Quel popolo che piace agli usurai

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Molti debitori statunitensi, schiacciati da debiti insanabili creati da interessi del 18-23%, sono i migliori clienti per le banche: fedeli o meglio «incatenati», sono una perenne fonte di guadagno.

«Ogni giorno mi offrono due o tre nuove carte di credito, American Express, Diner’s, Mastercard: è una tentazione», dice Laura Fogle. Eppure Laura è proprio la persona da cui le banche dovrebbero star lontane: la donna, nubile con due figli, era così indebitata che ha fatto (come permette la legge americana) fallimento personale: ossia ha ottenuto di non pagare i precedenti debiti contratti con le carte di credito.

E chi, sano di mente, le offre di indebitarsi di nuovo? Le banche USA.
I falliti personali (oltre due milioni in USA solo quest’anno) sono ritenuti dai banchieri i migliori clienti, da indebitare di nuovo a basso rischio, perché la nuova legge sul debito privato, entrata in vigore ad ottobre, li obbliga a non dichiarare fallimento per i prossimi 8 anni. Soprattutto ora che la nuova legge rende molto più difficile i futuri fallimenti privati, è quasi impossibile farsi cancellare i debiti completamente.

Sembra assurdo? Lo è, ma fino a un certo punto. E’ ovvio che sono le banche a soffrire dei fallimenti privati: sono loro a doversi accollare i debiti dei falliti.

Ma se li sono già scontati e strapagati in anticipo: il debito sulle carte di credito è gravato da interessi del 18%, vera e propria usura se si pensa che un mutuo, in USA, costa il 3%. E indebitare di nuovo i falliti promette buoni profitti, perché sono i falliti la categorie di persone che vivono mese per mese «al limite» del proprio reddito, e che più facilmente s’indebitano sulle carte di credito. Il tasso usurario del 18% viene quindi estratto ai poveri.

« L’intero business delle carte di credito si basa sull’agganciare il debitore in un circolo vizioso: più paga e più s’indebita, senza fine», dice Ellen Schloemer, del Centro per il Prestito Responsabile di Durham (North Carolina): «è il solo business dove i clienti che pagano puntuali ogni mese sono considerati una sciagura». In pratica, è l’applicazione ai privati della «trappola debitoria» ampiamente praticata agli Stati del Terzo Mondo: se non possono pagare il debito, la banca offre di aprire un nuovo credito, su cui pagherà gli interessi cumulati del primo e secondo. E così via, fino alla fine dei tempi.



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10 Novembre 2007 · Antonio Scognamiglio




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Stai leggendo Quel popolo che piace agli usurai Autore Antonio Scognamiglio Articolo pubblicato il giorno 10 Novembre 2007 Ultima modifica effettuata il giorno 16 Dicembre 2017 Classificato nella categoria attualità e riflessioni

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