Le soluzioni per i prestiti ai protestati e ai cattivi pagatori

Oggi le cose sono cambiate in meglio: anche i protestati ed i cattivi pagatori possono accedere a dei finanziamenti particolari, cioè creati proprio per questa categoria, ovvero i prestiti per protestati e cattivi pagatori

Il presupposto imprescindibile affinchè anche il protestato ed il cattivo pagatore possano ottenere il prestito è quello di essere lavoratore dipendente, sia pubblico che privato. Solo con la dipendenza lavorativa si può ovviare il problema del protesto o della segnalazione in CRIF e  rendere possibile i prestiti anche a protestati e cattivi pagatori. Gli strumenti e regole messe a disposizione dal legislatore italiano per erogare prestiti a protestati sono essenzialmente tre:

  1. cessione del quinto dello stipendio;
  2. prestito delega;
  3. prestito cambializzato;

Sempre in tema di prestiti anche a protestati e cattivi pagatori  bisogna trattare brevemente la categoria dei cosiddetti prestiti a protestati e cattivi pagatori senza busta paga o prestiti a protestati e cattivi pagatori autonomi o liberi professionisti.

Purtroppo per questi soggetti, in particolare per i lavoratori autonomi protestati e/o cattivi pagatori, è praticamente impossibile ottenere un prestito qualora sprovvisti di adeguate garanzie. Ma anche per i prestiti a protestati e cattivi pagatori sia autonomi che senza stipendio c'è una soluzione: o una garanzia personale (terzo garante) oppure reale (ipoteca di primo grado).

Per fare una domanda sui prestiti ai protestati e ai cattivi pagatori, sul protesto, sulle restrizioni di accesso al credito per i soggetti protestati, sulle procedure di cancellazione del protesto, sul Pubblico Registro dei Protesti  e su tutti gli argomenti correlati clicca qui.

21 ottobre 2008 · Ludmilla Karadzic

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Per un accesso rapido e anonimo puoi cliccare questo link. Ma puoi anche commentare o porre una domanda con le tue credenziali Facebook, Twitter, o Google+.

  • luigi moccia 16 luglio 2010 at 12:08

    Buongiorno, prima di tutto,
    che il sistema bancario e finanziamenti, italiano sia vecchio e farragginoso, questo e fuori discussione, quello che ho letto nelle mail di Enzo, Angelo,Giuliano, e’ tutto vero e sacrosanto ma perche’ non ci si unisce, facendoli veramente ballare.
    Vi immaginate le banche, senza piu’ clienti che abbiano fidi che spesso rasentano come tassi di interesse l’ usura, verrebbero denunciati alle atorita’ competenti.
    Siamo noi con i nostri silenzi ( o la paura di ritorsioni ) che facciamo ingrassare, questi signori.
    Io sono titolare di un’ azienda commerciale, ad Afragola Prov. di Napoli, nel 2003 ho finanziato l’ acquisto di un furgone con la Santander, pagando regolarmente, anzi due mesi prima della scadenza contrattuale.
    Nel 2005 ho chiesto sempre alla Santander, 15000,00 per acquisto di beni strumentali e contemporaneamente, ho acquistato un macchina per la famiglia, una Daewo, dalla Agos.
    Quelle offerte dove non ti conviene pagare in contanti.
    I primi 12mesi sono state pagate tutte e due le rate tranquillamente, dopodiche’ ho iniziato ad avere problemi, con la Santander.
    Oggi mi ritrovo, con un finanziamento Agos pagato tranquillamente,e con una posizione Santander incagliata e a nulla e servito aver pagato l ‘Agos con puntualita’, sono comunque stato iscritto nel registro C.P. dunque ho anche io la rogna.
    Lo sapete che prima di darmi il rifinanziamneto del debito la Santander ha fatto prima accumulare 9 rate non pagate, in modo da rifinanziarmi il debito in 120 rate raddoppiamdomi il capitale.
    Comunque per 15.000,00 dovro pagare 44.160,00.
    Come me in Italia ci saranno migliaia di persone, che forse hanno vergogna, di dirlo.
    Denunciamo, uniamoci, mi rivolgo a tutti i piccoli imprenditori come me.
    Siamo la colonna vertebrale dell ‘Italia, perche’ farci trattare cosi.
    All’Alitalia hanno dato 300.000.000,00 per farla fallire.
    A noi spiccioli che ci aiuterebbere a incrementare le nostre attivita’, quindi assumere, quindi creare ricchezza, ci vengono negate.
    Ho se ci vengono date, solo sotto forma di FIDI BANCARI o PRESTITI PERSONALI.
    Solo per ucciderci lentamente.

