Accertamento del passivo

La fase dell'accertamento al passivo serve ad individuare i singoli creditori ammessi al concorso, cioè a partecipare, in ragione dei propri crediti ed alla pari (salvo le cause di prelazione - privilegi, pegni, ipoteche) al riparto dei beni del debitore fallito.

Questa fase ha inizio con le domande di insinuazione al passivo che i creditori e tutti coloro i quali vantino diritti su beni mobili e immobili in possesso del fallito debbono presentare entro 30 giorni prima dell'udienza fissata per la verifica dello stato passivo fallimentare.

Le domande sono esaminate dal curatore il quale, dopo aver preparato elenchi separati dei creditori e dei terzi che vantino diritti, deposita il progetto di stato passivo in cancelleria.

All'udienza di verifica, il giudice decide su ogni domanda, accogliendola o respingendola, o dichiarandola inammissibile. Il giudice inoltre può ammettere con riserva i crediti sottoposti a condizione oppure accertati con sentenza non ancora passata in giudicato al momento del fallimento oppure i crediti privi di titoli che li giustifichino.

Terminato l'esame il giudice rende esecutivo lo stato passivo.

La definitività dello stato passivo non pregiudica i creditori negligenti poiché costoro, se non hanno presentato domanda di insinuazione al passivo nei termini sopradetti, possono presentare domanda tardiva, fino a 12 mesi successivi al deposito del provvedimento del giudice con cui costui ha reso esecutivo lo stato passivo.

Decorso tale termine e comunque fino a quando non siano esaurite tutte le ripartizioni dell'attivo le domande tardive sono inammissibili a meno che il creditore non provi che il ritardo non è dipeso da sua colpa.

Tuttavia i creditori tardivi (a meno che non abbiano un diritto di pegno, ipoteca, oppure un privilegio) possono partecipare solo alla divisione di quanto rimarrà dopo che si saranno soddisfatti i creditori che hanno fatto tempestivamente domanda di recupero del credito (30 giorni prima dell'udienza di verifica). I creditori invece che hanno un diritto di pegno, ipoteca, oppure un privilegio hanno comunque diritto a prendere le quote che gli spettino.

Impugnazione dello stato passivo : i creditori che hanno fatto domanda di insinuazione al passivo possono fare opposizione alle decisioni del giudice in 3 modi

  • opposizione allo stato passivo, per essere ammessi al passivo o per vedersi riconosciuto un diritto di prelazione escluso dal giudice
  • impugnazione degli altri crediti, con cui contestano il fatto che la domanda di un altro creditore sia stata accolta
  • revocazione qualora si scopra, prima della chiusura del fallimento, che un credito è stato ammesso al passivo per effetto di una falsità, dolo, errore, oppure qualora vengono scoperti nuovi documenti che prima erano ignoti.

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Stai leggendo Accertamento del passivo Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il giorno 5 luglio 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria procedure di recupero crediti azioni esecutive ed espropriazione dei beni del debitore Inserito nella sezione recupero crediti.

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  • enzodamico 6 agosto 2015 at 11:04

    Prima del fallimento dell’azienda della quale ero dipendente, avevo stipulato una cessione del quinto ad una finanziaria. La stessa non si e insinuata al passivo nella procedura fallimentare per il credito del mio tfr. Adesso, visto che la finanziaria non esiste più e quindi non ha chiesto al curatore il credito vantato sono trascorsi 5 anni dalla cessazione del mio rapporto di lavoro. Volevo chiedere se la normativa in materia concede a me il diritto di insinuarmi tardivamente per richiederlo al fondo di garanzia (visto che comunque uno stralcio l avevo pagato)? grazie

    • Simone di Saintjust 6 agosto 2015 at 15:59

      Il TFR costituisce una garanzia per la finanziaria cessionaria del quinto nel caso di licenziamento per giusta causa o per dimissioni volontarie del dipendente debitore. Il rapporto fra lei ed il creditore è sopravvissuto al fallimento del datore di lavoro ed il creditore non era tenuto all’insinuazione al passivo.

      Lei avrebbe dovuto insinuarsi al passivo per il recupero del TFR: ormai credo non troverà risorse di cui beneficiare.

      In ogni caso, la situazione sembra essere alquanto articolata e l’esposizione, al contrario, troppo sintetica. Su queste basi non è possibile esprimere alcun parere.

  • Natalino Pazzola 6 ottobre 2008 at 22:30

    Nel recupero crediti gli Istituti Bancari hanno la prevalenza sui privati anche se hanno chiesto il pignoramento di un immobile dopo oltre sei mesi rispetto al creditore privato?

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