Cosa è il protesto e a cosa serve

Il protesto è il procedimento con il quale viene dichiarato pubblicamente, da parte di un notaio, ufficiale giudiziario o segretario comunale, il mancato pagamento della somma indicata nel titolo di credito (protesto per mancato pagamento di assegno o cambiale) o la mancata accettazione della cambiale da parte del trattario (cambiale - tratta).

La funzione principale del protesto, è quella di garantire al portatore del titolo l'esercizio dell'azione di regresso nei confronti dei debitori (cfr. articolo 51, legge cambiaria ed articolo 45, legge sugli assegni): detta funzione, però, non è l'unica.

Il protesto, infatti, svolge anche una non trascurabile efficacia probatoria, quale conseguenza del fatto di essere atto pubblico che fa fede, dunque, fino a querela di falso, dell'avvenuta presentazione del titolo e del mancato pagamento, nonché delle dichiarazioni del debitore e degli altri fatti che il presentatore riferisce aver compiuto o essere avvenuti in sua presenza.

Non può essere trascurata, poi, la funzione “psicologica” del protesto, derivante dalla pressione che sul debitore esercita il discredito commerciale e sociale che proviene dalla pubblicità “negativa” del protesto.

L'ultima funzione del protesto, conformemente a quanto ritenuto dalla dottrina e dalla giurisprudenza più recente, è l'assimilazione del protesto alla costituzione in mora del debitore, con la conseguente produzione di effetti interruttivi della prescrizione.

I titoli di credito che possono essere protestati sono:

  • cambiali;
  • tratte accettate;
  • vaglia cambiari;
  • assegni bancari;
  • assegni postali.
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Stai leggendo Cosa è il protesto e a cosa serve Autore Ludmilla Karadzic Articolo pubblicato il giorno 15 giugno 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria problematiche dei protesti e dei protestati Inserito nella sezione protesti e protestati del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

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  • Marzia Ciunfrini 14 maggio 2012 at 06:57

    Rivestono purtroppo lo status di protestati quei debitori che non siano stati in grado, per tanti motivi, di onorare il pagamento di un assegno, una tratta, una cambiale o titoli simili. In questo caso viene elevato il protesto che è un procedimento al termine del quale il debitore acquisisce la “qualità” di protestato. Grazie a tale fattispecie è nata la terminologia legata ai prestiti e finanziamenti per i protestati.

  • gianfranco 21 settembre 2011 at 17:22

    Salve, ho ricevuto un protesto, conto corrente personale, ad ottobre, la Banca mi ha inviato le raccomandate al mio vecchio indirizzo e quindi sono tornate indietro.Poiche sono presidente di una cooperativa edilizia e devo emettere assegni( conto corrente intestato alla cooperativa) per pagamenti vorrei sapere se posso farlo avendo ricevuto il protesto. grazie

    • Simone Saintjust 21 settembre 2011 at 20:24

      La revoca dell’autorizzazione per l’emissione degli assegni le perverrà dopo la segnalazione al CAI, se non provvederà al pagamento entro 60 giorni dalla presentazione dell’assegno allo sportello.

      Il Prefetto, in seguito, potrà irrogare ulteriori sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie.

      Il tutto ha poco a vedere con il protesto.

      Comunque, l’eventuale revoca dell’autorizzazione ad emettere assegni impartita al soggetto fisico, non influenza l’emissione di assegni intestati alla persona giuridica (società di capitali, associazioni, enti, cooperative) in cui, eventualmente, il protestato è un componente degli organi sociali o amministratore.

  • marco imbriano 19 luglio 2010 at 06:17

    Due anni fa sono stato protestato. Oggi mi sono informato per essere riabilitato, pagando i miei debiti. E’ possibile che mi sia stato consigliato di non pagare in quanto fra 36 mesi sono abilitato a finanziamenti e mutui, senza alcuna traccia di protesto e cattivo pagatore?

    • il protestato 19 luglio 2010 at 06:19

      Il consiglio non e’ da seguire in quanto si riferisce solamente alla cancellazione dai Sistemi di Informazioni creditizie, come Crif. Le confermo, infatti, che in questo caso la cancellazione e’ automatica dopo 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto o dalla data in cui e’ risultato necessario l’ultimo aggiornamento (in caso di successivi accordi o altri eventi rilevanti in relazione al rimborso). Ma cio’ significa anche che in questo periodo potrebbe essere sollecitato da una societa’ di recupero crediti a rimborsare il prestito. Mentre le modalita’ di cancellazione del protesto sono diverse: decade decade 5 anni dalla levata. Inoltre, anche in questo caso deve verificare giorno e mese. Dopodiche’ la cancellazione dovrebbe avvenire in modo automatico. In caso contrario l’interessato potra’ chiederla rivolgendosi al Presidente della Camera di Commercio, il quale ha 20 giorni di tempo per disporla, rispondendo personalmente dell’attuazione del proprio provvedimento entro 5 giorni dalla sua emanazione.

  • pepesale 8 gennaio 2010 at 17:19

    salve vorrei porvi una domanda, per avere la riabilitazione dopo un protesto cambiario devono passare per forza cinque anni o posso chiderlo prima, visto che il debitore non ha mai fatto azioni nei miei confronti, il fatto e’ accaduto nel mese di ottobre 2005…? grazie mille

    • cocco bill 8 gennaio 2010 at 17:26

      Può chiederlo prima solo pagando il suo creditore, ed ottenendo la liberatoria.

      A questo punto le conviene aspettare ottobre.




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