La norma sullo stop dell'esecuzione forzata in caso di deprezzamento del valore del bene immobiliare sottoposto a pignoramento si applica anche ad Equitalia?

Nonostante i limiti al pignoramento esattoriale posti dal Decreto del Fare all'Agente della riscossione, la nuova norma si applica anche ad Equitalia: vediamo come.

Le regole già chiaramente discusse nei precedenti paragrafi, si applicano anche ai casi in cui il creditore sia lo stato.

Dunque, le norme si allargano anche ad Equitalia così, come ovviamente, quando ad agire è un privato, come una banca, un fornitore ecc.

Di tanto ne è convinta la stessa Cassazione che, in passato, ha confermato la possibilità di applicazione delle regole sulla sospensione delle esecuzioni forzate anche nel caso di riscossione esattoriale.

Infatti, la Suprema Corte, con la sentenza 692/12, ha chiarito che nell'esecuzione esattoriale il potere del giudice di valutare l'adeguatezza del prezzo di trasferimento non solo non subisce alcuna eccezione rispetto esecuzione ordinaria, ma deve essere esercitato con particolare oculatezza, sì da valutare se, nel singolo caso, sia più dannoso per lo Stato creditore il protrarsi dei tempi di riscossione o la perdita della possibilità di realizzare gran parte del proprio credito, a causa della sottovalutazione del bene pignorato.

Da notare bene che, nel caso di Equitalia, peraltro, l'attuale normativa prevede la possibilità di ipoteca solo per debiti superiori a 20.000 euro, mentre il pignoramento è possibile solo dopo aver raggiunto 120.000 euro e sempre a condizione che non si tratti della prima casa di residenza adibita a civile abitazione (nella quale ipotesi, invece, è possibile solo l'ipoteca come mezzo di coercizione del debitore).

22 ottobre 2015 · Gennaro Andele

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