Pignorabilità di stipendi e pensioni - regole generali

In sostanza è stato stabilito che per tutti gli stipendi (nonchè le gratifiche, le pensioni, le indennità, i sussidi, etc) la regola generale secondo cui essi sono impignorabili ed insequestrabili salvo queste eccezioni:

  1. se il debito riguarda alimenti dovuti per legge, è prevista la pignorabilità fino ad un terzo degli stipendi al netto di ritenute;
  2. se il debito è verso lo Stato o altri enti o imprese da cui il debitore dipende, e riguarda il rapporto di impiego, è prevista la pignorabilità fino ad un quinto degli stipendi al netto di ritenute;
  3. se il debito riguarda tributi dovuti allo Stato, alle Province o ai Comuni dall'impiegato o salariato, è prevista la pignorabilità fino ad un quinto degli stipendi dello stesso al netto di ritenute.

Se concorrono simultaneamente i casi 2 e 3 il pignoramento non può colpire una quota totale maggiore del quinto già detto, mentre se concorre anche il caso 1 il pignoramento non può colpire una quota maggiore della metà degli stipendi al netto di ritenute.

Da quanto sopra esposto, dunque, la pignorabilità di un quinto dello stipendio, nella generalità dei casi, dovrebbe essere concessa - a parte i crediti alimentari -  solo per crediti erariali. Proprio quelli che Equitalia è delegata a riscuotere.

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  • Trib. Modena, Giud. Dott.ssa Gherardi A., sentenza n. 1313 del 7 ottobre 2010 19 dicembre 2010 at 10:03

    Le pensioni sono pignorabili nella misura di 1/5 di quanto ecceda il c.d. “minimo INPS” (attualmente pari ad euro 460,97), che nelle intenzioni del Legislatore rappresenta il c.d. “minimo vitale” o “di sussistenza” ancorato ad un dato certo ed uguale per tutti i debitori.

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