Provincia di Bologna – caro mutui – rete di sostegno alle famiglie in difficoltà

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Una vera e propria rete di sostegno- sia a livello di informazione sulle normative, dalla Legge Bersani alla Finanziaria 2008, che economico – per chi si trova in difficolta’ a pagare le rate dei mutui.

E’ quanto ha messo in campo la Provincia di Bologna, d’intesa con le banche e le associazioni di consumatori, e in collaborazione con la Regione Emilia Romagna.

Tre i livelli di intervento previsti dal tavolo provinciale mutui, a seconda delle gravita’ delle situazioni. Il primo livello prevede una rete informativa sul territorio – gestita in particolare dalla Associazioni di consumatori – che si va ad affiancare alle filiali bancarie: fornire tutte le informazioni necessarie alla rinegoziazione e alla portabilita’ dei mutui, indicando anche cosa fare nel caso di sospensione del pagamento delle rate. In caso di trasferimento del mutuo da un istituto all’altro, l’intesa prevede un compenso fisso per le spese notarili, concordato con il Consiglio notarile di Bologna, ma anche una semplificazione delle pratiche (la legge non prevede oneri bancari).

In caso di sospensione del pagamento delle rate, si è lavorato inoltre ad una soluzione ponte in attesa dell’approvazione del regolamento nazionale, che prevede la sospensione per un massimo di sei mesi: la Regione Emilia Romagna è stata individuata come partner per la costituzione di un fondo di sostegno; si partira’ appena lo consentira’ la normativa nazionale. Il secondo livello di intervento – gestito dall’Associazione Micro.Bo assieme ai servizi sociali dei comuni – interverra’ nei confronti di coloro che, al di la’ di eventuali rinegoziazioni, per sopravvenute difficolta’ nel reddito o nelle condizioni familiari si trovano a non poter far fronte al mutuo, secondo le modalita’ concordate.

Saranno erogati finanziamenti per un massimo di 3000 euro, al tasso del 3,25% : il periodo di ammortamento sara’ valutato caso per caso per consentire la restituzione del finanziamento, secondo le condizioni economiche in cui si trova la famiglia.

Infine, il terzo livello di intervento chiama in causa Acer (Azienda Casa Emilia Romagna), Banche, Associazioni di consumatori, Comuni e la stessa Provincia, ed è finalizzato ad aiutare i casi piu’ difficili, cioe’ quando rischia di avviarsi la procedura di pignoramento dell’immobile da parte della banca che ha concesso il mutuo. Acer – che mettera’ a disposizione per questo fine un milione di euro, a cui potranno aggiungersi altri finanziamenti – acquistera’ la nuda proprieta’ dell’immobile: si accollera’ cosi’ il mutuo residuo, rinegoziandolo, riservando il diritto di abitazione al mutuatario, a canone concordato, per un periodo proporzionale alla quota di mutuo gia’ pagato.

CONDIZIONI DI ACCESSO AL PRESTITO

Per poter richiedere un finanziamento occorre:

  • essere “non bancabili”: aver già richiesto un prestito per la propria attività produttiva ad una banca la quale lo ha rifiutato per mancanza di garanzie sufficienti;
  • trovarsi in una situazione economica svantaggiata;
  • essere stanziali sul territorio della provincia di Bologna: avere legami familiari/personali sul territorio e/o svolgere la propria attività di impresa o attività lavorativa sul territorio, se straniero essere in Italia con regolare permesso di soggiorno da almeno 4 anni;

Per ottenere il finanziamento è necssario presentare all’Associazione almeno due “garanti morali”, ossia due persone amiche o familiari che garantiscano sull’affidabilità, l’onorabilità e la capacità di restituzione del prestito del richiedente.

Il finanziamento viene concesso solo dopo una serie di incontri tra il potenziale beneficiario ed un operatore dell’Associazione, finalizzati alla conoscenza reciproca e all’elaborazione del business plan. Quest’ultimo deve essere approvato da parte del comitato di credito (l’organo interno all’Associazione che valuta i progetti imprenditoriali presentati) e da parte dei garanti morali.

L’approvazione o meno del progetto da parte del comitato di credito dipenderà dalla fattibilità economico-finanziaria dell’idea di impresa, dall’affidabilità e serietà dimostrata nella partecipazione e puntualità agli incontri, la partecipazione attiva all’elaborazione del progetto, lo svolgimento di un’attività regolare di impresa o l’intenzione di regolarizzare un’attività in nero.

L’ammontare massimo del primo finanziamento concesso è pari a 7.000 euro. Il tasso applicato è dell’8% su base annua.

Non sono previste spese di istruttoria o penali per l’estinzione anticipata. Successivamente al primo prestito possono essere gradualmente erogati finanziamenti anche di maggiore entità.

