Quota legittima e spartizione dell'eredità

Quota legittima lesa?

Ho saputo che mia nonna vuole regalare 50000,00 euro a mio fratello che sta per comprarsi casa, questo perchè lui le è sempre stato d'aiuto con le medicine, le visite, ecc, ed è un modo per ricompensarlo.

Mia mamma è d'accordo proprio per l'aiuto che dà mio fatello in famiglia.

Io sono impossibilitata a fare altrettanto vivendo in un'altra città ma non penso che sia giusto questo diverso trattamento.

Cosa posso fare per avere anch'io la stessa cosa? immagino che quando mia nonna morirà non potrò fare nulla dato che mia mamma è l'unica erede ed è attualmente d'accordo, giusto?

Ma quando mancherà mia mamma c'è qualcosa che posso fare o ormai sarà passato in cavalleria?

Se riuscissi a convincere mia madre dell'ingiustizia, anche se non è lei la donatrice, potrebbe disporre nel testamento di considerare quella cifra, che comunque sarebbe stata la sua eredità, per in futuro essere tutelata e avere anche la mia parte?

Cioè, qualcuno può disporre di qualcosa che avrebbe dovuto essere sua eredità? E' possibile? Lo vedo come unico modo se fosse fattibile di far dichiarare a mia mamma che non ha preso parte di quei soldi che le sarebbero spettati ma che va considerato quando muore per dare più a me.

In più, purtroppo mia madre si è risposata con un uomo che ha una figlia dal precedente matrimonio, quanto rimane come quota legittima libera in questo caso?

E se facessimo una scrittura privata dove mio fratello dice che non li vorrà quando sarà morta mia madre, e si potranno scalare dal totale, è valida?

Nel caso di due figli e in assenza di coniuge, sua madre può liberamente disporre, senza ledere la quota legittima di suo fratello, di un terzo dell'eredità

Il successo di una eventuale richiesta giudiziale di riduzione dell'eredità spettante a suo fratello dipende, innanzitutto, da come verrà effettuato l'acquisto dell'immobile.

Se suo fratello non ha un reddito sufficiente a giustificare l'investimento, il notaio consiglierà (e lei deve sperarlo) di far risultare espressamente, al fisco, che i soldi provengono dalla nonna o dalla madre.

E quindi ci troveremmo nel caso di una donazione diretta. Tuttavia, è logico attendersi che il notaio suggerisca di indicare nella nonna il soggetto erogatore dei fondi necessari all'acquisto. Proprio per neutralizzare eventuali azioni legali sull'eredità.

In tale evenienza lei dovrà solo sperare che la nonna sopravviva alla figlia, per poter tutelare i suoi diritti.

Nello scenario (poco probabile) in cui, invece, sarà sua madre a figurare come donatrice, lei non avrà problemi quando sarà chiamata all'eredità a chiedere ed ottenere la riduzione, anche rivalendosi sull'immobile acquistato a suo fratello se, beninteso, nel frattempo, non sarà stato venduto.

Nel caso di due figli e in assenza di coniuge, sua madre può liberamente disporre, senza ledere la quota legittima di suo fratello, di un terzo dell'eredità.

Quindi, i beni della massa ereditaria al momento della successione a sua madre, andrebbero così ripartiti: un terzo a lei e un terzo a suo fratello (eredi legittimi); un terzo, tramite testamento, a chiunque.

Il suggerimento, tuttavia, è quello di convincere madre e nonna a rendere trasparente la donazione. Che dovrà essere effettuata da sua madre, in modo da poter chiedere al fratello la riduzione dell'eredità al momento della successione. Suo fratello non potrà fare a meno di concederla in presenza di atti notarili con data certa e compiutamente quantificati nell'entità del dono.

Quindi,con le indicazioni che ci ha fornito, la situazione inerente la ripartizione dell'eredità, in caso di premorienza di sua madre, è la seguente:

  1. 1/4 va al coniuge sopravvissuto;
  2. 1/4 ciascuno a lei e suo fratello;
  3. 1/4 è la quota disponibile, per la quale sua madre può disporre a piacimento con testamento;

I tribunali sono pieni di cause civili in cui si discute sulla validità, sul contesto e sull'effettiva interpretazione da attribuire ad una scrittura privata. In situazioni come la sua bisogna affidarsi al necessario ed indispensabile supporto di un notaio. Non sono praticabili scorciatoie.

25 settembre 2012 · Genny Manfredi

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Stai leggendo Quota legittima e spartizione dell'eredità Autore Genny Manfredi Articolo pubblicato il giorno 25 settembre 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 20 giugno 2017 Classificato nella categoria consigli e tutela del debitore - eredità successione e donazioni - domande e risposte .

Commenti e domande

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  • Anonimo 11 gennaio 2018 at 20:14

    Ho comprato casa del mio futuro suocero, dato che tra un anno mi sposo con sua figlia, questa casa l’ho comprata di meno al valore commerciale al pari del valore catastale, tutto questo per risparmiare e perché non avevo molto denaro visto che in quella casa dovevo fare dei lavori di sanitari ed impianti per cui non potevo mettere nel atto di più anche perché poi potevo giustificare tutto, per cui ho pagato 60 mila euro una casa che all epoca valeva 100 mila valore commerciale ma in un periodo di crisi ci può stare che uno vende di meno, o no?covunque il problema sorge ora visto che la mia futura moglie , ha una sorella che mi aveva detto che non vi erano problemi per lei, ma ora dopo che io ho acquistato casa e fatto i lavori, sono nati dei problemi dato che lei ora vuole la sua parte, pertanto mi chiedo rischio qualcosa alla morte del mio futuro suocero, magari lei farà opposizione e vuole la sua parte di eredità. Ricordo che quando ho acquistato casa io no facevo parte della famiglia e quindi sono un estraneo, se tra 100 anni mio suocero muore rischio di dover perdere la casa. Cosa posso fare…io ho pagato tutto tracciabile.

    • Annapaola Ferri 11 gennaio 2018 at 20:35

      Non le è bastata la risposta che le è stata fornita qui?

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