Tributi locali - prescrizione e decadenza

In questo articolo si discute della prescrizione dei tributi locali, dei termini di decadenza per la notifica degli avvisi di accertamento e per la notifica della cartella esattoriale sempre relativamente ai tributi locali.

Termini di prescrizione dei tributi locali

I tributi locali si prescrivono nel termine di cinque anni dal giorno in cui il tributo è dovuto o dal giorno dell'ultimo atto interruttivo tempestivamente notificato al contribuente (articolo 2948  comma 4 del Codice civile).

L'applicazione del termine breve di cinque anni (in luogo di quello ordinario di dieci anni) è stata affermata dalla Cassazione con sentenza del 23 febbraio 2010.

In particolare la Cassazione sostiene che i tributi locali (a differenza di quelli erariali) sono "prestazioni periodiche" e, come tali, rientrano nell'ambito di applicazione dell'articolo 2948 comma 4 del Codice civile, che stabilisce appunto la prescrizione quinquennale.

I tributi locali (tassa per lo smaltimento rifiuti, per l'occupazione di suolo pubblico, per concessione di passo carrabile, contributi di bonifica) - dice la Corte - sono "elementi strutturali di un rapporto sinallagmatico caratterizzati da una ‘causa debendì di tipo continuativo suscettibile di adempimento solo con decorso del tempo in relazione alla quale l'utente è tenuto ad una erogazione periodica, dipendente dal prolungarsi sul piano temporale della prestazione erogata dall'ente impositore, o dal beneficio dallo stesso concesso" (Cassazione, sezione tributaria civile, sentenza 23 febbraio 2010, numero 4283).

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Stai leggendo Tributi locali - prescrizione e decadenza Autore Antonella Pedone Articolo pubblicato il giorno 29 novembre 2011 Ultima modifica effettuata il giorno 21 agosto 2017 Classificato nella categoria prescrizione debiti multe cartelle esattoriali tributi contributi Inserito nella sezione prescrizione dei debiti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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  • dinox51 3 dicembre 2016 at 12:23

    Richiesta tributo acqua 2006 al condominio, nel prospetto stilato dal comune per i debiti negli anni di questo tributo, c’è scritto genericamente “avvisato anno 2011” riferito alla pretesa del 2006.

    Vorremmo verificare quanto asserito andando in comune e chiedere di esibirci questo sollecito, ma abbiamo dubbi che soddisferanno la nostra richiesta.

    D’altronde non possiamo impelagarci in una eventuale opposizione perchè non siamo sicuri che questo termine di prescrizione ci sia stato veramente.

    • Simone di Saintjust 3 dicembre 2016 at 13:45

      La PA, o il suo concessionario, è obbligata ad esibire la relata di notifica su richiesta dell’interessato (nel caso specifico l’amministratore di condominio). La richiesta non può essere valutata sotto il profilo della meritevolezza soggettiva da parte della PA, obbligata ex lege alla custodia ed all’esibizione, senza che alla stessa residui alcun margine di scelta. Ciò in quanto la copia della della relata di notifica dell’avviso di accertamento costituisce uno strumento utile alla tutela giurisdizionale delle ragioni del contribuente (compresa l’eccezione di intervenuta decadenza) e la PA non ha quindi alcuna legittimazione a sindacare le scelte difensive eventualmente operate dal cittadino (Consiglio di Stato sentenza 5250/13).

      La richiesta va effettuata con raccomandata AR e comunque per iscritto (come ricevuta è sufficiente anche un attestato rilasciato dal Comune circa l’avvenuta presentazione dell’istanza di accesso agli atti). Se la risposta non pervenisse in tempo utile andrebbe comunque impugnata la cartella esattoriale o l’ingiunzione fiscale (si ricordi che la presentazione di una istanza di accesso agli atti non interrompe il termine di 60 giorni dalla notifica per l’eventuale opposizione alla cartella esattoriale o all’ingiunzione fiscale).

      Bisogna tener conto che, per la normativa vigente, il reclamo finalizzato alla mediazione si applica a tutte le controversie tributarie, indipendentemente dalla loro natura e dall’ente impositore, comprese quindi quelle con gli enti locali (Comuni e Regioni). In altre parole, prima dell’avvio del contenzioso giudiziale vero e proprio, il Comune dovrà necessariamente rispondere all’implicita ed automatica istanza (ricorso amministrativo) del contribuente che eccepisce l’intervenuta prescrizione della pretesa.

      Si capisce che sarebbe grave se la PA resistesse proseguendo nel contenzioso giudiziale qualora la pretesa fosse effettivamente viziata da intervenuta decadenza (infatti, in sede giudiziale, la PA sarebbe comunque costretta ad esibire la relata di notifica del presunto avviso di accertamento trasmesso al condominio) o se, comunque, non offrisse la possibilità al ricorrente di recedere dall’azione giudiziale dopo aver preso visione della documentazione che conferma la piena legittimità della propria pretesa.

