Indice del post protesto di assegni non trasferibili - un vantaggio solo per i notai

Esiste un modo semplice per tentare di risolvere alla radice il problema del protesto di assegni di importo pari o superiore a mille euro: apporre sull'assegno la clausola “senza spese e senza protesto”. Ma, per quale ragione il beneficiario dovrebbe accettare un assegno con una clausola simile? Per comprenderlo bisogna fare qualche passo indietro. Tempo fa gli assegni di importo facciale pari o superiore a mille euro potevano essere girati: erano cioè trasferibili. Se Caio (traente) emetteva un assegno a favore di Tizio (beneficiario) e Tizio lo girava a Sempronio (portatore), quest'ultimo, qualora l'assegno emesso da Caio fosse risultato [ ... leggi tutto » ]

Oggi, che gli assegni di importo pari o superiore a mille euro, per quanto disposto dalla normativa antiriciclaggio, non possono essere più girati, sono cioè non trasferibili, il problema dell'azione di regresso resa possibile solo dal protesto dell'assegno scoperto non si pone più. L'azione esecutiva diretta nei confronti di Caio avviata da Sempronio (beneficiario e portatore) per ottenere il rimborso dell'importo facciale dell'assegno scoperto, più spese ed interessi, infatti, può essere avviata nei confronti di Caio anche senza elevare il protesto. E' sufficiente, allo scopo, la dichiarazione della banca trattaria (la banca di Caio), apposta sul modulo, attestante che [ ... leggi tutto » ]

Qualcuno, a questo punto, potrebbe tuttavia eccepire che il possibile protesto può costituire un forte deterrente per Caio, inducendolo a fare in modo che sul conto corrente ci siano i fondi necessari a coprire l'assegno. In effetti, la pubblicazione nel registro informatico dei protesti di Caio e' un obbligo che nulla ha a che vedere con la tutela dell’interesse di Sempronio ed è invece chiaramente finalizzato ad esercitare una pressione psicologica su Caio per indurlo all'adempimento, onde evitare il discredito derivante dalla pubblicità data al mancato pagamento del titolo. Del resto, anche qualora risulti assente l'apposizione sull'assegno della formula [ ... leggi tutto » ]

Non elevare il protesto per assegni non trasferibili (e per questo senza giranti) è, infatti, una pratica diffusa, posta in essere dalla banca per evitare il protesto al proprio correntista, anche senza l'indicazione esplicita "senza spese e senza protesto". Per comprendere il motivo di questa condotta va considerato che, a differenza della pubblicazione nel registro informatico dei protesti (RIP), che ha come unica finalità quella di dare notizia del mancato pagamento del titolo, la segnalazione in CAI del mancato pagamento degli assegni e' diretta a rendere efficace ed operativa la sanzione della revoca di sistema che comporta, per il [ ... leggi tutto » ]

Pertanto, la potenziale idoneità della segnalazione in CAI ad indurre Caio a far fronte alla propria obbligazione non può essere ritenuta minore di quella del protesto, pur considerando che l’iscrizione nel Registro Informatico conferisce al mancato adempimento una visibilità maggiore, estesa all'intera collettività. E deve pertanto escludersi, sempre secondo l'Arbitro Bancario Finanziario che l’omissione della levata del protesto, in caso di mancato pagamento dell’assegno, quando siano avviate le procedure per la segnalazione in CAI, possa essere ritenuta ingiustamente lesiva degli interessi del portatore del titolo e, come tale illegittima, in quanto contraria a buona fede. La possibilità di pagamento [ ... leggi tutto » ]

21 gennaio 2015 · Ludmilla Karadzic

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Stai leggendo Indice del post Protesto di assegni non trasferibili - un vantaggio solo per i notai Autore Ludmilla Karadzic Articolo pubblicato il giorno 21 gennaio 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 21 agosto 2017 Classificato nella categoria assegni scoperti e protestati - ricorso ad ingiunzione prefettizia ed esercizio azione regresso Inserito nella sezione assegni cambiali e conti correnti.

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