Sospensione e interruzione della prescrizione

Sospensione e interruzione della prescrizione

Il termine di prescrizione può essere soggetto a sospensione od ad interruzione:

La sospensione può essere determinata dall'esistenza di particolari rapporti che legano le parti (tra coniugi, genitori e figli minori, tutore e interdetto, etc.), da vincoli a cui potrebbero essere sottoposti i beni delle persone coinvolte (amministrazione altrui), quando vi sia un occultamento doloso da parte del debitore e da particolari condizioni del titolare (minori non emancipati, interdetti per infermità di mente, militari in servizio in tempo di guerra,etc.). Per ogni dettaglio si veda l'articolo 2941 del codice civile.

L'interruzione può avvenire per diversi motivi. Tipicamente ha luogo quando il diritto viene esercitato dal titolare tramite notifica (*) di un atto con il quale si inizia un giudizio o di una richiesta -od intimazione- scritta (la cosiddetta "costituzione in mora", che può contenere o meno un termine, si veda il codice civile, articolo 1219 e seguenti). Si interrompe, in ogni caso, quando il diritto viene riconosciuto da colui contro il quale può essere fatto valere.

Gli effetti sono sostanzialmente diversi, perché mentre la sospensione crea una parentesi (il periodo anteriore al verificarsi della causa di sospensione si somma con quello successivo), l'interruzione toglie ogni valore al tempo anteriormente trascorso.

Tutte le volte che il termine di interrompe, infatti, inizia un nuovo periodo prescrittivo analogo al precedente.

Attenzione, le regole relative alla sospensione e all'interruzione non si applicano quando è prevista una decadenza. Essa è impedita (ovvero, in parole povere, perde valore) solo dal compimento dell'atto previsto dalla legge o dal contratto oppure, in certi casi, in conseguenza del riconoscimento del diritto da parte della persona contro la quale esso può essere fatto valere.

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Stai leggendo Sospensione e interruzione della prescrizione Autore Chiara Nicolai Articolo pubblicato il giorno 20 luglio 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 14 gennaio 2017 Classificato nella categoria prescrizione in genere e prescrizione presuntiva Inserito nella sezione prescrizione dei debiti.

Commenti e domande

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  • Antonio Nieddu 19 settembre 2014 at 23:46

    In questi giorni mi è arrivata una intimazione di pagamento di una cartella notificatami oltre cinque anni fa.
    In questa cartella sono messi insieme tributi erariali (irpef, iva, irap, ecc) e contributi previdenziali (inps).
    All’epoca della notifica non ho fatto opposizione. Da Equitalia mi hanno detto che non hanno fatto successive comunicazione di interruzione della prescrizione.
    So che i contributi previdenziali e i tributi erariali si prescrivono in cinque anni.
    Non avendo fatto opposizione all’epoca della notifica vorrei sapere in quanti anni si prescrivono i tributi e i contributi previdenziali contenuti nella cartella e da che data parte la prescrizione: dalla data della notifica della cartella o dalla fine dell’anno in cui avrei dovuto pagarli?

    • Annapaola Ferri 20 settembre 2014 at 06:53

      Una volta che la cartella esattoriale è stata correttamente notificata ed in assenza di opposizione da parte del debitore, la sua prescrizione è decennale se originata da crediti erariali (IRPEF, IVA, IRAP, ecc.) e decorre dalla data di notifica dell’atto.

      Se, invece, la cartella esattoriale origina dall’omesso o insufficiente versamento di contributi previdenziali, vale la regole secondo la quale il precedente termine prescrizionale ricomincia nuovamente a decorrere dalla data di notifica della cartella. Se il credito contributivo è stato iscritto a ruolo dopo il 1 gennaio 1996, il termine di prescrizione è quinquennale.

  • Michelozzo Marra 19 aprile 2012 at 16:37

    Prescrizioni estintive e prescrizioni presuntive

    Prescrizioni estintive. Per legge esiste una prescrizione ordinaria di 10 anni a cui sono riferibili tutti i crediti per i quali la legge non specifica qualcosa di diverso. Per determinati crediti, invece, vengono specificate delle prescrizioni brevi (di solito di cinque anni). Si chiama estintiva in quanto al debitore e’ sufficiente invocare il decorso del termine per far scattare la prescrizione e estinguere il debito.

    Le prescrizioni presuntive sono quelle per le quali la legge presume che dopo il decorso del termine il debito sia stato pagato. Quasi tutte le prescrizioni inferiori ai 5 anni sono presuntive (sei mesi, un anno, tre anni, etc.) Si differenziano dalla prescrizione estintiva in quanto, trascorso il termine, il debito non si estingue, ma si presume che sia estinto. In pratica, se il creditore dimostra che il debitore non ha pagato, attraverso la confessione o il giuramento decisorio, può ottenere una sentenza favorevole anche se il termine della prescrizione è già scaduto.

  • Federica 2 settembre 2011 at 14:52

    Buonasera, solo due giorni fa ho ricevuto una lettera che è riuscita quasi a togliermi la vita……..mi ha scritto una banca chiendomi di restituire i soldi per una fidussione prestata a mio padre circa 15 anni fa . ( Io supongo 15 anni perchè con atto pubblico nel 97 io rinunciai alla mia quota di socia della societa’Sas di mio padre e da quella data e anche prima ho certezza di non aver mai firmato nulla Mio padre è fallito 12 anni fa, lui è morto 7 anni fa e so che il fallimento è ancora aperto.Io non ricordo di aver mai firmato niente e sicuramente non ho mai ricevuto da questa banca nessuna comunicazione prima di questa.Mi sono recata da un legale che si è presentato personalmente in banca , ma la persona responsabile alla lettera è ancora in ferie.Vi prego di darmi qualche speranza di prescrizione o altro..
    Vi ringrazio infinitamente

    • Simone Saintjust 2 settembre 2011 at 16:41

      Molto probabilmente le stanno chiedendo gli importi non per la fideiussione da lei prestata, ma in qualità di erede dei debiti assunti da suo padre. Se lei non ha rinunciato esplicitamente all’eredità, l’ha implicitamente accettata. E come erede accettante, risponde dei debiti del de cuius.

      Per capire se è intervenuta la prescrizione decennale, qualora non ritenesse di affidarsi – per il momento – ad un legale, può richiedere direttamente alla Banca, con una raccomandata AR, gli estratti conto del debito accumulato dal suo genitore e le notifiche delle comunicazioni di messa in mora a lui inviate prima della morte.

      Per quanto attiene il fallimento cui lei accenna, purtroppo, la SAS non è società di capitali e, pertanto, non c’è alcuna distinzione fra patrimonio della società e quello personale dei soci.

      Mi spiace di non averle potuto rispondere quanto sperava.



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