativa che non prevede il ritiro del passaporto in caso di mancato pagamento.

  • Loredana Costa 20 gennaio 2019 at 17:19

    Simone di Sainjust la ringrazio ancora per essere stato cosi esaustivo, e deduco che per una multa di 350 euro verso il comune della mia citta, di una vecchia bolletta, non rischio di vedermi ritirare il passaporto.
    Questo mi tranquilliza molto.

    • Simone di Saintjust 20 gennaio 2019 at 17:36

      Forse non è stato chiaro il precedente commento: la sanzione amministrativa per violazione al codice della strada non è tecnicamente una multa, anche se viene comunemente chiamata così. La multa in senso proprio, invece, è la sanzione pecuniaria che si paga invece di scontare una pena detentiva, nei casi in cui la legge prevede questo scambio.

      Insomma, a lei è stata comminata una sanzione amministrativa di 350 euro, non una multa.

  • Loredana Costa 20 gennaio 2019 at 16:13

    Simone di Sainjust , la ringrazio, e in effetti il mio passaporto non e cosi prezioso. Ho fatto questa domanda perche proprio ieri ho letto su un quotidano che un signore si é visto rifiutare il rilascio del passaporto per una multa dimenticata di 15000 euro. Penso si riferisse a multe del codice stradale.

    • Simone di Saintjust 20 gennaio 2019 at 16:18

      La legge numero 1185 del 21 novembre 1967, prevede che non possono ottenere il rinnovo o il rilascio del passaporto coloro che debbano espiare una pena restrittiva della libertà personale o pagare un’ammenda. Per questi ultimi, tuttavia, può essere richiesto il nullaosta all’autorità giudiziaria.

      Quando ci fanno una contravvenzione per infrazione al Codice della Strada in realtà ci rifilano una sanzione amministrativa. Ma, in qualche circostanza, l’infrazione prevede, congiuntamente alla sanzione amministrativa, anche l’arresto.

      E’ il caso della guida in stato di ebbrezza (per tassi alcolemici superiori a 0.8 g/l) o in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, o anche quando ricorre l’omissione di soccorso.

      Ora, tecnicamente, si definisce arresto la pena detentiva che consiste nella temporanea privazione della libertà da 5 giorni a 3 anni. L’arresto fino a tre mesi può essere convertito dal giudice, quando siano rispettate specifiche condizioni, in una ammenda, vale a dire una pena pecuniaria sostitutiva dell’arresto.

      Per completare il quadro dei rischi che si corrono quando non si paga un’ammenda, aggiungiamo anche che, secondo l’articolo 102 della legge 689/1981, l’ammenda non pagata per insolvibilità del condannato si converte nella libertà vigilata per un periodo massimo di sei mesi oppure, a richiesta, in lavoro sostitutivo. In pratica, con un giorno di libertà controllata si scontano 38 euro (o frazione) di ammenda e un giorno di lavoro sostitutivo vale 25 euro (o frazione) di ammenda.

      Quello che è certo è che il mancato pagamento della cartella esattoriale originata da un’ammenda impedisce il rilascio o il rinnovo del passaporto senza il nullaosta all’autorità giudiziaria cui compete l’esecuzione della sentenza.

  • Loredana Costa 20 gennaio 2019 at 10:13

    Mi è arrivata una intimazione di recupero crediti dalla P.A.
    Mi hanno dato 60 giorni di tempo, dopodiché procederanno coettivamente. Essendo invalida, nullatenente, non avendo né risparmi né beni mobili ed immobili, possono sequestrato il passaporto per una cifra di 350 euro? Grazie

    • Simone di Saintjust 20 gennaio 2019 at 10:36

      La procedura di riscossione coattiva è finalizzata ad espropriare i beni del debitore e rivenderli all’asta per ricavare qualcosina. Lei crede che il suo passaporto troverebbe un acquirente in un’asta pubblica? Insomma, può stare tranquilla.

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