Indice del post recupero crediti per finanziamento acquisto auto non pagato

Ho acquistato una macchina nel 2006, con un finanziamento di 23 mila euro più interessi: dopo 2 anni ho pagato 12 mila euro e non ho potuto più sostenere le rate mensili. Il recupero crediti non mi ha concesso alcun piano aggevolato in base alle mie tasche. In quel periodo lavoravo pochissimo, ed io ho dovuto restituire la macchina perche non potevo rientrare delle rate arretrate. Tutto questo succedeva nel 2009, in primavera. MI HANNO PORTATO VIA LA MACCHINA CHE AVEVA UN VALORE DI 16.000 euro e mi hanno detto che per un eventuale rimborso mi avrebbero contattato loro [ ... leggi tutto » ]

Il suo caso è particolarmente emblematico, in quanto mostra i danni che possono sopravvenire in caso di una trattativa mal fatta con gli addetti al recupero crediti (e per addetti si intendono sia quelli delle società di recupero che quelli interni all'azienda creditrice, anche gli avvocati). Ecco perchè bisogna in questi casi essere bene informati prima di affrontare queste procedure (leggete il blog!), oppure se non vi sentite all'altezza fatevi assistere da un professionista, ne vale della vostra serenità! Non firmate mai nessun accordo se non siete sicuri e convinti di quello che state facendo! Ma, adesso che la [ ... leggi tutto » ]

Con la formula “pro solvendo” viene dato mandato alla società di recupero crediti di operare per conto della cedente con provvigioni sul recuperato. In caso di cessione con opzione “pro soluto”, invece, la società di recupero crediti cessionaria subentra in ogni diritto al creditore originario in relazione al credito ceduto, inclusi privilegi, garanzie reali e personali fornite dal debitore. Il debitore ha diritto ad essere informato dell'avvenuto trasferimento del credito per comprendere a quale soggetto deve corrisponderlo. L’obbligo di informativa deve essere assolto dalla società cessionaria (quella che ha acquisito il credito) con riguardo ad ogni debitore, “alla prima [ ... leggi tutto » ]

In base a tale documento il creditore dichiara di ritenersi pienamente soddisfatto dal rimborso concordato a saldo e stralcio dell'importo originario (indicare sempre gli estremi identificativi del finanziamento oggetto di accordo transattivo nonché le modalità con cui avviene il pagamento) comprensivo di interessi legali e di mora conseguenti al ritardato pagamento del debito e di ogni spesa correlata al recupero del credito. Il creditore dovrà altresì dichiarare di essere legittimamente titolato alla escussione del debito de quo ed allegare alla liberatoria la lettera di cessione del credito conferita dal creditore originario. Questa è la liberatoria che garantisce il debitore [ ... leggi tutto » ]

Abbiamo, ora, un'attestazione di pagamento per un debito con sofferenze e morosità, sanato solo parzialmente. Se noi inviassimo questo documento per ottenere la cancellazione della segnalazione che ci riguarda dalla Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria (CRIF) tale cancellazione verrebbe effettuata solo dopo tre anni a partire dalla data del documento. Inoltre, c’è da aggiungere che alla CRIF non cancellano mai il debitore, se nella liberatoria si accenna ad una soluzione di concordato transattivo. La ragione è che CRIF cerca comunque di mantenere traccia, nell’archivio EURISC, dei debitori che non hanno saldato l’intero debito, pur se il contenzioso con il [ ... leggi tutto » ]

Parlando in termini strettamente giuridici gli interessi sono una particolare obbligazione accessoria di tipo pecuniario che si aggiunge ad una obbligazione detta invece principale. Quando una società o un istituto di credito erogano un finanziamento, la somma che deve essere restituita al termine del periodo concordato è l’obbligazione pecuniaria principale mentre le somme che contrattualmente devono essere corrisposte come ‘costò del prestito effettuato, e cioè gli interessi, costituiscono l’obbligazione pecuniaria accessoria. Gli interessi si dividono essenzialmente nelle seguenti tipologie: 1. Interessi Legali – il tasso di interesse legale è fissato dal legislatore, ovvero il Ministro del Tesoro, con decreto [ ... leggi tutto » ]

I diritti a cui abbiamo fatto riferimento nei paragrafi precedenti, tuttavia, non vanno reclamati per telefono. Il debitore deve inviare quanto prima una comunicazione con raccomandata AR alla società di recupero crediti che cerca di estorcere importi non dovuti, o dovuti ma senza dare prova al debitore delle garanzie a cui ha diritto. Insomma, il debitore deve essere sicuro di trattare con una società legittimata a riscuotere il credito, e ciò si ottiene prendendo visione della lettera di cessione del credito. Deve inoltre essere messo in condizione di prendere visione della documentazione che certifica l’esistenza del credito stesso, ovvero [ ... leggi tutto » ]

L’importo da corrispondere a fronte di una transazione che chiude il contenzioso con il creditore, è sempre frutto di valutazioni, di convenienza ed opportunità strettamente personali. Appena qualche mese fa sulle pagine di Repubblica, Eugenio Scalfari scriveva a proposito dei concordati: “Si parla di concordato quando un creditore si trova di fronte ad un credito pressoché inesigibile. Invece di perdere tutto propone un concordato al debitore. Un tempo il concordato si faceva intorno al 50 per cento del valore. Coi tempi che corrono il livello è sceso vertiginosamente: siamo in media intorno al 20 per cento, con punte al [ ... leggi tutto » ]

Il creditore deve notificare al debitore la richiesta di decreto ingiuntivo. Il decreto ingiuntivo è un provvedimento con il quale un giudice ordina a un soggetto di adempiere agli obblighi assunti (per esempio pagare) dettando un termine trascorso il quale possono scattare azioni esecutive come l'iscrizione di ipoteca, il pignoramento, etc. Se il giudice ritiene motivata la richiesta, ingiungerà – con decreto motivato emesso entro 30 giorni dalla richiesta – di pagare la somma dovuta entro 40 giorni dalla notifica, facendo presente che nello stesso termine potrà presentare ricorso allo stesso tribunale, e che in assenza di pagamento o [ ... leggi tutto » ]

Nel suo caso, Robert, poichè è quasi certa l'impossibilità di un accordo, la società di recupero crediti tenterà, con il decreto ingiuntivo e il conseguente precetto, di pignorarle un quinto del suo stipendio. Bisognerà evitare che questo pignoramento vada a coprire l'importo richiesto in modo unilaterale dal creditore. Significherebbe essere costretti a pagare vita natural durante. E, dunque, sarà necessario contestare la formazione dell'estratto conto cronologico, il calcolo degli interessi di mora e la quantificazione delle spese [ ... leggi tutto » ]

a) che lei intanto deve seguire le procedure qui indicate per raccogliere tutta la documentazione possibile che servirà in sede giudiziaria; o almeno le prove (comunicazioni con ricevute AR) che lei ha richiesto la documentazione necessaria a poter pagare in sicurezza, ma che la società di recupero non l'ha fornita o l'ha fornita solo parzialmente ed in modo non congruo alle finalità per cui di essa è stata fatta domanda; b) che deve mettere da parte qualche soldino fin d'ora per pagarsi un avvocato che possa opporsi al decreto ingiuntivo e limitare efficacemente le ingiustificate pretese del creditore (pignoramento [ ... leggi tutto » ]

12 novembre 2012 · Simone di Saintjust

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Stai leggendo Indice del post Recupero crediti per finanziamento acquisto auto non pagato Autore Simone di Saintjust Articolo pubblicato il giorno 12 novembre 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria consigli e tutela del debitore - domande e risposte .

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