Prescrizione dell'azione di regresso contro il traente e i giranti

Il regresso del portatore contro i giranti, il traente e gli altri obbligati si prescrive in sei mesi dalla scadenza del termine di presentazione dell'assegno al pagamento.

Decorsi i sei mesi rimangono comunque fattibili l'azione causale e l'azione di arricchimento.

L'azione causale è quella legata al rapporto che ha dato causa all'emissione dell'assegno (poggiato su una fattura, un contratto, etc.) fattibile utilizzando l'assegno semplicemente come prova sulla cui base ottenere in sede giudiziaria un provvedimento esecutivo - tipicamente un decreto ingiuntivo.

In questo caso, conformemente a quanto ritenuto dalla dottrina e dalla giurisprudenza più recente, l'eventuale levata del protesto è assimilabile alla costituzione in mora del debitore, con la conseguente produzione di effetti interruttivi della prescrizione.

L'azione di arricchimento, è invece quella fatta contro il traente o il girante per cercare di ottenere il rimborso della somma della quale tali soggetti si sono indebitamente arricchiti a danno del beneficiario (o portatore). Si tratta di un'azione la cui fattibilità è valutabile solo con l'aiuto di un legale, e che si prescrive nel termine di un anno dal giorno della perdita dell'azione di regresso.

Ambedue le azioni sono fattibili in Tribunale con l'intermediazione di un avvocato che è bene consultare fin dalle prime fasi valutative.

Per evidenziare i vantaggi derivanti dalla possibilità di esercitare azione di regresso, proponiamo di seguito lo schema di recupero giudiziale del credito:

precetto-e-pignoramento

Esercitando l'azione di regresso è possibile effettuare il precetto senza dover necessariamente ottenere un decreto ingiuntivo. E non è poco.

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