Un consiglio sulla prescrizione biennale della cartella esattoriale originata da multe  e le dovute conclusioni

Permettetemi comunque di consigliarvi - qualora accadesse - di recarvi presso il concessionario e chiarire la vertenza stragiudizialmente onde evitarvi spese di consulenza e assistenza legale e tributaria spesso molto gravose.

In conclusione:

1. verificare il momento in cui è avvenuta l'infrazione;

2. verificare che non siano trascorsi 5 anni dall'infrazione alla data della formazione del ruolo (altrimenti il diritto a riscuotere è prescritto);

3. ed infine verificare che tra il momento della trasmissione del ruolo al concessionario (che corrisponde alla data del visto di esecutività) al momento della notifica della cartella di pagamento non siano trascorsi due anni (altrimenti il concessionario è decaduto dalla facoltà di dare inizio alla riscossione);

4. Naturalmente verificare che non siano stati posti in essere atti di interruzione della prescrizione - regolati dal codice civile - nel qual caso tenerne conto nel calcolo.

Per finire, ricordiamo anche che un'ordinanza della Corte Costituzionale (n. 377/2007) ha praticamente affossato centinaia di migliaia di contravvenzioni perché la relativa cartella esattoriale non riportava il nome del responsabile del procedimento amministrativo.

L'ordinanza apre la strada a una marea di ricorsi al giudice di pace. Tutto discende dall'articolo 7, comma 2, della legge numero 212/2000 (statuto del contribuente), in base al quale “gli atti dell'amministrazione finanziaria e dei concessionari della riscossione devono tassativamente indicare l'ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all'atto notificato e il responsabile del procedimento”.

Per fare una domanda sulla possibilità di prescrizione delle multe quando fra consegna dei ruoli all'agente esattoriale e notifica della relativa cartella intercorrano più di due anni, su multe e ricorsi in genere e su cartelle esattoriali originate da multe clicca qui.

14 agosto 2013 · Giuseppe Pennuto

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Stai leggendo Un consiglio sulla prescrizione biennale della cartella esattoriale originata da multe  e le dovute conclusioni Autore Giuseppe Pennuto Articolo pubblicato il giorno 14 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 27 settembre 2017 Classificato nella categoria cartelle esattoriali originate da multe - prescrizione e decadenza Inserito nella sezione prescrizione dei debiti.

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  • Anonimo 18 gennaio 2019 at 15:58

    In data 19/08/2015 mi viene elevata una contravvenzione per divieto di sosta (41 €) sul comune di Tignale (BS) comunicatami con raccomandata del 24/08/2015.

    Premesso che non ricordo se l’ho saldata oppure no, martedì 15/01/2019 ricevo lettera di ingiunzione da AREA Riscossioni Srl maggiorata fino a più di 160€ per mancato pagamento.

    La richiesta è lecita? Dopo 3 anni e mezzo non è andata prescritta?

    • Ornella De Bellis 18 gennaio 2019 at 16:42

      Dal momento dell’iscrizione a ruolo della sanzione amministrativa al cui pagamento l’obbligato non ha provveduto, decorrono gli interessi semestrali del 10%. Il mancato adempimento entro 60 giorni dalla notifica del verbale valorizzata al minimo edittale (generalmente il 25% del massimo), inoltre, comporta che la multa viene iscritta a ruolo valorizzata alla metà del massimo edittale. Insomma, possiamo dire che nella generalità dei casi, la sanzione raddoppia.

      Ecco perché l’importo portato dalla cartella esattoriale lievita a cifre che, ad un primo approccio, potrebbero sembrare abnormi. Insomma l’aumento non è riconducibile all’applicazione degli interessi legali o dell’aggio dovuto all’esattore ma, piuttosto, al meccanismo di aumento della sanzione stessa e di applicazione degli interessi semestrali del 10% dalla data di iscrizione a ruolo a quello di affidamento al concessionario della riscossione coattiva della sanzione, tramite notifica della cartella esattoriale.

  • marco masini 15 aprile 2009 at 00:40

    Importanti precisazioni sulla prescrizione delle multe per violazioni del C.d.S.

    La notizia sull’accorciamento del termine di prescrizione delle multe stradali, da cinque a due anni, che ha fatto felici molti automobilisti e ha avuto un grande (eccessivo) risalto in giornali e Tv, purtroppo non è vera; anzi è vero che la Finanziaria 2008 ha stabilito qualcosa in proposito, ma è stata fraintesa la portata della nuova disposizione di legge.

    Va premesso che l’art. 28 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Codice delle depenalizzazioni), tuttora pienamente vigente, stabilisce che: “Il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni indicate dalla presente legge si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione.

    L’interruzione della prescrizione è regolata dalle norme del Codice civile”. A sua volta l’art. 1 comma 153 delle legge 24-12-2007, n. 244 (Finanziaria 2008) stabilisce, introducendo il comma 35-bis alla legge 2-12-2005 n. 248, che: “A decorrere dal 1° gennaio 2008 gli agenti della riscossione non possono svolgere attività finalizzate al recupero di somme, di spettanza comunale, iscritte in ruoli relative a sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per i quali, alla data dell’acquisizione di cui al comma 7, la cartella di pagamento non era stata notificata entro due anni dalla consegna del ruolo”.

    L’interpretazione esatta al contesto delle norme di cui sopra è dunque la seguente:

    1. per le violazioni al Codice della strada che non sono state accertate dai Comuni, ossia dalla Polizia Stradale, dai Carabinieri, dalla Polizia Provinciale e da altre autorità abilitate nulla è cambiato;

    2. per le violazioni accertate dalla Polizia Municipale, occorre individuare la data dell’iscrizione a ruolo della multa, cioè il momento in cui il Comune ordina all’Agente per la riscossione di avviare l’azione esecutiva per l’esazione della sanzione. Prima di tale data non decorrono i termini della prescrizione fissati dalla Finanziaria: in teoria (perché non avviene mai) il Comune potrebbe impiegare 5 anni, in pratica, almeno per i grossi Comuni, ne passano due: per primo la contravvenzione deve essere esecutiva e lo è solo trascorsi 150 giorni dalla rilevazione, oppure 60 giorni dalla notifica del relativo verbale; poi, salvo decorso dell’eventuale causa di opposizione alla sanzione, deve essere formato il ruolo, operazione che esegue la Tesoreria comunale con impiego di lungo tempo per motivi burocratici. Una volta consegnato il ruolo all’esattore scatta il nuovo termine biennale della prescrizione;

    3. tutti i termini di prescrizione stabiliti per legge sono soggetti ad interruzione che, una volta intervenuta, fa ricominciare il decorso del termine dall’atto interruttivo. Tra questi ci sono gli atti “esecutivi”: l’Agente per la riscossione, all’avvicinarsi della scadenza del biennio, per evitare la perdita del credito può “bloccare” la prescrizione notificando al cittadino intimato l’avviso di mora, che precede il pignoramento.

    Chiudiamo qui le precisazioni, ma ci sarebbero da esaminare i casi di sospensione del termine di prescrizione e cosa avviene qualora la sanzione dovesse essere oggetto di impugnazione o infine qualora ci sia una connessione tra sanzione amministrativa e reato. E’ sufficiente tuttavia aver riportato alla verità un’informazione travisata dai mass media per fini trionfalistici di parte.

  • erica 6 novembre 2008 at 13:25

    volevo ringraziare tutti voi per i chiarimenti che fornite



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