Quando si litiga fra eredi

Come noto, è ben possibile che - in forza del testamento, oppure, in assenza di un valido testamento, per legge - le persone chiamate ad una eredità siano più di una. Ed è parimenti noto che, se almeno due di esse accettano l'eredità - espressamente o anche solo implicitamente (è il caso del chiamato all'eredità che si trova in possesso di beni ereditari e che si comporta come se fossero suoi) – ciascuna acquista la qualità di erede determinando rispetto ai beni ereditari una situazione di comunione ereditaria.

Ebbene, tale situazione nella prassi è fonte di un contenzioso forte e cospicuo: è, infatti, tutt’altro che infrequente che fra coeredi sorgano liti in merito a chi sia effettivamente erede, a quali siano le quote di eredità spettanti a ciascuno, e, soprattutto, a come dividere l'eredità. Ciò premesso, il legislatore è recentemente intervenuto (decreto legge 21 giugno 2013 n. 69 convertito in legge 9 agosto 2013 n. 98) al fine di introdurre meccanismi nuovi volti a facilitare la soluzione di tale tipo di controversie al di fuori delle aule dei Tribunali.

Il primo di tali rimedi è quello della mediazione preventiva che è stata prevista come obbligatoria, appunto, anche in tema di divisioni. Attualmente, dunque, se sorge fra eredi una controversia in merito alla divisione dell'eredità, questi non possono iniziare una causa in Tribunale prima di aver quanto meno tentato una mediazione presso uno degli organismi accreditati a tali fini presso il Ministero di Giustizia.

In sostanza, quindi, i coeredi sono obbligati a tentare di trovare un accordo avvalendosi dell'aiuto di un mediatore professionista, ovvero di un soggetto terzo cui è assegnato il compito esclusivo di facilitare il dialogo fra le parti, senza poter in alcun modo imporre loro alcunché. Ma soprattutto, il legislatore ha introdotto il rimedio della “divisione a domanda congiunta” (art. 791-bis c.p.c.).

I coeredi che siano tutti d'accordo nel non sollevare questioni pregiudiziali di diritto (in merito a chi possa ritenersi erede, a quali siano le quote ereditarie spettanti a ciascuno, etc.) e che concordemente vogliono addivenire alla divisione dell'eredità con minor dispendio di soldi e di tempo, possono chiedere congiuntamente al Tribunale competente di nominare un professionista (un notaio o un avvocato) cui delegare tutte le operazioni relative alla divisione, e, in particolare, la predisposizione di un progetto di divisione, o la disposizione della vendita dei beni non comodamente divisibili.

Entrambi i rimedi di cui sopra saranno evidentemente efficaci solo nel caso di accordo fra tutti i coeredi. Pertanto, ove anche solo uno dei coeredi si sottragga, a torto o a ragione, dall'accordo, non rimarrà altra via se non quella giudiziale purtroppo notoriamente più lunga, costosa ed aleatoria.

di Giacomo Guerrini

19 febbraio 2015 · Ornella De Bellis

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Contenuti correlati

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Eredità ed immobili non comodamente divisibili
In tema di divisione ereditaria ciascun coerede ha diritto ad una quota in natura dei beni mobili e immobili dell'eredità. Tuttavia, qualora nell'eredità siano inclusi immobili non comodamente divisibili e la divisione non possa effettuarsi senza il loro frazionamento, questi beni devono preferibilmente essere attribuiti dal giudice (la cui valutazione ...
Divisione di uno o più immobili ereditati tra più coeredi » La Corte di Cassazione fa chiarezza
Divisione ereditaria di beni immobili: la Cassazione ne chiarisce la natura. L'art. 720 c.c., nel prevedere l'assegnazione al coerede del bene immobile oggetto di divisione, costituisce una deroga al principio della divisione in natura dei beni, applicabile solo nei casi tassativamente elencati dalla norma e riferibile esclusivamente alle ipotesi in ...
La richiesta di voltura catastale di un immobile del defunto non comporta necessariamente accettazione tacita dell'eredità
Non sempre la voltura dei beni appartenenti al defunto in favore degli eredi comporta accettazione tacita dell'eredità: in particolare, quando l'atto di voltura, pur effettuato nell'interesse di tutti i coeredi, viene in concreto richiesto da uno solo di essi, l'accettazione tacita dell'eredità si produce solo in favore di chi vi ...
Debiti ed eredità - I coeredi non sono debitori solidali
La legge stabilisce che i coeredi contribuiscono fra loro al pagamento dei debiti e pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie, salvo che il testatore abbia altrimenti disposto. Pertanto fra gli eredi non esiste un vincolo di solidarietà e gli stessi sono tenuti a rispondere del debito eventuale del ...
I debiti del defunto si dividono subito fra i coeredi mentre i crediti vanno in comunione - Strano, ma vero
I crediti del defunto, a differenza dei debiti, non si dividono automaticamente, ma entrano a far parte della comunione ereditaria; ciò in quanto il codice civile, che prevede il principio tradizionale della ripartizione automatica tra coeredi, si riferirebbe unicamente ai debiti ereditari. In pratica, un coerede può pagare il creditore ...

Spunti di discussione dal forum

Il coerede che paga i debiti del de cuius e si oppone alla divisione dell’eredità
Vorrei chiedere se sia legittimo che, in caso di decesso di un parente, uno dei 4 eredi saldi arbitrariamente tutto il debito bancario del defunto chiedendone agli altri coeredi la restituzione pro quota più interessi maturati fino alla futura data di estinzione. Poiché l’erede che ha estinto il debito si…
Equitalia ed eredità – Quando uno degli eredi è debitore
A causa di un male irreversibile, hanno diagnosticato a mia zia un male incurabile che la porterà a salutarci nei prossimi due mesi. Oltre al dolore, vorremmo comprendere come muoversi in una situazione tale. Mio zio risulta debitore nei confronti di Equitalia di una somma tale da aver posto in…
Eredita’ e fallimento
Mio padre prima di decedere ha formulato testamento, nominando mia madre come unica erede dei beni, formati da tre immobili. Sia io che mio fratello (unici figli) non ci siamo opposti ed abbiamo rinunciato espressamente all’eredità ed ora tutto il patrimonio è passato a lei. Tuttavia, ad oggi ho in…
Come facilitare alla banca creditrice l’esproprio della casa del debitore?
Mio suocero è deceduto lasciando mia suocera in una situazione disastrosa: mi concentro sulla casa, questa la situazione: - Unica abitazione di mia suocera che ha residenza (quindi, se ho capito bene da altri casi, equitalia non può metterla all'asta); - Casa in divisione dei beni (50% a ciascuno dei…
Divisione dei soldi in conto corrente del genitore deceduto – Devono firmare tutti gli eredi perchè ciascuno possa prelevare la quota che gli spetta?
Siamo tre figli eredi, nostra madre è deceduta senza lasciare testamento e la banca non vuol procedere alla divisione dei valori del conto corrente se tutti e tre non andiamo a firmare ma uno dei tre sta ponendo ostacoli senza motivo.

Assistenza gratuita e link a ritroso

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su quando si litiga fra eredi. Clicca qui.

Stai leggendo Quando si litiga fra eredi Autore Ornella De Bellis Articolo pubblicato il giorno 19 febbraio 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria successione eredità e donazioni - nozioni generali Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore.

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere cliccando questo link. Potrai utilizzare le tue credenziali social oppure accedere velocemente come utente anonimo.

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti



Cerca

Domande?