Indice del post protesto di un assegno - come procedere per limitare i danni

Protesto di un assegno – come il creditore può recuperare il credito e il debitore limitare il danno

A chiunque può capitare di emettere un assegno parzialmente o totalmente a vuoto, e c'è sempre il malcapitato che lo riceve in pagamento. In questi casi, il più delle volte, non si sa cosa fare. E' utile e conveniente per il creditore procedere al protesto dell'assegno? E quali sono le conseguenze per il debitore inadempiente? In questo articolo il consulente legale prova a spiegare ad entrambi, passo dopo passo, con le semplici parole di tutti i giorni, quali le iniziative da intraprendere e le misure da adottare. Si tratta di informazioni efficaci, all'uno per recuperare [ ... leggi tutto » ]

Protesto di un assegno

Il protesto di un assegno è il procedimento con il quale viene dichiarato pubblicamente, da parte di un notaio, ufficiale giudiziario o segretario comunale, il mancato pagamento della somma indicata in un assegno presentato all'incasso in tempo utile. La funzione principale del protesto, è quella di garantire al portatore dell'assegno l’esercizio dell'azione di regresso nei confronti dei debitori: quindi sia nei confronti del traente che degli eventuali giranti. Detta funzione, però, non è l’unica. Il protesto, infatti, svolge anche una non trascurabile efficacia probatoria, quale conseguenza del fatto di essere atto pubblico che fa fede, dunque, fino a querela [ ... leggi tutto » ]

Constatazione equivalente al protesto di un assegno

La "constatazione equivalente" e' invece una dichiarazione del trattario (la Banca che deve pagare) posta sull'assegno con indicazione del luogo e giorno della presentazione. Tale dichiarazione (datata ed attestante che l'assegno e' stato trasmesso in tempo utile e non pagato) può essere emessa anche da una "stanza di compensazione", ovvero da uno degli uffici che si occupano della regolamentazione dei rapporti di credito/debito tra le varie Banche. La constatazione equivalente, in pratica, ha gli stessi effetti della levata del protesto e deve essere comunicata alle Camere di Commercio [ ... leggi tutto » ]

Il beneficiario dell'assegno può agire contro traente giranti ed avallanti: l'azione di regresso

Il beneficiario/portatore può agire contro il traente, i giranti ed i loro eventuali avallanti (individualmente o congiuntamente senza dover per forza osservare l'ordine nel quale si sono obbligati), nel caso in cui l'assegno non venga pagato, tramite un'azione detta "di regresso". Tale azione, essendo l'assegno un titolo esecutivo, e' tipicamente quella  che inizia con l'atto di precetto (un'intimazione formale a pagare) per finire col pignoramento e la vendita forzata dei beni del debitore. Se il portatore/beneficiario agisce direttamente contro il traente (tipicamente nel caso di assegno senza girate)  non sono necessarie particolari formalità e non è necessario né  che [ ... leggi tutto » ]

Prescrizione dell'azione di regresso contro il traente e i giranti

Il regresso del portatore contro i giranti, il traente e gli altri obbligati si prescrive in sei mesi dalla scadenza del termine di presentazione dell'assegno al pagamento. Decorsi i sei mesi rimangono comunque fattibili l'azione causale e l'azione di arricchimento. L'azione causale e' quella legata al rapporto che ha dato causa all'emissione dell'assegno (poggiato su una fattura, un contratto, etc.) fattibile utilizzando l'assegno semplicemente come prova sulla cui base ottenere in sede giudiziaria un provvedimento esecutivo - tipicamente un decreto ingiuntivo. In questo caso, conformemente a quanto ritenuto dalla dottrina e dalla giurisprudenza più recente, l’eventuale levata del protesto [ ... leggi tutto » ]

Iscrizione alla Centrale di Allarme Interbancaria (CAI)

Il pagamento dell'assegno scoperto in prima presentazione, detto “tardivo” (nel termine dei 60 giorni dalla presentazione dell'assegno e dalla mancata riscossione) comprende gli interessi legali, alcune spese (di protesto o di gestione per la dichiarazione di constatazione equivalente) nonché' una penale che normalmente si aggira intorno al 10% dell'importo dell'assegno. Dal momento in cui l'assegno non viene pagato per mancanza di fondi, il soggetto interessato (il traente) - a cui viene debitamente notificato l'inizio della procedura con il cosiddetto “preavviso di revoca” - ha 60 giorni di tempo per pagare tardivamente. Il preavviso di revoca viene inviato per telegramma [ ... leggi tutto » ]

Sanzioni amministrative per emissione di assegni scoperti in assenza di pagamento tardivo

Contestualmente, scaduti i 60 giorni del preavviso di revoca, senza che l'assegno sia stato pagato, viene fatta segnalazione al Prefetto per l'applicazione delle sanzioni amministrative previste. Le prefetture notificano la violazione al soggetto che ha emesso l'assegno entro 90 giorni dalla segnalazione, dandogli 30 giorni di tempo per inviare le sue osservazioni difensive (nel caso non si fosse dimostrato prima il pagamento entro i 60 giorni, questo sarebbe il momento giusto, presentando in prefettura la documentazione originale o una copia autenticata). Successivamente - piu' precisamente entro il termine di prescrizione di cinque anni - viene emessa e notificata un'ordinanza [ ... leggi tutto » ]

Cancellazione protesto

Con il pagamento tardivo dell'assegno (importo facciale, unitamente alla penale ed alle spese per il protesto o per la constatazione equivalente) entro i 60 gg previsti dalla procedura di preavviso di revoca, possiamo evitare due delle tre conseguenze cui va incontro chi emette assegni senza copertura: a) non ci verranno irrogate le sanzioni amministrative stabilite dalla legge numero 386/1990 e successive modificazioni; esse possono consistere anche nel divieto di emettere assegni per un tempo variabile dai due ai cinque anni. b) il nostro nominativo non verrà segnalato e iscritto dalla Banca d'Italia al CAI (Centrale Allarme Interbancaria) che è [ ... leggi tutto » ]

19 agosto 2008 · Chiara Nicolai

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Stai leggendo Indice del post Protesto di un assegno - come procedere per limitare i danni Autore Chiara Nicolai Articolo pubblicato il giorno 19 agosto 2008 Ultima modifica effettuata il giorno 27 settembre 2017 Classificato nella categoria assegni cambiali conti correnti » mini guide Inserito nella sezione protesti e protestati.



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