    LUIGI MOCCIA

    • angelo 16 luglio 2010 at 12:15

      Ciao luigi, sono un agente di commercio, non ho nessun insoluto con nessuna banca, ma purtroppo in un momento di difficoltà ho saltato 2 rate, quindi risulto come cattivo pagatore, sto cercando un finanziamento di 5000€ per poter pagare le tasse, ma al momento non so dove sbattere la testa, e se non pago mi confiscono il mezzo, e poi vado a lavorare a piedi.

  • francesco 22 marzo 2010 at 12:50

    sono protestato daquasi un anno e mezzo e non sono riuscito ancora saldare il mio debito dopo lettere bintimidatorie da parte delle societa recupero crediti visite da procuratori ufficiali giudiziari sono ancora col dubbio di quanto possa ancora resistere all aviso di un pignoramento equanto possa essere ancora protestato visto che questo prestito e stato preso nel 2004 pagate solo 10 boletini e basta poi e stato cambializato nel 2008 pagate 12 cambiali scoperte 48 x un ammontare di 17000 cosa ancora mi puo sucedere

    • cocco bill 22 marzo 2010 at 12:56

      Intanto resta protestato per cinque anni dalla levata del protesto.

      Poi, tutto dipende da cosa possiede.

      I creditori potranno ipotecare casa o procedere al pignoramento del quinto dello stipendio.

      Lei ha commesso un errore gravissimo. E le spiego perchè.

      Accettare di cambializzare un debito è un pò come mettersi la corda al collo, e non c’è alcuna differenza fra cambiali ed assegni post datati. Entrambi molto nocivi per un debitore.

      Alcune società di recupero crediti propongono, all’accettazione del debitore, un accordo transattivo che prevede una ipotesi a saldo e stralcio delle posizioni debitorie pregresse, con un abbattimento degli importi a capitale e una riduzione degli interessi maturati.

      All’accordo transattivo si aggiunge, non di rado, un piano di rientro del debito basato su una rimodulazione degli importi e delle scadenze convenute nel contratto originario. Si tratta, in pratica, di un piano di rateazione tipico di una operazione di consolidamento dell’esposizione debitoria: rate di importo più contenuto a fronte di un periodo di ammortamento di durata maggiore.

      Ecco, dunque, pronto il piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi. E’ a questo punto che, il più delle volte, viene servita la polpetta avvelenata. Si chiama “cambializzazione del debito”.

      Si propone, cioè, l’accettazione del “vantaggioso” accordo subordinandolo alla sola condizione che il debitore emetta cambiali, a beneficio della società di recupero crediti, in numero, importo e scadenze temporali che ricalcano quanto previsto nel piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi.

      Perchè per la società di recupero crediti è di vitale importanza l’emissione di cambiali da parte del debitore?

      Per comprendere lo spiccato tropismo delle società di recupero crediti verso la cambiale, definiamo innanzitutto cosa è una cambiale: si tratta un titolo di credito che contiene la promessa o l’ordine di pagare una certa somma, ad una determinata scadenza, in un certo luogo, a favore di chi risulta legittimamente possessore del titolo.

      A parte la definizione, però, l’aspetto che maggiormente interessa la società di recupero crediti è un’altro.

      La cambiale è un titolo esecutivo. Cosa vuol dire?

      Vuol dire che nel caso in cui, per una qualsiasi motivazione, non siete più in grado di pagare le rate dell’accordo a saldo e stralcio (cioè le cambiali) la società di recupero crediti non deve necessariamente chiedere al giudice un decreto ingiuntivo, ma può procedere al pignoramento di beni mobili ed immobili del debitore con un semplice precetto.

      Per illustrare la differenza fra le due diverse procedure giudiziali (decreto ingiuntivo+precetto e precetto) esaminiamo l’immagine seguente:

      giudiziale-1

      Tenendo in conto che per ottenere un decreto ingiuntivo sono necessari tempi mediamente lunghi e comunque non certi (oltre a spese legali non trascurabili) si capisce perchè le società di recupero crediti propongano la cambializzazione del debito.

      Una motivazione ampiamente sufficiente acchè i debitori non firmino mai cambiali a beneficio delle società di recupero crediti.