      Se tuttavia non si vuole neppure tentare l’impugnazione della pretesa comunale, con l’esclusivo scopo di ottenere risposta all’automatico ricorso amministrativo senza affrontare la fase giudiziale, allora l’unico suggerimento che si può fornire, per reagire ad un eventuale rifiuto di ostensione della ricevuta di ritorno dell’avviso di accertamento, è quello di minacciare il responsabile del procedimento di denuncia penale per violazione della legge 241/90.

  • Speranza 4 gennaio 2014 at 18:28

    Chiedo subito scusa per questa mia “aggiunta”, spero di non abusare della Vs.cortesia e disponibilità, non ho compreso bene la frase
    “…In altre parole, al fine del rispetto di un termine pendente a carico del notificante, è sufficiente che l’atto sia tempestivamente consegnato all’ufficiale giudiziario (o al messo o alle poste).”
    Poichè la data ultima per non andare in prescrizione era il 31 dicembre, il fatto che ci sia la consegna da parte del Comune alle Poste in data 30 dicembre vuol dire che il Comune stesso ha notificato in tempo utile evitando la prescrizione…anche se a me è giunto il plico in data 3 gennaio?
    Mi scuso per il mio linguaggio semplice ma non sono un ‘tecnico’.Ringrazio sentitamente se poteste fornirmi questo ulteriore ‘tassello’.
    Cordialità e complimenti per la celerità di questo utilissimo servizio reso.
    Distinti saluti.

    • Ludmilla Karadzic 4 gennaio 2014 at 18:45

      Per carità, Speranza, la colpa è solo nostra perché ci facciamo spesso prendere dai tecnicismi.

      Dunque, il Comune è in regola con la pretesa perché aveva tempo fino al 31 dicembre. Per chi notifica, infatti, i termini di prescrizione e decadenza vanno calcolati in relazione alla data di spedizione dell’atto.

      Lei, invece, può far decorrere i termini utili (60 giorni) per impugnare la pretesa del Comune a partire dal 3 gennaio, giorno in cui ha ricevuto l’atto.

  • Speranza 4 gennaio 2014 at 17:20

    Salve,
    ho ricevuto un accertamento ICI relativo al 2008 (in particolare per le prime 5 mensilità di un immobile da me venduto nel 2008). Mi è stato spedito il 30 dicembre 2013 (timbro sulla busta) ed a me consegnato il 3 gennaio 2014. E’ valida la data come notifica ufficiale quella del 30 dicembre o quella della consegna del 3 gennaio? nel secondo caso posso invocare la prescrizione di ogni richiesta? Ho guardato per quanto potevo e non riesco a venire a capo di quale delle due date faccia fede ai fini della notifica. Sono preoccupato perchè non so se imbarcarmi per la via legale o pagare usufruendo dello sconto ad 1/4 su parte del richiesto: non vorrei rischiare. Spero tanto possiate darmi delucidazione. Distinti saluti.

    • Ludmilla Karadzic 4 gennaio 2014 at 17:48

      Per giurisprudenza consolidata, il momento di perfezionamento della notifica degli atti effettuata a mezzo del servizio postale, viene individuato:

      1. per il notificante nella data di consegna dell’atto all’agente notificatore o alle poste;
      2. per il destinatario, nella data di ricevimento dell’atto attestata dall’avviso di ricevimento, o dopo i dieci giorni di giacenza previsti in caso di temporanea irreperibilità del destinatario.

      In altre parole, al fine del rispetto di un termine pendente a carico del notificante, è sufficiente che l’atto sia tempestivamente consegnato all’ufficiale giudiziario (o al messo o alle poste). Mentre i termini per la tutela in giudizio del destinatario vengono fatti decorrere dal momento in cui è concreta la conoscibilità dell’atto a lui notificato, ovvero con il ricevimento dell’atto (o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione nel caso di irreperibilità).

  • davide1970 15 ottobre 2013 at 11:59

    Ho la residenza nella mia abitazione dal 2005 e nella denuncia per il pagamento della Tares mi viene chiesto da che data occupo i locali. Questo anche se la data di occupazione non coincide con la residenza, se dico al comune che occupo dal 2005, mi fanno pagare da tale data o vale la prescrizione dei cinque anni.

    • Simone di Saintjust 15 ottobre 2013 at 13:06

      Lei pagherà in ogni caso solo gli ultimi cinque anni di tributi locali (Tarsu e Tares). Quindi può dire anche che occupava l’immobile dal secolo scorso …




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