Prescrizione e decadenza delle pretese su imposta di registro, sull'IVA e su altre imposte indirette

In effetti, i termini di decadenza per le iscrizioni a ruolo delle entrate erariali - diverse dalle imposte dirette e dall'IVA - non hanno una loro espressa disciplina nel DPR numero 602/1973, per cui i termini di decadenza entro i quali l'Amministrazione Finanziaria può esercitare il proprio potere di accertamento e di liquidazione della maggiore imposta sono disciplinati dalle singole leggi d'imposta.

Orbene, ai fini dell'individuazione del termine entro cui la cartella di pagamento può essere notificata al contribuente occorre far riferimento al più generale termine di prescrizione decennale del diritto di credito di cui al!'articolo 2946 del codice civile.

Pertanto, ai fini del'imposta di registro, giusta il disposto dell·articolo 78 del DPR numero 131/1986, il credito dell'Amministrazione Finanziaria - e, quindi, la possibilità di notificare la relativa cartella di pagamento - dell'imposta definitivamente accertata si prescrive in dieci anni.

Tuttavia, sotto il profilo della coerenza dell'ordinamento, appare davvero illogico che il Legislatore abbia previsto solo per le imposte dirette e per l'IVA un termine di decadenza entro cui notificare la cartella di pagamento, non estendendo tale disciplina anche alle altre imposte indirette.

Al riguardo, si è pronunciata la Suprema Corte di Cassazione, la quale, con la sentenza numero 6330/2008, ha affermato che il disposto del DPR numero 602 del 1973, articolo 17, comma 3, si applica anche alle imposte diverse da quelle sul reddito, dal momento che con la nuova normativa il legislatore ha inteso disciplinare unitariamente le procedure di riscossione coattiva dei tributi mediante i ruoli e che, pertanto, ragioni di coerenza sistematica portano a ritenere che il termine fissato, a pena di decadenza, dall'articolo 17, c. 3, DPR numero 602 (originariamente riferito alle imposte sui redditi) si applichi anche all'IVA e agli altri tributi indiretti (tra cui, appunto, l'imposta di registro) alle imposte ipotecarie e catastali e all'imposta sulle successioni e donazioni.

Così si sono espressi i giudici della Commissione Tributaria Provinciale di Milano nella sentenza 2549/47/14.

7 luglio 2014 · Giorgio Valli

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