Pignoramento dello stipendio - Le nuove norme per crediti di natura esattoriale

La conversione in legge del decreto per la semplificazione degli adempimenti fiscali, contiene importanti novità in tema di pignorabilità di stipendi e pensioni.

Il decreto introduce un limite di pignorabilità presso terzi per stipendi, salari o altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego parzialmente derogando, per la riscossione a mezzo ruolo, alle previsioni del codice di procedura civile in materia. Segnatamente, mutuando il sistema operante in Francia, con le norme in esame, sono state fissate, per importi fino a cinquemila euro, limiti di pignorabilità più bassi di quelli previsti dal codice civile.

Così il pignoramento dello stipendio, secondo quanto stabilito dal decreto, convertito in legge, non sarà più "fisso" e pari a un quinto dell'assegno netto mensile percepito come retribuzione opensione, ma sarà variabile in funzione dell'ammontare dello stipendio.

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Stai leggendo Pignoramento dello stipendio - Le nuove norme per crediti di natura esattoriale Autore Rosaria Proietti Articolo pubblicato il giorno 29 febbraio 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 19 settembre 2017 Classificato nella categoria pignoramento di stipendi e pensioni Inserito nella sezione pignoramento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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  • lyrenne 23 aprile 2013 at 10:30

    Buongiorno, sto leggendo da ore tutti gli articoli del vostro sito in riferimento al pignoramento di somme presenti su conto corrente, su cui confluiscono solo gli emolumenti mensili dello stipendio di lavoro dipendente.
    Vi spiego intera faccenda e spero possiate aiutarmi a trovare una soluzione.

    Tizio dopo sentenza di separazione da Caia, deve corrisponderle assegno di mantenimento (nonostante siano senza prole e proprietà in comune) mensile e una somma di 10.000 euro tra spese giudiziali ecc ecc…

    Per poter pagare questa somma, che Tizio non possiede su nessun conto, lo stesso chiede che si rivalgano sul TFR maturato,e su una quota dello stipendio, oltre dover corrispondere a Caia sempre l’assegno di mantenimento, e dover con 800 euro residui pagare affitto mensile, spese ordinarie sia per la casa che per la sussistenza (cibo).

    Dopo 3 mesi viene bloccato il conto corrente su cui confluisce lo stipendio, rendendogli impossibile poter prelevare e fare operazioni dal conto, come per esempio pagare l’affitto, le spese di gestione e,”se è ancora lecito in Italia”, poter far la spesa per mangiare.

    Ci sono minime tutele per Tizio?
    In attesa di vostro riscontro, vi ringrazio sentitamente.

    • Ornella De Bellis 23 aprile 2013 at 10:42

      Le tutele di Tizio finiscono nel momento in cui esse confliggono con quelle di Caia (o di altro creditore). Il problema e tutto qui. D’altra parte dal commento non si comprende per quali ragioni Caia (o altro creditore procedente) abbia privilegiato il pignoramento del conto corrente a quello dello stipendio.

      Comunque, il problema si risolve, a partire dal prossimo accredito dello stipendio, aprendo subito un nuovo conto corrente intestato a Tizio le cui coordinate bancarie vanno comunicate al datore di lavoro di Tizio. Tizio, per un minimo di tutela, deve far anche aprire un conto corrente a soggetto di sua fiducia, Sempronio. Lo stipendio percepito ed accreditato sul nuovo conto corrente di Tizio andrà immediatamente riversato, tramite bonifico, sul conto corrente di Sempronio.

      Naturalmente, Tizio farà riservare a sé stesso delega per operare e disporre del conto intestato a Sempronio.

  • Genny Manfredi 30 luglio 2012 at 11:43

    La legge 26/4/2012 n. 44, di conversione del D.L. n. 16 del 2/3/12 ha modificato l’art. 3, comma 5, del D.L., relativo ai limiti di pignorabilità presso terzi disposti dall’agente della riscossione.

    Dal 29 aprile 2012, data di entrata in vigore della legge 44/12, i pignoramenti di cui trattasi possono essere eseguiti nei seguenti limiti:

    – un decimo, per stipendi fino a 2.500,00 euro;

    – un settimo per stipendi superiori a 2.500,00 euro e non superiori a 5.000,00 euro;

    – un quinto per stipendi di ammontare superiore a 5.000,00 euro.

    Non sono, purtroppo, a tutt’oggi intervenuti chiarimenti sull’applicabilità di tali nuovi limiti (e di quelli in precedenza previsti dal D.L. 16/12) ai pignoramenti già in corso alla data di entrata in vigore dei rispettivi provvedimenti.

    Si ritiene che le nuove disposizioni in materia di pignorabilità degli stipendi da parte degli agenti di riscossione valgono anche per i pignoramenti già in corso.

    • Annapaola Ferri 30 luglio 2012 at 12:07

      C’è anche da aggiungere che il decreto da te citato fissa che il creditore esattoriale non potrà procedere alla espropriazione del bene se il suo valore, calcolato con la formula:

      valore del bene = (imposta di registro x 3) – passività ipotecarie

      è inferiore a 20.000 euro.

  • Ludmilla Karadzic 24 maggio 2012 at 16:36

    I nuovi limiti sul pignoramento dello stipendio valgono anche per i pignoramenti già in corso.

  • rossella1969 30 aprile 2012 at 03:23

    Salve, sono separata e sulla mio 50% si casa, pur avendo la separazione dei beni e’ stata iscritta ipoteca per un debito di 15.000 e pari al doppio di quasi 29.000 euro esendo separata e con abitazione principale e le nuove introduzioni legislative, essendo stata iscritta ipoteca nel 2009 puo’ equitalia iscrivere ipoteca?Risulta regolare.Grazie rossella

    • Paolo Rastelli 30 aprile 2012 at 04:39

      Se iscritte anteriormente all’entrata in vigore del decreto di semplificazione fiscale (2 marzo 2012) è possibile fare ricorso solo per le ipoteche riconducibili a debiti inferiori ad 8 mila euro.

  • Patrizio Oliva 19 aprile 2012 at 05:03

    Cambiano le norme sulla pignorabilità degli stipendi: è stata eliminata la disposizione che prevede che tali somme possono essere escusse in misura pari a un settimo per le somme comprese tra i 2.000 e i 5.000 euro.

    Rimane pertanto la misura pari a un decimo per le somme fino a 2.000 euro. Oltre tale soglia le somme sono pignorabili secondo le norme generali, ovvero nella misura del quinto.




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