      Tornando a lei, deve cominciare a farsi una cultura da debitrice.

      Oggi cara signora i debiti si pagano dopo un accordo con fra debitore e creditore (concordato) – con piano di rientro a saldo e stralcio – per un importo che si attesta intorno al 10% della cifra originaria, con punte al ribasso anche del 5%.

  • marco 18 marzo 2010 at 18:22

    accertare quale vincolo impedisce a giorgio, nato a lumezzane e residente a garbagnate di accedere ad un finanziamento

  • federico aprea 30 agosto 2009 at 06:40

    COSA E’ UN PROTESTO?

    Letteralmente un protesto non è altro che l’accertamento del mancato pagamento o della mancata accettazione di una cambiale o di qualsiasi titolo di credito (ad esempio un assegno, le rate di un prestito o di un mutuo, eccetera).

    Nel linguaggio comune sentiamo spesso utilizzare la frase “mandare una cambiale in protesto”; da questa deriva l’istituto del protesto cambiario che tratteremo a breve, ed in maniera approfondita, all’interno della guida.

    CHI SONO GLI ORGANI PREPOSTI A CONSTATARE UN MANCATO PAGAMENTO E ISCRIVERE UNA PERSONA NEL REGISTRO INFORMATICO DEI PROTESTI?

    La constatazione, detta solenne, viene fatta sempre da un pubblico ufficiale. Il protesto vero e proprio viene redatto da un notaio o da un ufficiale giudiziario e, nei piccoli Comuni, dal segretario comunale. Il protesto deve essere compilato in brevissimo tempo, solitamente entro e non oltre i due giorni feriali successivi alla scadenza della cambiale (o altro titolo di credito) e redatto su un foglio di allungamento unito alla cambiale.

    I protesti effettuati in ciascuna Provincia prima del 1995 venivano resi noti tramite il bollettino dei protesti cambiari, pubblicato ogni due settimane a cura della Camera di Commercio; dal 1995 in poi, invece, gli ufficiali levatori trasmettono alla camera di commercio competente per territorio, entro il primo giorno di ogni mese, l’elenco dei soggetti protestati nel corso del mese precedente (fino al giorno 26 compreso).

    La Camera di Commercio inserisce i protestati nel “Registro informatico dei protesti” entro 10 giorni dalla trasmissione dell’elenco. Il protestato, a questo punto, resta iscritto in tale registro per cinque anni, ma può esserne cancellato prima, su presentazione, decorso un anno dal protesto, dell’istanza di riabilitazione al tribunale (nel caso di assegni) o al dirigente responsabile dell’ufficio protesti della camera di commercio (nel caso di cambiali) accompagnata dalla quietanza di pagamento del titolo protestato (con firma autentica).

    In seguito all’atto di protesto, il possessore della cambiale insoluta (o altro titolo di credito insoluto) può intraprendere azioni legali contro gli obbligati principali (azione diretta: spetta a coloro che hanno assunto il debito in via originaria) o di regresso (azione di regresso: spetta a coloro che trasferendo il diritto di credito incorporato nella cambiale, hanno assunto la responsabilità del pagamento) attraverso tre fasi:

    a) atto di precetto;

    b) pignoramento dei beni;

    c) vendita dei beni pignorati.

    – Atto di precetto

    L’atto di precetto è l’intimazione di pagare l’importo della cambiale insoluta (o di altro titolo di credito insoluto) aumentato delle spese e degli interessi entro un termine non inferiore a 10 giorni.

    – Pignoramento dei beni

    Il pignoramento dei beni consiste nell’espropriazione forzata dei beni dell’obbligato alla quale si procede qualora il debitore non abbia pagato entro il termine fissato con l’atto di precetto; anche in questa fase il debitore ha la possibilità di versare la somma dovuta all’ufficiale giudiziario, il quale provvederà a farla avere al creditore.

    – Vendita dei beni pignorati

    Nei casi più gravi e disperati si procede alla vendita dei beni pignorati, effettuata all’asta con assegnazione al maggior offerente. Con il ricavato della vendita dei beni pignorati si provvede a risarcire il soggetto creditore. Da notare come, in questo caso, le azioni cambiarie non sono rivolte contro la persona fisica dell’obbligato ma direttamente contro i beni di sua proprietà.

    LE BANCHE E LE FINANZIARIE QUALI GARANZIE CHIEDONO PER CONCEDERE UN PRESTITO AI PROTESTATI E QUALI SONO LE TIPOLOGIE DI PRESTITI PER I PROTESTATI?

