LA DECORRENZA DELLA PRESCRIZIONE

La prescrizione per i ratei di pensione già disposti e messi in pagamento e per gli assegni familiari su pensioni decorre:

  • per le somme liquidate come arretrati e non soggette a trattenute, dal giorno in cui tali somme sono state poste in pagamento;
  • per le somme liquidate come arretrati ed accantonate in attesa di dichiarazione dell'interessato circa l'eventuale assoggettamento a trattenute, dalla data di richiesta da parte della Sede Inps della dichiarazione necessaria;
  • per le rate correnti, dal primo giorno del mese cui la singola rata mensile si riferisce;
  • per la tredicesima rata di pensione, dal 1° dicembre dell'anno cui si riferisce;
  • per il rateo di tredicesima spettante per cessazione del diritto a pensione, dalla data in cui si è verificato l'evento che ha causato la cessazione.

Il diritto patrimoniale generico dell'assicurato al trattamento pensionistico si prescrive con il decorso del termine ordinario di dieci anni dalla data di presentazione della domanda amministrativa. Pertanto nell'ipotesi di domanda di pensione o di ricostituzione con decorrenza anteriore a quella di presentazione della relativa domanda, andranno corrisposte le sole mensilità maturate fino al limite dei dieci anni anteriori alla data della presentazione della domanda. Le rate precedenti sono prescritte a favore dell'Istituto.

Nel caso di presentazione della domanda da parte degli eredi la prescrizione è sempre quella ordinaria di dieci anni. Nel caso in cui si sia pagato il capitale si applica sui singoli ratei e sugli eventuali oneri accessori sempre la prescrizione decennale.

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Stai leggendo LA DECORRENZA DELLA PRESCRIZIONE Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il giorno 21 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 10 marzo 2018 Classificato nella categoria prescrizione contributi previdenziali ed assistenziali - indebiti pensionistici INPS - fondo di garanzia crediti lavoro Inserito nella sezione prescrizione dei debiti.

Commenti e domande

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  • Anonimo 16 febbraio 2019 at 20:53

    a seguito della morte di mio padre (15/12/2018) e della successiva domanda di reversibilità da parte di mia madre unica superstite del nucleo familiare, l’inps respinge la suddetta domanda. Scopre che sin dall’inizio del pensionamento, mio padre ha percepito una pensione minore rispetto a quanto avrebbe dovuto. La ragione, e per colpa di un errore materiale da parte dell’istituto, risiede nel fatto che invece di essere iscritto alla gestione artigiani, l’inps a suo tempo lo iscrive alla gestione commercianti. D’ufficio l’inps procede al ricalcolo della pensione il 22/1/2019. Quello che non mi pare coerente è che il suddetto ricalcolo parte da 01/2015 fino alla 13ma del 2018. Domando quindi, la prescrizione per quali anni è operante?
    Se come leggo è pari a 5 anni perchè l’inps non fa il ricalcolo sul 2014? Inoltre, leggo in rete che “ai ratei maturati prima del 6 luglio 2011 si applica il previgente termine di prescrizione decennale ridotto limitatamente al periodo di prescrizione residuo al 06/07/2011 – a cinque anni se superiore a tale durata (per es. il rateo maturato il 06/07/2008, con periodo di prescrizione residuo al 06/07/2011 di sette anni, ha una prescrizione ridotta al limite di cinque anni residui e si prescrive il 06/04/2016”. Mi riesce complicato comprendere. in altri termini, riformulando la domanda di ricostituzione, a quali anni posso estendere la richiesta di ricalcolo? mio padre era pensionato da oltre 25 anni.

    • Simone di Saintjust 17 febbraio 2019 at 08:07

      Non è chiaro se lei contesta il diniego alla pensione di reversibilità oppure l’adeguamento di tale pensione al maggior importo che il marito defunto avrebbe dovuto percepire.

  • Anonimo 16 gennaio 2019 at 21:06

    Ci hanno già approvato il pagamento dell’ultimo mese della pensione d invalidità del babbo deceduto ma sono passati 4 anni e non abbiamo ancora ricevuto i soldi può andare in prescrizione? O prima poi arriveranno?

    • Annapaola Ferri 16 gennaio 2019 at 21:55

      Conviene sempre sollecitare con raccomandata AR. Il sollecito vale anche come comunicazione interruttiva dei termini quinquennali di prescrizione.



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