Le modifiche apportate dal governo alla procedura di reclamo e di mediazione tributaria - Regime transitorio di applicazione

L'istituto del reclamo/mediazione, dopo la riforma operata dal governo in virtù della delega conferitagli dalla legge 23/2014 e vigente dal 1° gennaio 2016, continua a configurarsi, come uno strumento obbligatorio, che consente un esame preventivo della fondatezza dei motivi del ricorso e della legittimità della pretesa tributaria, nonché una verifica circa la possibilità di evitare, anche mediante il raggiungimento di un accordo di mediazione, che la controversia prosegua in sede giudiziale.

Le nuove disposizioni sul processo tributario, ed in particolare sul reclamo e sulla mediazione obbligatorie si applicano anche ai giudizi pendenti alla data del 1° gennaio 2016, ad eccezione di quelli prima esclusi dalla disciplina del reclamo/mediazione (ad esempio, gli atti di accertamento catastale o gli atti non emessi dall'Agenzia delle entrate), per i quali la nuova disciplina trova applicazione con riferimento ai ricorsi notificati dal contribuente a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Per quanto attiene, invece, il contenzioso riguardante l'Agenzia delle entrate di valore non superiore a ventimila euro, già ricadenti nell'ambito di applicazione del reclamo/mediazione in base alla previgente disciplina, trova applicazione la regola generale secondo cui le nuove disposizioni (con particolare riguardo alla riduzione delle sanzioni, alle modalità di pagamento e alla possibilità di esperire la conciliazione giudiziale in caso di esito negativo del reclamo/mediazione) si applicano ai procedimenti di mediazione pendenti alla data del 1° gennaio 2016.

In particolare, se alla data del 1° gennaio 2016 il reclamo/mediazione risulta già perfezionato attraverso il pagamento in unica soluzione o della prima rata, la misura della riduzione delle sanzioni e le modalità di pagamento restano disciplinati dalle norme in vigore prima della riforma in esame, ossia al momento del perfezionamento.

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