La costituzione in mora del debitore

Quando il creditore notifica al debitore una comunicazione scritta in cui gli chiede di adempiere all'obbligazione, si dice, in termini tecnici, che c'è stata la "costituzione in mora del debitore". Tale richiesta viene comunemente inoltrata a mezzo piego o lettera raccomandata con avviso di ricevimento, in modo da consentire di provare la data del ricevimento.

L'articolo 1219 del codice civile prevede che non sia necessario ricorrere alla costituzione in mora se:

  1. l'obbligazione deriva da fatto illecito;
  2. il debitore dichiara per iscritto di non voler adempiere;
  3. l'obbligazione è a termine e la prestazione (o il pagamento) deve essere eseguita al domicilio del creditore.

Dalla costituzione in mora del debitore, la legge fa scaturire taluni effetti a beneficio del creditore, ovvero:

  1. l'inizio della decorrenza degli interessi moratori, nella misura dell'interesse legale, se non pattuiti diversamente;
  2. l'interruzione del termine di prescrizione (articolo 2943 del codice civile);
  3. l'obbligo in capo al debitore di risarcire l'eventuale danno;
  4. la cosiddetta perpetuatio obligationis, ossia il passaggio del rischio che la prestazione divenga impossibile in capo al debitore.

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12 giugno 2013 · Paolo Rastelli

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