Il creditore tenta sempre di ottenere un pagamento anche parziale del credito prima di intraprendere costose azioni legali

Prima di intraprendere la via giudiziaria, banche e finanziarie che concedono prestiti, tentano di ottenere un pagamento anche parziale del credito. Il secondo passo è intentare una causa contro il debitore ed attendere che le vie legali facciano il proprio corso per arrivare all'ingiunzione del pagamento delle rate del prestito.

La fase di recupero crediti è chiamata anche fase stragiudiziale e, pur abbreviando i tempi di recupero, prevede l'assenso del debitore. Si prova prima con lettere e telefonate a capire il perché del mancato o rifiutato pagamento.

Poi la banca vende il suo credito ad una società incaricata del recupero delle somme non pagate. E questa cercherà di mettersi d'accordo con il debitore per il pagamento del debito prima in forma epistolare e poi con solleciti telefonici per tentare di capire e risolvere eventuali contestazioni.

Se non andasse a buon fine si passa all'invio dei propri agenti di recupero crediti direttamente a casa del debitore, sia per cercare di chiarire gli eventuali malintesi, sia per capire quali effettivamente siano i motivi per cui non si paga il proprio debito.

Se questa serie di tentativi risulta infruttuosa c'è la cosiddetta “messa in mora”: mediante una lettera raccomandata con avviso di ritorno si invita il debitore a saldare il debito contratto attraverso il prestito, avvisando che il mancato pagamento entro un certo lasso di tempo provocherà il possibile avviamento di un'azione legale con l'ulteriore addebito delle spese legali.

A questo punto il debitore potrà decidere se pagare oppure no. Se la fase stragiudiziale non avrà i suoi frutti la società di recupero crediti avvierà una serie di controlli per valutare la possibilità di avviare o meno un'azione legale nei confronti del debitore.

La fase della valutazione è perciò un momento cruciale per la società di credito perché si può rifare sui beni pignorabili, tra cui la casa di proprietà. Se l'azione viene intrapresa inizia la fase giudiziale con cui la società di recupero crediti cercherà di ottenere un titolo esecutivo per avviare l'esecuzione forzata sui beni del debitore (pignoramento di beni).

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18 gennaio 2009 · Paolo Rastelli

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  • domenico 26 aprile 2009 at 12:13

    Buongiorno, sono stato iscritto al Crif e al Ctc come cattivo pagatore per non aver pagato un prestito concessomi da un istituto di credito, dopo essere stato contattato da un istituto di recupero crediti “fides” ed aver saldato attraverso uno stralcio stragiudiziale la mia posizione debitoria, mi trovo a tutt’oggi ancora iscritto negli elenchi suddetti come cattivo pagatore, nonostante abbia ricevuto la quietanza liberatoria dall’istituto creditore non riesco ad ottenere la cancellazione della mia posizione. cosa fare in questi casi?

    • weblog admin 26 aprile 2009 at 13:15

      Se sono passati tre anni dalla data della liberatoria, puoi chiedere la cancellazione secondo le modalità riportate in questo articolo.




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