Indice del post recupero crediti e comportamenti lesivi della dignità del debitore

Messaggi telefonici preregistrati che intimano a pagare, messaggi affissi sulla porta visibili a tutto il condominio. L'attività di recupero crediti ha assunto in Italia modalita' piu' consone a scagnozzi e usurai che a societa' specializzate, operanti per conto di grandi aziende, finanziarie e/o fornitrici di servizi. Per porre freno a questo andazzo, l'Autorità per la tutela della privacy ha emanato un provvedimento a carattere generale che detta i principi a cui si devono attenere gli operatori del settore. L’intervento dell'Autorità per la tutela della privacy e' giunto al termine di accertamenti avviati a seguito di numerose segnalazioni sull'uso illecito [ ... leggi tutto » ]

Fermo restando il diritto a riscuotere i pagamenti non effettuati, le societa' di recupero crediti dovranno rispettare i principi di liceita', di correttezza nel trattamento, di pertinenza, di finalita' dei dati e il dovere di informativa agli interessati. In altri termini, ecco le prescrizioni dell'Autorità per la tutela della privacy: non sono ammesse prassi invasive o lesive della dignità personale. Per sollecitare ed ottenere il pagamento di somme dovute non è lecito comunicare ingiustificatamente informazioni relative ai mancati pagamenti ad altri soggetti che non siano l'interessato (es. familiari, colleghi di lavoro o vicini di casa) ed esercitare indebite pressioni [ ... leggi tutto » ]

Il cittadino debitore che subisse un comportamento contrario alle prescrizioni può denunciarlo alla stessa Autorità per la tutela della privacy. E’ possibile denunciare all'Autorità per la tutela della privacy la violazione della propria privacy o l’accesso di terzi, senza le prescritte autorizzazioni di legge, alle informazioni riservate che ci riguardano - attraverso una segnalazione, un reclamo oppure un ricorso. Si tratta di strumenti flessibili e modulabili in ragione del tempo e dell'impegno che il debitore vessato intende profondere. Senz'altro costa [ ... leggi tutto » ]

Quando non è possibile inoltrare un reclamo all'Autorità per la tutela della privacy perchè, tanto per fare un esempio, non si dispone delle informazioni dettagliate, si può inviare una segnalazione (articolo 141, comma 1, lettera b)), fornendo elementi utili per un eventuale intervento dell'Autorità volto a controllare l’applicazione della disciplina rilevante in materia di protezione dei dati personali. Modalità per la presentazione La segnalazione può essere proposta in carta libera e non è necessario seguire particolari formalità. Possono essere utilizzati i recapiti indicati nella sezione “Contatti”. [ ... leggi tutto » ]

Il reclamo presentato all'Autorità per la tutela della privacy è un atto dettagliato  con il quale si riporta all'Autorità una violazione della disciplina rilevante in materia di protezione dei dati personali (articolo 141, comma 1, lettera a)). Il reclamo può essere proposto sia quando non si è ottenuta una tutela soddisfacente dei predetti diritti di cui all'articolo 7, sia per promuovere una decisione dell'Autorità su una questione di sua competenza. Al reclamo segue un’istruttoria preliminare e un eventuale procedimento amministrativo nel quale possono essere adottati vari provvedimenti (articolo 143). Modalità per la presentazione Il reclamo può essere proposto in [ ... leggi tutto » ]

Il ricorso all'Autorità per la tutela della privacy è un atto ancora più formale in quanto la decisione che viene adottata ha particolari effetti giuridici. Occorre, in particolare, seguire attentamente quanto prevede il Codice (articolo 147). Il ricorso va presentato solo per far valere i diritti di cui all'articolo 7 del Codice (articolo 141, comma 1, lettera c)) e può essere presentato solo quando la risposta del titolare (o del responsabile, se designato) all'istanza con cui si esercita uno o più dei predetti diritti non perviene nei tempi indicati o non è soddisfacente, oppure il decorso dei termini sopraindicati [ ... leggi tutto » ]

Parliamo, in pratica, dei contatti telefonici ripetuti, non graditi al destinatario ed intrusivi (detti anche del 'terzo tipo') che ingenerano nel debitore stati di soggezione psicologica, timore, ansia, paura e ai quali, troppo spesso, fanno ricorso gli addetti alla phone collection delle società di recupero crediti come metodologia di lavoro, quasi sempre al riparo dell'impunità. Una società di recupero crediti può incorrere nel reato di stalking (ed assumere, di conseguenza, la connotazione di stalker) quando un proprio dipendente integra nei confronti del debitore (non solo attraverso telefonate, ma anche ricorrendo ad sms, messaggi in chat e via e-mail) comportamenti [ ... leggi tutto » ]

17 agosto 2013 · Chiara Nicolai

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Approfondimenti e integrazioni dal blog

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Spunti di discussione dal forum

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Stai leggendo Indice del post Recupero crediti e comportamenti lesivi della dignità del debitore Autore Chiara Nicolai Articolo pubblicato il giorno 17 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 16 marzo 2017 Classificato nella categoria privacy e dignità debitore Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore.

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