Prescrizione del credito tributario portato da titolo esecutivo

  • Per titolo esecutivo intendiamo sia l'accertamento immediatamente esecutivo, che la cartella esattoriale o di pagamento, o, ancora, l'ingiunzione fiscale. In pratica i termini di prescrizione del titolo esecutivo sono indipendenti dalla procedura seguita per la riscossione del credito tributario, ma dipendono specificamente dalla natura del credito stesso.
  • I termini di prescrizione del diritto ad esigere il credito formatosi con il titolo esecutivo (la cartella di pagamento o esattoriale, l'accertamento immediatamente esecutivo, l'ingiunzione fiscale) si riferiscono alla durata e alla decorrenza del periodo temporale entro il quale la Pubblica Amministrazione conserva il diritto ad esigere il credito (accertato e) cristallizzato nel titolo esecutivo.
  • La comunicazione (avviso di intimazione al pagamento o avviso di mora) notificata al debitore dopo l'emissione del titolo esecutivo oppure l'avvio di azione di riscossione coattiva (pignoramento anche infruttuoso) o ancora l'azione finalizzata alla tutela del credito (iscrizione di fermo amministrativo su bene mobile del debitore o iscrizione di ipoteca su bene immobile del debitore) rinnova i termini di prescrizione del diritto ad esigere il credito a decorrere dalla data di notifica.
  • La prescrizione di una cartella esattoriale o di un avviso di accertamento immediatamente esecutivo originati da crediti verso lo Stato (IRPEF, IRAP, IVA o altri tributi di competenza statale) è decennale.
  • La prescrizione di una cartella esattoriale o di una ingiunzione fiscale originate da tributi locali (TARI, TARSU, COSAP) è quinquennale.
  • La prescrizione di un titolo esecutivo rappresentato sentenza non opposta, conseguito dalla Pubblica Amministrazione a seguito di azione giudiziale, è decennale.

13 gennaio 2017 · Giorgio Valli

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