Cosa dicono i diretti interessati del progetto Garanzia Giovani: la protesta corre sul web

Ecco che cosa dicono i diretti interessati, i giovani disoccupati appunto, del famigerato progetto garanzia giovani: la protesta corre sul web.

In molti lamentano di non aver ricevuto i 600 euro netti mensili previsti per le 20 ore di lavoro settimanale, lamentando, inoltre, di svolgere mansioni molto poco “professionalizzanti”, come lavare bagni e scrostare pentole.

Inoltre, molti lamentano di aver atteso anche 7 mesi prima di essere chiamati, quando il tempo massimo previsto per l'attivazione è stato fissato in 4 mesi, per poi dover cercare da soli un'azienda disposta ad accoglierli, quando all'incontro tra domanda e offerta dovrebbero provvedere i soggetti proponenti, come i Centri per l'impiego e le agenzie internali.

La rabbia, la delusione e le denunce dei giovani, senza alcuna garanzia, esplode sul web ed in particolare su Facebook.

L'indennità, prevede il progetto, ove la documentazione relativa al tirocinio sia completa e corretta, viene corrisposta dall'Inps entro il mese successivo a quello in cui viene richiesta.

Si lamenta poi la difficoltà di trovare un interlocutore che in azienda prenda sul serio questi giovani speranzosi, magari degnandoli di un colloquio, che anch'esso dovrebbe essere parte integrante dell'esperienza formativa.

Ci sono poi, tra gli iscritti a Garanzia giovani, quelli che attendono con trepidazione la chiamata che non arriva, e accusano di scarsa efficienza i soggetti promotori, ovvero Agenzie interinali e Centri per l'impiego, pagati per prendersi in carico il giovane, seguirlo passo passo, e soprattutto per individuare insieme al tirocinante, le strutture aziendali presso cui svolgere il tirocinio.

Ma questo compito, in molti casi, viene svolto con il fai da te dagli stessi aspiranti tirocinanti.

Altra segnalazione molto frequente e oggetto di denuncia è il primo approccio con l'azienda ospitante, che non si degna nemmeno di fare un colloquio all'aspirante tirocinante, approccio che pure sarebbe parte integrante dell'esperienza formativa.

Si riscontrano, in ultimo, difficoltà non previste per accedere al tirocinio per i requisiti richiesti dalle imprese, ritenuti eccessivi come l'esperienza pregressa nel ruolo che sembra cozzare con le peculiarità del progetto.

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