    Trattandosi di “cattivi pagatori” i protestati possono accedere al credito solo a determinate condizioni.

    Di norma le banche o le finanziarie concedono prestiti ai protestati solo dopo aver studiato ed analizzato a fondo la situazione economica e lavorativa del richiedente che, dal canto suo, potrà sottoscrivere, di solito, una cessione del quinto dello stipendio o della pensione, un prestito con delega o un finanziamnento cambializzato.

    In linea di massima, dunque, possono richiedere finanziamenti tutti i protestati che abbiano un posto di lavoro a tempo indeterminato e che possano fornire ampie garanzie anche dal punto di vista delle proprietà personali (case, terreni, automobili, eccetera). Molto spesso è richiesta anche la firma di un garante perchè il prestito vada a buon fine.

    Il maggior rischio derivante dalla storia del cliente è, di fatto, abbattuto da queste forme di finanziamento che, per lo più, presentano la caratteristica di trattenere direttamente dalla busta paga del lavoratore una quota predefinita del salario.

    Purtroppo, come abbiamo visto un po’ di tempo fa in un post dedicato alla cessione del quinto dello stipendio o della pensione, questa particolare forma di finanziamento è caratterizzata da costi elevatissimi e spesso del tutto ingiustificati.

    QUALI SONO I RIFERIMENTI NORMATIVI PER I PROTESTI?

    – Le modalità di attuazione del Registro Informatico dei Processi sono regolamentate dal Decreto Ministeriale numero 316 del 9/8/2000, a norma dell’articolo 3 bis del Decreto Legge del 18 settembre 1995 numero 381, convertito in seguito dalla Legge del 15 novembre 1995 numero 480.

    – Per cancellare un protesto è, invece, necessario far riferimento alla Legge numero 235 del 18/8/2000.

    – Il “Registro dei Protestati cambiari”, accessibile via internet, ha sostituito la pubblicazione cartacea dell’Elenco dei Protestati Cambiari così come previsto ai sensi della Legge numero 77 del 12/2/1955.

  • giuseppe v. 12 gennaio 2009 at 11:22

    sono d’accordo con luigi uniamoci raccogliamo firme,cerchiamo di uscire gli attributi,questi signori delle banche,quando tutto fila liscio,ti trattano bene dal direttore all’ultimo arrivato,quando incominci ad avere qualche (COSA CHE SUCCEDE NEL COMMERCIO)problema allora incomincia l’agonia,dentro la banca non ti calcola nessuno,dopo 10 anni sono stato un correntista esemplare,facendo regali a tutti dal direttore al semplice impiegato (mi occupo di playstation video ecc.)mi hanno trattato come un delinquente,per questo vi dico di unirci,sono loro i veri delinquenti!!

  • enzo 27 novembre 2008 at 20:38

    ieri ho chiamato una finanziaria per chiedere un prestito ma mi ha chiesto se sono protestato o risposto si mi a chiuso il telefono ma mi chiedo se avessi avuto soldi li avrei telefonato a sti stonzi

  • angelo 26 novembre 2008 at 15:16

    Io mi sono protestato nel 2007,da qui,inizia il mio calvario.avendo una media azienda ho dovuto soddisfare tutti i creditori con delle cambiali ed ogni mese faccio fatica (e non vi dico)ad onorare questi effetti.
    Si accumulano cose VECCHIE e quelle nuove…chiamiamole cosi’…..mi sono rivolto in banca per un prestito e il funzionario ha detto: VOI PROTESTATI NON POTRETE FARE MAI PIU’ NIENTE NELLA VITA!allora la domanda nasce spontanea…per questo motivo esistono gli usurai?

  • giuliano 16 novembre 2008 at 21:50

    salve a tutti, io ho provato a chiedere finanziamenti o scoperture di cassa alla banca, una volta protestato sei FINITO….. COME UN APPESTATO
    non è assolutamente vero che ci sono possibilità di finanziarsi, e pensate che allo scadere del 5 anno, quando alla camera di commercio devi essere cancellato il CRIF non ti cancella anche se dovesse essere automatico.
    nessun direttore di banca MAI E POI MAI AUTORIZZERA’ UN PRESTITO CAMBIARIO AI LIBERI PROFESSIONISTI.
    fanno bene le societa’ e gli imprenditori ad andare all’estero………
    TUTTO UN ALTRO MONDO.

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti



Cerca