Pignoramento di stipendi e pensioni - Linee guida

  • Pensione di invalidità: si ritiene abbia natura di sussidio e sia impignorabile (impignorabilità rilevabile d'ufficio).
  • Indennità di mobilità: si ritiene abbia natura di sussidio e sia impignorabile (impignorabilità rilevabile d'ufficio).
  • Indennità cassa integrazione: in quanto assimilabile allo stipendio è pignorabile.
  • Rendite erogate dall'Inail per infortunio: sono pignorabili solo se si procede per crediti alimentari.
  • Arretrati della pensione: sono pignorabili nei limiti del quinto ove ancora da corrispondersi da parte dell'Ente previdenziale.
  • Crediti alimentari pignorati per altri crediti alimentari: si procede ad assegnazione solo se c'è autorizzazione del Presidente del Tribunale o di Giudice dallo stesso delegato e viene determinata la misura. Sono comprese nella categoria degli alimenti anche le prestazioni dovute in base ad obblighi di mantenimento (impignorabilità rilevabile d'ufficio).
  • Cessioni volontarie opponibili al creditore procedente: visto l'art. 68 dpr 180/1950 e la pressoché totale equiparazione del trattamento riservato ai dipendenti pubblici anche per le retribuzioni dei lavoratori privati, si terrà conto delle cessioni di pagamento effettuate dal debitore sullo stipendio solo se venga data rigorosa prova della notifica della cessione prima del pignoramento, fatto che la rende opponibile ai terzi. La notifica deve riportare data certa; non essendo necessario l'intervento dell'Ufficiale Giudiziario, è sufficiente per la notifica della cessione una semplice raccomandata AR recante l'apposizione del timbro postale direttamente sull'atto di cessione. Per quanto attiene le modalità di calcolo, la quota assegnabile è calcolata sull'intera retribuzione come·se la cessione non fosse avvenuta, nei limiti della differenza tra 50% dello stipendio e quota ceduta, fermo restando il limite massimo del quinto dello stipendio. L'apponibilità di cessioni NON è rilevabile d'ufficio ma solo ad istanza di parte.
  • Concorso di crediti per cause diverse: il limite del quinto assegnabile può estendersi a metà della retribuzione solo se c'è concorso di crediti con cause diverse (es. crediti alimentari con crediti tributari), non in caso di semplice concorso di più creditori.
  • Pignoramento dello stipendio successivo a precedente pignoramento (già portato ad esecuzione): se il quinto già assegnato è esaurito e non v'è residuo, la somma assegnata andrà in coda al primo pignoramento. In caso vi sia residuo, al contrario, detta somma verrà assegnata con estensione all'intero quinto al momento della cessazione degli effetti del precedente pignoramento. In caso di crediti alimentari il pignoramento può estendersi a metà dello stipendio.
  • Pagamento diretto del datore di lavoro: nei casi in cui il datore di lavoro sia già destinatario di un ordine diretto di pagamento a favore di terzo destinatario di assegno alimentare, in ossequio a ordinanza presidenziale in sede di separazione, non si dovrebbe tenere conto in sede di assegnazione della somma già vincolata. Ad oggi non esiste disposizione che equipari il predetto ordine di pagamento diretto ad un precedente pignoramento o cessione volontaria e limiti quindi la pignorabilità dello stipendio. Tuttavia, di solito, per ragioni di giustizia sociale, il giudice limita la somma assegnabile a seguito di pignoramento, sui cui già sussista ordine di pagamento, nella somma massima della metà dello stipendio (si è verificato, in alcuni casi limite che assegnando il quinto in presenza di ordine di pagamento di importo elevato rispetto allo stipendio, al debitore non residuasse nulla della retribuzione).
  • L'importo di pensione impignorabile, quella che servirebbe a garantire al pensionato un'esistenza decorosa e dignitosa, il cosiddetto minimo vitale, con il decreto legge 83/2015 è stato rapportato al valore dell'assegno sociale aumentato della metà, quindi 672 euro.

Si tratta di alcune indicazioni tratte da un documento, sulle linee guida in tema di pignorabilità di stipendi e pensioni, diramato dal Presidente del Tribunale di Parma nel corso del 2015.

15 gennaio 2017 · Rosaria Proietti

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Stai leggendo Pignoramento di stipendi e pensioni - Linee guida Autore Rosaria Proietti Articolo pubblicato il giorno 15 gennaio 2017 Ultima modifica effettuata il giorno 24 ottobre 2017 Classificato nella categoria azioni esecutive revocatoria pignoramento ed espropriazione » mini guide Inserito nella sezione pignoramento.

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  • Anonimo 17 marzo 2019 at 03:47

    Sono stato oggetto di pignoramento del mio TFS. Detto pignoramento é stato notificato dopo che mi era stata versata dall’INPS la prima rata del TFS. Dovendo ancora corrispondermi la seconda rata, l’INPS mi ha sottratto il 1/5 del TSF totale all’atto del pagamento della seconda rata anziché conteggiare il residuo.

    In pratica il mio TFS totale era di circa 68 Mila euro. La prima rata corrisposta é stata di 43 Mila. Dai 25 Mila restanti mi hanno sottratto 1/5 conteggiando il totale anziché il quinto sui 25 Mila.

    Volevo chiedere se è stato corretto in quanto, per quanto sapevo, avrebbero dovuto pagare il quinto solo sul residuo visto che la notifica é stata fatta dopo il pagamento della prima tranche.

    • Annapaola Ferri 17 marzo 2019 at 06:11

      Al momento del pignoramento, il debito dell’INPS nei suoi confronti risultava essere ancora di 68 mila euro, ridotto a 25 mila solo attraverso una anticipazione che, tuttavia, ha valenza esclusivamente nei rapporti interni fra INPS e pensionato e non verso il creditore pignorante. L’acconto dei 43 mila euro versati a favore del pensionato, in termini tecnici, non è opponibile al creditore procedente.

      Facendo un parallelismo esemplificativo, è come se, un dipendente riuscisse ad ottenere dal proprio datore di lavoro un’anticipazione dello stipendio all’inizio del mese: se, dopo aver ricevuto tale anticipazione, al datore di lavoro venisse notificato un atto di pignoramento della busta paga del dipendente, il datore di lavoro, il 27 del mese, dovrebbe pignorare il 20% dell’intera busta paga e non il 20% della busta paga al netto dell’anticipazione.

  • Anonimo 19 gennaio 2019 at 21:24

    Per quanto riguarda sempre il pignoramento dello stipendio nella misura di un quinto, mi sembra di capire che una volta in pensione la somma pignorata sarà minore rispetto a quella dello stipendio perchè c’è da tener presente che una parte è impignorabile in quanto rappresenta il il minimo vitale. E’ così? Grazie ancora.

    • Simone di Saintjust 20 gennaio 2019 at 05:12

      Proprio così: la pensione può essere pignorata di un quinto solo per la parte che eccede il minimo vitale.

  • Anonimo 19 gennaio 2019 at 20:25

    Sono un dipendente pubblico ormai prossimo alla pensione e ho sul mio stipendio un pignoramento dovuto a più creditori. Vorrei sapere se la mia buonuscita sarà comunque decurtata di 1/5 come ho letto oppure possono trattenere somme superiori per soddisfare i creditori?

    • Simone di Saintjust 19 gennaio 2019 at 20:34

      Nel passaggio in quiescenza del debitore sottoposto ad azione esecutiva tramite pignoramento dello stipendio, il prelievo dal Trattamento di Fine Rapporto (TFR) o di fine servzio (TFS), destinato al creditore insoddisfatto, non può superare il 20% dell’importo della buonuscita.



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