Regole ed esempi di calcolo per il pignoramento dello stipendio - La capienza residuale per i pignoramenti azionabili

Passiamo ora alla definizione di capienza residua per i pignoramenti azionabili: la capienza residua per i pignoramenti azionabili è pari alla metà del reddito mensilmente percepito a titolo di stipendio (come già precisato, al lordo di eventuali cessioni del quinto e prestiti delega e al netto delle ritenute fiscali e contributive di legge) diminuita degli importi relativi ad eventuali pignoramenti già azionati e della eventuale cessione del quinto in corso.

Da notare che un eventuale rateo per prestito delega in corso è escluso dal computo della capienza residua per i pignoramenti azionabili. In pratica, come avremo modo di vedere nel seguito, un eventuale prestito delega in corso viene assimilato, nè più, nè meno, ad un debito ordinario che non incide nella determinazione della quota effettivamente pignorabile.

Se lo stipendio è di 1200 euro, la capienza residua per i pignoramenti azionabili, in assenza di pignoramenti già azionati e di cessione, è pari a 600 euro.

Se al lavoratore dipendente viene accreditato in banca una somma di 1100 euro ed ha in corso una cessione del quinto con prelievo alla fonte di 150 euro, nonché un prestito delega con prelievo alla fonte di 80 euro, il suo reddito percepito è di 1330 euro. La capienza residua per i pignoramenti azionabili sarà la metà del reddito percepito (665 euro) diminuita della quota impegnata nella cessione del quinto. La capienza residua per i pignoramenti azionabili è dunque pari a 515 euro.

Argomenti correlati

Assistenza gratuita - Cosa sto leggendo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su regole ed esempi di calcolo per il pignoramento dello stipendio - la capienza residuale per i pignoramenti azionabili. Clicca qui.

Stai leggendo Regole ed esempi di calcolo per il pignoramento dello stipendio - La capienza residuale per i pignoramenti azionabili Autore Ludmilla Karadzic Articolo pubblicato il giorno 26 luglio 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 17 febbraio 2019 Classificato nella categoria azioni esecutive revocatoria pignoramento ed espropriazione » mini guide Inserito nella sezione pignoramento.

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai utilizzare le tue credenziali Facebook oppure accedere velocemente come utente anonimo.
» accesso con Facebook
» accesso rapido anonimo (test antispam)
  • Anonimo 20 febbraio 2019 at 15:07

    un ultima cosa.. se l’azienda riceve l’atto di pignoramento da avvocato.. in data 22 gennaio con intimazione di non versare la cifra pignorata, la sentenza sarà il 26 marzo, da quando scalano la rata del pignoramento.. da gennaio o da febbraio?.. cioè i primi di aprile con lo stipendio di marzo preleveranno 2 o 3 rate?
    se sa indicarmi cosi comincio a farmene una ragione

    grazie

    • Ornella De Bellis 20 febbraio 2019 at 15:14

      Il datore di lvoro deve iniziare gli accantonamento da subito, dalla data di notifica dell’atto di pignoramento: poi, semmai, dopo la decisione del giudice, restituisce al lavoratore dipendente e debitore esecutato, una eventuale eccedenza.

  • Anonimo 20 febbraio 2019 at 13:02

    Grazie mille, pensavo fosse il 10% avevo letto che dal 2019 per redditi inferiori a 2500 la quota era scesa… forse allora non per il mio caso..

    grazie moltissimo

    • Ornella De Bellis 20 febbraio 2019 at 13:32

      Se il creditore procedente è Agenzia delle Entrate Riscossione (per omesso versamento tributi erariali) allora la percentuale di pignoramento è del 10% se la busta paga non eccede i 2.500 euro.

  • Anonimo 20 febbraio 2019 at 12:13

    Grazie Anna, non terrà conto di altre spese quindi?.. la cessione è di 170 euro +290 vuol dire che prenderò uno stipendio di 1000 euro mal contato.. e ho un rateo mutuo di oltre 500, perchè è l’unico reddito che ho in casa, il mio compagno è disoccupato.. e tra l’altro il debito sarebbe per entrambi ma il pignoramento è arrivato in solido fra le parti

    grazie

    • Ornella De Bellis 20 febbraio 2019 at 12:40

      La cessione del quinto rileva in caso di pignoramenti concorrenti, per debiti di natura diversa, imponendo il codice civile che la somma del prelievo complessivo per pignoramenti e cessione del quinto non superi la metà della busta paga del debitore. La rata del doppio quinto (prestito delega), del mutuo, la disoccupazione del compagno ed il fatto che il credito azionato sia stato fruito anche del compagno non sono elementi che rilevano ai fini della determinazione della percentuale prelevata dalla busta paga, che nella fattispecie sarà del 20% (calcolando la retribuzione mensile al netto delle imposte e dei contributi previdenziali, ma al lordo di quanto destinato a servire il rimborso di prestito per cessione del quinto e prestito delega)

  • Anonimo 19 febbraio 2019 at 17:24

    buongiorno,
    ho un debito privato spese condominiali non pagate circa 6000 euro.
    Hanno inviato un pignoramento presso il datore di lavoro, ho già una cessione del quinto sullo stipendio che copre meno del 5°.. quanto possono pignorarmi? percepisco circa 1450 euro al mese..- la cessione 1280/1300
    grazie

    • Annapaola Ferri 19 febbraio 2019 at 19:25

      Se la busta paga è di 1450 euro (al netto di tasse e contributi e al lordo della cessione del quinto) il giudice autorizzerà un pignoramento del 20% che, alla data, corrisponde a 290 euro/mese.

  • Anonimo 7 dicembre 2018 at 11:51

    Fra 5 giorni Agenzia delle Entrate – Riscossione (ex Equitalia) dovrebbe pignorarmi lo stipendio per bollo non pagato di euro 381 circa. Il 15 prendo lo stipendio che è di circa 240 x un’ora e mezza al giorno, volevo sapere se tengono conto solo dello stipendio oppure di eventuali soldi in più che sfiga vuole me li caricano proprio questo mese sono arretrati per l’assegno familiare di 1 anno. Quindi non ci saranno solo i miei 240 di stipendio inferiore alla cifra dovuta ma questi soldi in più. Possono tirarmeli via o devono separarli dal mio stipendio? Spero di essere stata chiara.

    • Simone di Saintjust 7 dicembre 2018 at 12:00

      Stia tranquilla: gli assegni familiari, anche in arretrato, non sono pignorabili costituendo una misura di sostegno al reddito. La retribuzione da lei percepita, al netto degli assegni familiari, degli oneri fiscali e dei contributi previdenziali ed assistenziali, subirà un prelievo limitato al 10% mensile, ex articolo 72 ter del DPR 602/1973, a mente del quale le somme dovute a titolo di stipendio, possono essere pignorate dall’agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro.



Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Altre Info

Cerca