Spese processuali - termine di prescrizione

Riguardo la prescrizione delle spese processuali, si ritiene opportuno rammentare, una volta per tutte, quanto segue:

  • il termine di prescrizione delle spese processuali è quello ordinario di cui all'articolo 2946 del codice civile, vale a dire dieci anni dalla data in cui la sentenza, civile o penale, è divenuta irrevocabile o, comunque, dalla data in cui il provvedimento conclusivo del processo è divenuto definitivo.
  • la notifica dell'invito al pagamento (articolo 212 Testo Unico - DPR 115/2002) costituisce atto idoneo ad interrompere la prescrizione del credito in quanto atto di costituzione in mora del debitore (articoli 2943 e 1219 del codice civile) e comunque atto che esprime in modo inequivocabile la volontà di far valere il diritto dell'Erario alla riscossione di somme dovute (si veda, Cassazione Civile, sentenza 908/1976);
  • per le spese dovute in solido, l'atto con il quale è interrotta la prescrizione contro uno dei debitori ha effetto anche riguardo agli altri debitori (articolo 1310, comma uno del codice civile). Pertanto, nel caso di più debitori solidali, la data di decorrenza dei termini per la prescrizione è quella dell'ultima notifica dell'invito al pagamento o della cartella di pagamento.

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17 agosto 2013 · Chiara Nicolai

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Commenti e domande

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  • fmeriggi 19 marzo 2015 at 11:10

    E’ stata notificata ai primi del marzo 2015, da EQUITALIA GIUSTIZIA SpA, una cartella relativa ad una sentenza del 2003 e più precisamente:
    Sentenza emessa in data 26/6/2003 e nel codice tributo anno 2003.

    A mio avviso dovrebbe essere prescritto per cui basterebbe comunicare ad Equitalia la prescrizione con le modalità esposte in cartella..

    Resto in attesa di un vostro parere.

    • Ludmilla Karadzic 19 marzo 2015 at 11:28

      A nostro avviso bisognerebbe prima accertare, con accesso agli atti se, entro il mese di febbraio 2005, non sia stato notificato al debitore (anche per compiuta giacenza) un avviso di accertamento da parte del Ministero della Giustizia (o dall’Agenzia delle entrate) inerente la pretesa, poi portata in cartella esattoriale gravata di interessi e aggio.

      Infatti, la notifica dell’invito al pagamento (articolo 212 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia) costituisce atto idoneo ad interrompere la prescrizione del credito in quanto atto di costituzione in mora del debitore e comunque atto che esprime in modo inequivocabile la volonta’ di far valere il diritto dell’Erario alla riscossione di somme dovute. Solo qualora il debitore non adempia si procede all’iscrizione a ruolo ed al successivo affidamento della riscossione del credito ad Equitalia.

      In ogni caso va individuata come data da cui decorre la prescrizione decennale quella in cui la sentenza, civile o penale, è divenuta irrevocabile o, comunque,la data in cui il provvedimento conclusivo del processo è divenuto definitivo.

  • Giammauro 24 luglio 2011 at 22:52

    Locale fatiscente gestito e manutenzionato da me locatario per 37 anni e senza contratto. Dopo una serie di perdite dai piani superiori, intasamento della tubazioni di scarico con versamento dentro il locale pieno di materiali e attrezzature varie, disinfestazione, ecc., visto il totale disinteresse dei 2 proprietari decido di non pagare il canone annuo. In risposta si chiede il rilascio del locale con sentenza del luglio 2003, che ottempero… e così il locale è disponibile ad aprile 2004. La certificazione sanitaria lo dichiara inagibile e inadatto a qualsiasi uso. Però ingiugno 2003 ho depositato in procura un’opposizione e citazione di merito all’atto pretestuoso redatto dall’avv. che dichiarava il falso asserendo 20 anni e non 37 di locazione e la data d’interruzione risalente a 3 anni prima, inoltre usando termini offensivi e censurabili. L’avv. non si presenta neanche il giorno della consegna del locato, in settembre: la chiave l’ho portata in tribunale! La causa prosegue a mia insaputa. Il 7/12/2007 mi si convoca dal g.e. per il 25 genn. 2008. Dico al got che io non ho e non so della sentenza (l’unico dubbio è che possa essere stata inviata per posta, l’ unica racc. che non ho ritirato, in quanto disgustato da questo fantasma – poco serio, mi diceva il pres. dell’ord – che non ho mai visto in faccia!), non fa una piega nemmeno dopo aver scommesso che la controparte non si sarebbe presentata. Infatti, alle 12:00 chiude l’udienze e non mi dà la data dell’altra! Naturalmente io non passo in cancelleria (sapessi quelle 2 mancate…)… (…) Alla quarta udienza chiude la causa, con un sorrisetto beffardo. Sorpresa (o…?): il 30/08/08 alle poste ritiro una racc. dell’ist. vendite giudiziarie (?), il dir. mi assicura che ha il provvedimento, l’avv. latitante non è rintracciabili, il “mio” (dopo quello che aveva combinato…) inutile chiamarlo… il 5/09 alle 16:00 si presentano per ritirare i mobili (nel frattempo abbiamo contattato 2 avv. di Roma) e li abbiamo quasi presi a “piedate”. Si portano solo una poltrona. In cancelleria ritiro la copia dell’udienza del 25/01/08, in un rigo (tradotto dal farmacista): Nessuna delle parti è comparsa (?), visto l’art. 631 C.P.C., rinvia all’udienza del 3/04/08. Che c’era stata, l’univolta che è “comparso” l’avv. (non è possibile, visto che poi nelle altre 2 successive non ricompare?), per sfornare l’ordinanza d’esecuzione! Eppoi, se il got si rifà al 631, non doveva rifare la convocazione, “visto” che anch’ io ero invisibile? Infatti alla terza ud. portai un mio nipote… Ma il fantasma non s’arrende e ottiene altro mandato da uno dei 2 (quello più pericoloso, a quasi 90 anni? forse l’altro sarà defunto), altro precetto dove si rifà alla sentenza del 7/03/06 “munita della formula esecutiva” del 7/12/06: io ne vengo a conoscenza dall’Ag. dell’entrate in sett. 2008, dopo vado in cancelleria per la copia, sì ma non c’è il timbro della procura. E quindi, ammesso e non concesso che lui l’abbia spedita e non sia stata mai ritirata, comunque resta sempre censurabile in quanto andava notificata di persona. O no? Senza dire che lui ben sa che io non l’ho mai vista, perché non l’ha fatta ora notificare?Un gioco sporco sulla pelle di un 73enne con una vergognosa pensione e moglie e figlio a carico! La somma si aggira sui 12mila euro, posso fare opposizione senza dell’avv.? E nel contempo esporre denuncia alla procura e all’ordine. Alle scuse aggiungo i miei cordiali saluti.

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