Regole ed esempi di calcolo per il pignoramento dello stipendio - La capienza residuale per i pignoramenti azionabili

Passiamo ora alla definizione di capienza residua per i pignoramenti azionabili: la capienza residua per i pignoramenti azionabili è pari alla metà del reddito mensilmente percepito a titolo di stipendio (come già precisato, al lordo di eventuali cessioni del quinto e prestiti delega e al netto delle ritenute fiscali e contributive di legge) diminuita degli importi relativi ad eventuali pignoramenti già azionati e della eventuale cessione del quinto in corso.

Da notare che un eventuale rateo per prestito delega in corso è escluso dal computo della capienza residua per i pignoramenti azionabili. In pratica, come avremo modo di vedere nel seguito, un eventuale prestito delega in corso viene assimilato, nè più, nè meno, ad un debito ordinario che non incide nella determinazione della quota effettivamente pignorabile.

Se lo stipendio è di 1200 euro, la capienza residua per i pignoramenti azionabili, in assenza di pignoramenti già azionati e di cessione, è pari a 600 euro.

Se al lavoratore dipendente viene accreditato in banca una somma di 1100 euro ed ha in corso una cessione del quinto con prelievo alla fonte di 150 euro, nonché un prestito delega con prelievo alla fonte di 80 euro, il suo reddito percepito è di 1330 euro. La capienza residua per i pignoramenti azionabili sarà la metà del reddito percepito (665 euro) diminuita della quota impegnata nella cessione del quinto. La capienza residua per i pignoramenti azionabili è dunque pari a 515 euro.

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Stai leggendo Regole ed esempi di calcolo per il pignoramento dello stipendio - La capienza residuale per i pignoramenti azionabili Autore Ludmilla Karadzic Articolo pubblicato il giorno 26 luglio 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 23 maggio 2018 Classificato nella categoria azioni esecutive revocatoria pignoramento ed espropriazione » mini guide Inserito nella sezione pignoramento.

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  • Anonimo 7 dicembre 2018 at 11:51

    Fra 5 giorni Agenzia delle Entrate – Riscossione (ex Equitalia) dovrebbe pignorarmi lo stipendio per bollo non pagato di euro 381 circa. Il 15 prendo lo stipendio che è di circa 240 x un’ora e mezza al giorno, volevo sapere se tengono conto solo dello stipendio oppure di eventuali soldi in più che sfiga vuole me li caricano proprio questo mese sono arretrati per l’assegno familiare di 1 anno. Quindi non ci saranno solo i miei 240 di stipendio inferiore alla cifra dovuta ma questi soldi in più. Possono tirarmeli via o devono separarli dal mio stipendio? Spero di essere stata chiara.

    • Simone di Saintjust 7 dicembre 2018 at 12:00

      Stia tranquilla: gli assegni familiari, anche in arretrato, non sono pignorabili costituendo una misura di sostegno al reddito. La retribuzione da lei percepita, al netto degli assegni familiari, degli oneri fiscali e dei contributi previdenziali ed assistenziali, subirà un prelievo limitato al 10% mensile, ex articolo 72 ter del DPR 602/1973, a mente del quale le somme dovute a titolo di stipendio, possono essere pignorate dall’agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro.



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