Condizioni generali di accesso ad un finanziamento

micro.Bo – Associazione microfinanza Bologna, dà la possibilità a persone che non sono in possesso delle garanzie richieste dalle banche tradizionali, di ottenere dei piccoli finanziamenti per realizzare la loro idea di impresa, consolidare un’impresa già esistente o frequentare un corso di formazione professionale. L’associazione offre inoltre consulenza gratuita e accompagnamento all’attività d’impresa.

Non vengono in alcun modo richieste le garanzie necessarie per accedere ad un finanziamento bancario tradizionale.

CRITERI DI ACCESSO GENERALI

Per poter accedere ad un finanziamento occorre:

  • essere “non bancabili”: aver già richiesto un prestito per la propria attività produttiva ad una banca la quale lo ha rifiutato per mancanza di garanzie sufficienti;
  • trovarsi in una situazione economica svantaggiata;
  • essere stanziali sul territorio della provincia di Bologna: avere legami familiari/personali sul territorio e/o svolgere la propria attività di impresa o attività lavorativa sul territorio, se straniero essere in Italia con regolare permesso di soggiorno da almeno 4 anni;
  • non avere precedenti penali

MICROCREDITO SU BASE INDIVIDUALE

Per accedere ad un prestito su base individuale la persona interessata che abbia già soddisfatto i criteri di accesso di cui sopra (non bancabilità, stanzialità, ecc) dovrà presentare all’Associazione almeno due “garanti morali”, ossia due persone di sua conoscenza (anche familiari) che garantiscano la sua affidabilità e la capacità di restituzione del prestito. Non si effettueranno indagini sulla situazione reddituale e patrimoniale dei garanti.
Ai garanti sarà richiesto:
a) di affiancare il beneficiario in caso di difficoltà nella sua attività imprenditoriale;
b) di far in modo che egli estingua il suo debito;
c) di presentarsi all’Associazione e mettere a disposizione i propri documenti di riconoscimento e
recapiti telefonici;
e) di approvare con relativa sottoscrizione, il business plan ultimato e già approvato dal comitato
di credito di micro.Bo;
f) dopo 6 mesi dall’erogazione del finanziamento, di partecipare all’incontro di revisione
semestrale di budget.

Progettazione dell’attività d’impresa

Dopo il primo incontro con il potenziale beneficiario ed i garanti morali, si procederà all’elaborazione del business plan: si fissano degli incontri (da un minimo di 5 ore ad un massimo di 15 in tutto) tra il beneficiario ed un operatore dell’associazione micro.Bo in cui si analizzerà la fattibilità dell’idea imprenditoriale proposta ed il relativo fabbisogno finanziario.

Approvazione del progetto

Una volta ultimato, il business plan deve essere approvato dal comitato di credito dell’associazione e dai garanti morali. L’approvazione o meno del progetto dipenderà da:

  • economicità del progetto di impresa (valutata dal comitato di credito);
  • capacità di restituzione del finanziamento (che dipende dal flusso di cassa generato dall’attività d’impresa e dal bilancio familiare complessivo della persona);
  • affidabilità e serietà dimostrata (partecipazione e puntualità agli incontri, partecipazione attiva all’elaborazione del progetto, svolgimento di un’attività regolare di impresa o intenzione di regolarizzare un’attività in nero, ecc).

Ammontare massimo del finanziamento e durata del periodo di ammortamento

L’ammontare massimo del primo finanziamento concesso non può superare € 7.000 se si tratta di un’attività di impresa ed € 3.000 se si tratta di un finanziamento richiesto per attività di formazione professionale o per un inserimento lavorativo.

La durata massima del periodo di ammortamento è pari a 3 anni.

Nell’arco dei primi due anni dalla concessione del primo finanziamento per un’attività d’impresa è possibile richiedere altri prestiti sino ad un ammontare massimo di € 15.000 secondo le modalità previste e purchè la restituzione delle rate sia regolare.

Tasso di interesse

Il tasso di interesse praticato da Banca di Bologna sarà pari al 6% fisso su base annua se si tratta di un’attività di impresa esistente da almeno un anno e all’8% su base annua per attività di nuova costituzione. Non sono previste spese di istruttoria né penali per l’estinzione anticipata.

Modalità di restituzione del finanziamento

La restituzione sarà su base mensile e può avvenire secondo due modalità:
a) tramite bonifico bancario;
b) direttamente per cassa presso uno degli sportelli di Banca di Bologna.

Per i pagamenti oltre la data di scadenza della rata è consentito solo il pagamento per cassa.


Incontri con micro.Bo successivi alla concessione del finanziamento

Per i primi 6 mesi dalla concessione del finanziamento, gli incontri avranno cadenza mensile. Alla scadenza del sesto mese si procederà ad una analisi semestrale di budget. Successivamente gli incontri di consulenza saranno fissati su specifica richiesta del beneficiario o dell’operatore.

23 Aprile 2008 · Antonio Scognamiglio

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