Il pignoramento del conto corrente estero




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Purtroppo, per lei, è possibile: infatti, ogni cittadino risponde dei propri debiti con tutti i suoi beni, anche se i beni sono ubicati all’estero e qualunque sia il creditore, privato o pubblico.

L’articolo 2740 del Codice Civile, recita: Il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri. Le limitazioni della responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge.

Comunque, per un creditore, il problema di aggredire conto correnti bancari esteri è, semmai, di natura pratica, e non giuridica. Infatti, il creditore, dovrebbe per prima cosa essere a conoscenza dell’esistenza di tali conti esistenti fuori dall’italia e, successivamente, del nome della banca presso cui i soldi sono situati.

Quest grana può essere superata in due modalità.

Innanzitutto, se il debitore ha regolarmente denunciato il conto corrente al Fisco, come stabilito dall’articolo 492, comma 7, del codice di procedura civilei,il creditore potrebbe chiedere all’ufficiale giudiziario di rivolgersi ai soggetti gestori dell’anagrafe tributaria e di altre banche dati pubbliche per l’individuazione dei beni del debitore. Quindi, l’esistenza dei conti all’estero (per esempio, in Svizzera) risulterà immediatamente.

La seconda strada percorribile dal creditore, è quella di un accesso al luogo di residenza o alla sede legale del debitore con l’ufficiale giudiziario. Quest’ultimo, qualora non trovi beni sufficienti da pignorare, ingiunge al debitore di rivelargli l’esistenza di ulteriori beni.

A quel punto, dovrebbe stare nella buona fede del soggetto a cui si sta effettuando il pignoramento di rivelare eventuali conti esteri.

Bisogna notare, che pur essendo la falsa dichiarazione al pubblico ufficiale un illecito grave, nessuno, di norma, fornisce su un piatto d’argento i conti correnti esteri che dispone.

20 Giugno 2013 · Andrea Ricciardi



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Stai leggendo Il pignoramento del conto corrente estero Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 20 Giugno 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 8 Marzo 2018 Classificato nella categoria pignoramento - domande e risposte

Commenti e domande

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  • Anonimo 13 Maggio 2021 at 14:00

    Il debitore mi deve risarcire i danni dopo sentenza in primo grado e in appello , con la sentenza il mio avvocato ha chiesto informazione alla agenzia delle entrate , avuta risposta positiva dopo 2 mesi è stato fattto il blocco del conto corrente , prima che fosse stato fatto il blocco del conto corrente ha prelevato il contante lasciando sul c.c solo 80 euro e si è trasferito in Polonia. Come faccio ad avere informazioni e a poter procedere con il recupero dei soldi?
    grazie

    • Simone di Saintjust 13 Maggio 2021 at 15:22

      Se l’importo del credito giustifica le spese, si può effettuare una visura dei beni detenuti dal debitore in Polonia: quindi si può assoldare uno studio legale operante in Polonia per procedere al recupero coattivo del credito.

      Se l’importo del credito non è tale da giustificare i costi di una visura dei beni posseduti dal debitore in Polonia e/o le spese legali per perseguirlo in Polonia, allora, per il momento, non resta altro da fare che dire addio ai soldi. Fermo restando l’esigenza di notificare al debitore una comunicazione interruttiva dei termini di prescrizione: il futuro non ci è dato conoscer …