2. L'ultimo emolumento dello stipendio versato in banca al lavoratore dipendente

L'ultimo emolumento del rapporto di lavoro o di pensione non può essere congelato dall'agente di riscossione dello Stato (equitalia) con il pignoramento presso terzi.

Lo stop ai pignoramenti di Equitalia riguarda solo le somme depositate in banca o alla posta a titolo di ultima retribuzione del rapporto di lavoro o della pensione.

Infatti, il Decreto Legge del 21 giugno 2013, numero 69, detto il Decreto del Fare, ha modificato la precedente disciplina in materia di pignoramenti sugli stipendi, di salario o di altre indennità dovute in base al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle per causa di licenziamenti, o a titolo di pensioni che siano state versate sui conti correnti postali o bancari intestato al debitore.

In sostanza, la nuova legge ha stabilito che, in presenza di debiti esattoriali gli obblighi del terzo pignorato non possono ricomprendere l'ultimo emolumento affluito su tale conto, che resta, pertanto, nella piena disponibilità del correntista.

Perciò, anche se il resto del conto corrente è congelato, l'ultimo stipendio può essere liberamente prelevato dal contribuente cui sia stato eseguito in pignoramento presso terzi in banca.

Inoltre, per chiarezza, è stato stabilito che per tutti gli stipendi (nonchè le gratifiche, le pensioni, le indennità, i sussidi, etc) la regola generale secondo cui essi sono impignorabili ed insequestrabili salvo queste eccezioni:

  1. se il debito riguarda alimenti dovuti per legge, è prevista la pignorabilità fino ad un terzo degli stipendi al netto di ritenute;
  2. se il debito è verso lo Stato o altri enti o imprese da cui il debitore dipende, e riguarda il rapporto di impiego, è prevista la pignorabilità fino ad un quinto degli stipendi al netto di ritenute;
  3. se il debito riguarda tributi dovuti allo Stato, alle Province o ai Comuni dall'impiegato o salariato, è prevista la pignorabilità fino ad un quinto degli stipendi dello stesso al netto di ritenute.

Se concorrono simultaneamente i casi 2 e 3 il pignoramento non può colpire una quota totale maggiore del quinto già detto, mentre se concorre anche il caso 1 il pignoramento non può colpire una quota maggiore della metà degli stipendi al netto di ritenute.

Da quanto sopra esposto, dunque, la pignorabilità di un quinto dello stipendio, nella generalità dei casi, dovrebbe essere concessa - a parte i crediti alimentari -  solo per crediti erariali. Proprio quelli che Equitalia è delegata a riscuotere.

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Stai leggendo 2. L'ultimo emolumento dello stipendio versato in banca al lavoratore dipendente Autore Stefano Iambrenghi Articolo pubblicato il giorno 24 settembre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 17 febbraio 2019 Classificato nella categoria pignoramento ed espropriazione della casa - procedura esattoriale Inserito nella sezione pignoramento.

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  • Anonimo 20 marzo 2019 at 10:22

    SALVE , SEI ANNI ORSONO E’ STATO COSTITUITO FONDO PATRIMONIALE DI UNICO BENE IMMOBILIARE . TALE BENE E’ VERAMENTE UNICO E SOLA ENTRATA ECONOMICA (FITTO DA LOCAZIONE) DELLA FAMIGLIA. AD OGGI IL BENE E’ LIBERO DA IPOTECHE E PIGNORAMENTI-
    DOMANDO
    PUO’ , DOPO SEI ANNI, AGENZIA DELLE ENTRATE, ENTE COMUNALE O PRIVATO PIGNORARE I FRUTTI, OVVERO I FITTI DA LOCAZIONE O ISCRIVERE IPOTECHE SUL BENE COSTITUENTE FONDO PATRIMONIALE ?
    Grazie e saluti

    • Ludmilla Karadzic 20 marzo 2019 at 10:48

      Sì perchè, per giurisprudenza consolidata, i debiti derivanti dall’omesso o insufficiente versamento dei tributi, anche in relazione all’attività professionale di uno dei due coniugi costituenti il fondo patrimoniale, sono considerati conseguiti nell’interesse della famiglia, o comunque, procurano vantaggi patrimoniali alla famiglia. Insomma, i debiti, derivanti dall’omesso o insufficiente versamento dei tributi, sono considerati volti a soddisfare esigenze familiari.

  • alberini 19 agosto 2015 at 15:58

    Come agirà Equitalia nei miei confronti: ho un debito di 40 mila euro che anno lievitato nel tempo. Allora avevo 22 mila euro, sono passati più di 10 anni, ma Equitalia non si muove per adesso. Avevamo il conto in banca congiunto ma adesso l’ho separato siamo sempre nella stessa banca.

    Equitalia puo arrivare a bloccare il conto? Noi siamo nulla tenenti, mi hanno fatto il fermo amministrativo al camper che non ho fatto in tempo a intestarlo ad un altro nome. Se cambio banca e lo stesso? Possono pignorare il lo stipendio? Mi dite come posso muovermi?

    • Ludmilla Karadzic 19 agosto 2015 at 17:40

      Equitalia può certamente pignorarle il conto: e le probabilità che agisca in tal senso sono senz’altro maggiori oggi che ha un conto corrente non intestato congiuntamente ad altri. Il suggerimento è quello di depositare eventuali liquidità su un conto corrente intestato a terzi: non serve cambiare banca, il problema è la titolarità del conto corrente.

      Equitalia può pignorarle lo stipendio nella misura di un decimo (10%) se la sua retribuzione, al netto di tasse e contributi, non supera i 2 mila e cinquecento euro.



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