Regole ed esempi di calcolo per il pignoramento dello stipendio - La quota teorica massima pignorabile per i debiti ordinari, esattoriali ed alimentari

Per quanto attiene i debiti ordinari (lo ricordiamo, quelli assunti con banche, privati e finanziarie) la quota teorica massima pignorabile dello stipendio è pari ad un quinto (20%) del reddito percepito mensilemente dal lavoratore.

Ad esempio, a fronte di un reddito mensile di 1500 euro, il lavoratore dipendente si vedrà attribuita una quota teorica massima pignorabile per il proprio stipendio, per debiti ordinari, di 300 euro.

La motivazione per cui scriviamo di quota teorica massima pignorabile sarà chiara (speriamo) nel prosieguo dell'articolo. Per adesso è importante sottolineare che la quota teorica massima pignorabile non coincide necessariamente con la quota che sarà effettivamente pignorata; e che se, ad esempio, la quota teorica massima pignorabile è di 300 euro, non è il giudice, a sua discrezione, a stabilire la quota effettivamente pignorabile nel range zero-300 euro. Si tratterà, invece, di conseguenze imputabili esclusivamente alla rigida applicazione tecnica delle regole generali riguardanti il pignoramento di stipendi.

Infatti, il giudice non è tenuto a prendere in considerazione le condizioni economico patrimoniali del debitore e l'eventuale sovraindebitamento in cui egli versa: la rata del mutuo da pagare, le rette per asilo nido, le spese da sostenere per i figli all'università, l'assegno di mantenimento da corrispondere al coniuge separato o divorziato ed ai figli, il carico derivante dal pagamento di bollette per utenze domestiche, le rate da rimborsare per i prestiti in corso (anche relative ad un prestito delega) non incidono nella determinazione della quota effettivamente pignorabile di stipendi.

Il giudice nel quantificare la quota effettivamente pignorabile terrà conto esclusivamente della natura del debito (ordinario, esattoriale, alimentare) da cui dipende la quota teorica massima pignorabile nonché della capienza per pignoramenti che tiene anche in conto di una eventuale cessione del quinto in corso.

Riprendendo il filo del discorso relativo alla quota teorica massima pignorabile, passiamo ad esaminarne l'entità per quel che attiene i debiti esattoriali.

La quota teorica massima pignorabile globale dello stipendio per debiti esattoriali (quelli per la cui riscossione coattiva agisce Equitalia o un concessionario delegato da Regioni o Comuni) è determinata in misura pari al 20% della componente assoggettabile a pignoramento. Per ciascun esattore (Equitalia e ciascuno dei concessionari locali) la quota teorica massima pignorabile sarà di un decimo (10%) del reddito percepito di stipendio fino a 2500 euro; di un settimo (14,2%) del reddito percepito di stipendio superiore a 2500 euro e non superiori a 5000 euro. Se il reddito da stipendio percepito dal debitore supera i cinquemila euro, il primo esattore procedente potrà prelevare un quinto (20%).

Se il lavoratore dipendente percepisce uno stipendio di 1200 euro ed ha contratto debiti esattoriali, si vedrà attribuita una quota teorica massima pignorabile globale di 240 euro. La quota teorica massima pignorabile da ciascun esattore sarà di 120 euro (1/10 della quota pignorabile di 1200 euro). Percependo, invece, un reddito da stipendio di 2600 euro, la quota teorica massima pignorabile globale per debiti di natura esattoriale sarà di 520 euro. Entro questo limite e presupponendo vi sia capienza, ciascun esattore potrà pretendere circa 371 euro (1/7 di 2600 euro)

E per i debiti classificati come alimentari, quali gli assegni di mantenimento e l'obbligo di sostenere economicamente parenti o affini in stato di grave indigenza, cosa accade? Sempre compatibilmente con altri vincoli di legge che esamineremo nel dettaglio più avanti, qui entra pesantemente in gioco un'ampia discrezionalità del giudice: infatti, il codice di procedura civile dispone che gli stipendi possano essere pignorati, per crediti alimentari, nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato (lo scopo di tale autonomia discrezionale è quello di massimizzare, nei limiti del lecito, il rimborso integrale del credito alimentare).

Alcune sentenze (Corte Costituzionale 1041/1988 e Corte di Cassazione 25043/11) sembrano fissare ad 1/3 della quota pignorabile del reddito percepito dall'obbligato il tetto massimo prelevabile per soddisfare crediti di natura alimentare. In questa sede ci limiteremo, invece, a supporre che il giudice possa disporre il pignoramento dello stipendio in base a quanto stabilito dal codice civile senza tener conto della giurisprudenza, peraltro non univoca.

Argomenti correlati

Assistenza gratuita - Cosa sto leggendo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su regole ed esempi di calcolo per il pignoramento dello stipendio - la quota teorica massima pignorabile per i debiti ordinari, esattoriali ed alimentari. Clicca qui.

Stai leggendo Regole ed esempi di calcolo per il pignoramento dello stipendio - La quota teorica massima pignorabile per i debiti ordinari, esattoriali ed alimentari Autore Ludmilla Karadzic Articolo pubblicato il giorno 26 luglio 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 17 febbraio 2019 Classificato nella categoria azioni esecutive revocatoria pignoramento ed espropriazione » mini guide Inserito nella sezione pignoramento.

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai utilizzare le tue credenziali Facebook oppure accedere velocemente come utente anonimo.
» accesso con Facebook
» accesso rapido anonimo (test antispam)
  • Anonimo 19 febbraio 2019 at 17:24

    buongiorno,
    ho un debito privato spese condominiali non pagate circa 6000 euro.
    Hanno inviato un pignoramento presso il datore di lavoro, ho già una cessione del quinto sullo stipendio che copre meno del 5°.. quanto possono pignorarmi? percepisco circa 1450 euro al mese..- la cessione 1280/1300
    grazie

    • Annapaola Ferri 19 febbraio 2019 at 19:25

      Se la busta paga è di 1450 euro (al netto di tasse e contributi e al lordo della cessione del quinto) il giudice autorizzerà un pignoramento del 20% che, alla data, corrisponde a 290 euro/mese.

  • Anonimo 7 dicembre 2018 at 11:51

    Fra 5 giorni Agenzia delle Entrate – Riscossione (ex Equitalia) dovrebbe pignorarmi lo stipendio per bollo non pagato di euro 381 circa. Il 15 prendo lo stipendio che è di circa 240 x un’ora e mezza al giorno, volevo sapere se tengono conto solo dello stipendio oppure di eventuali soldi in più che sfiga vuole me li caricano proprio questo mese sono arretrati per l’assegno familiare di 1 anno. Quindi non ci saranno solo i miei 240 di stipendio inferiore alla cifra dovuta ma questi soldi in più. Possono tirarmeli via o devono separarli dal mio stipendio? Spero di essere stata chiara.

    • Simone di Saintjust 7 dicembre 2018 at 12:00

      Stia tranquilla: gli assegni familiari, anche in arretrato, non sono pignorabili costituendo una misura di sostegno al reddito. La retribuzione da lei percepita, al netto degli assegni familiari, degli oneri fiscali e dei contributi previdenziali ed assistenziali, subirà un prelievo limitato al 10% mensile, ex articolo 72 ter del DPR 602/1973, a mente del quale le somme dovute a titolo di stipendio, possono essere pignorate dall’agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro.



Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Altre Info

Cerca