Adempimenti fiscali del creditore pignoratizio

Il creditore pignoratizio è tenuto a indicare i redditi percepiti e le ritenute subite nella dichiarazione dei redditi anche se si tratta di redditi soggetti a tassazione separata, a ritenuta a titolo d'imposta o a imposta sostitutiva. La tassazione definitiva delle somme è affidata al creditore pignoratizio, anche nel caso in cui le somme erogate configurino redditi soggetti a tassazione separata, o soggetti a ritenuta a titolo di imposta o a imposta sostitutiva. (A.E. circolare 8/2011).

Se le somme erogate costituiscono redditi di lavoro dipendente o assimilati, qualora il creditore pignoratizio (lavoratore dipendente o collaboratore) intenda chiedere al proprio attuale datore di lavoro di tenerne conto in sede di conguaglio, ai sensi dell'articolo 23, comma 4, del DPR numero 600/1973, il terzo erogatore (ad es. la banca del datore di lavoro inadempiente) dovrà consegnare la predetta certificazione entro 12 giorni dalla richiesta da parte del creditore pignoratizio (meglio 730!).

Il sostituto dovrà, a sua volta, certificare le relative somme sul modello 770 semplificato.  Gli assegni destinati al mantenimento dei figli non costituiscono reddito. Pertanto, qualora il provvedimento del giudice non distingua la quota dell'assegno destinata al mantenimento dei figli, l'assegno si considera destinato al coniuge per la metà del suo ammontare (articolo 3 del DPR 42/1998 - circolare A.E. 8/2011).

Liberamente tratto da un articolo di Michele Ianiri - Confartigianato Ravenna

16 giugno 2011 · Simone di Saintjust

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Commenti e domande

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  • Carla Benvenuto 21 ottobre 2012 at 08:49

    Pignoramento dello stipendio edi adempimenti del terzo pignorato, del creditore e del debitore – Quadro sinottico su normative di riferimento, sanzioni e provvedimenti ADE

    Normativa di riferimento:
    – Legge 27/12/1997, n. 449, art. 21
    – Provv. Agenzia entrate 3/3/2010;
    – Circolare 2/3/2011, n. 8/E.

    Codice tributo:
    – 1049: ritenuta operata a titolo d’acconto Irpef dovuta dal creditore pignoratizio, su somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi – art. 21, c. 15. Legge n. 449/97, come modif. dall’art.15, c. 2 , D.L. n. 78/09

    Sanzioni:
    Sanzione amministrativa:
    – omesso o insufficiente versamento di ritenute: sanzione pari al 30% dell’ammontare non versato;
    – omessa o insufficiente effettuazione di ritenute: sanzione pari al 20% dell’importo non trattenuto.
    Sanzione penale:
    – mancato versamento, entro il termine per presentare il mod. 770, di ritenute risultanti dalla certificazione dei sostituti d’imposta, per un ammontare superiore a euro 50.000 per ogni periodo d’imposta: reclusione da 6 mesi a 9 anni.

    Agenzia delle Entrate: Provvedimento 03/03/2010
    Provvedimento concernente l’effettuazione delle ritenute alla fonte per le somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi di cui all’art. 21, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, come modificato dall’art. 15, comma 2, del Decreto Legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito in Legge 3 agosto 2009, n. 102 – (Pubblicato il 04/03/10 ai sensi dell’art. 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n° 244)

    Decreto legislativo 10/03/2000, n. 74
    Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell’articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205.
    Articolo 10 Bis – Omesso versamento di ritenute certificate

    Decreto del Presidente della Repubblica 29/09/1973, n. 600
    Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi.
    Articolo 23 – Ritenuta sui redditi di lavoro dipendente

    Legge 27/12/1997, n. 449
    Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica.
    Articolo 21 – Disposizioni per il recupero d’imponibile

    Decreto legislativo 18/12/1997, n. 471
    Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi, a norma dell’articolo 3, comma 133, lettera q), della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
    Articolo 13 – Ritardati od omessi versamenti diretti
    Articolo 14 – Violazioni dell’obbligo di esecuzione di ritenute alla fonte

    Decreto legge 01/07/2009, n. 78
    Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini [Tremonti-ter]
    Articolo 15 – Potenziamento della riscossione

  • Carla Benvenuto 30 luglio 2012 at 09:18

    Per consentire al terzo di fornire la dichiarazione mediante invio di lettera raccomandata, anziché direttamente in udienza, il discrimine è rappresentato dalla natura dei crediti oggetto di pignoramento. In base all’art. 543 del codice di procedura civile, i crediti per i quali il terzo deve rendere la dichiarazione in udienza riguardano “le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego”.

    Ai sensi del secondo comma, n. 4, dell’art. 543 c.p., infatti, l’atto di pignoramento presso terzi deve contenere l’invito al terzo a comunicare, entro dieci giorni, la propria dichiarazione direttamente al creditore, per il tramite di una lettera raccomandata. In ogni caso, resta ferma la necessità della citazione del debitore all’udienza.

    Con la propria dichiarazione il terzo è tenuto a specificare di quali cose si trovi in possesso o di quali somme risulti debitore. Per consentire al terzo di fornire la dichiarazione mediante invio di lettera raccomandata, anziché direttamente in udienza, il discrimine è rappresentato dalla natura dei crediti oggetto di pignoramento.

    In base all’art. 543 del codice di procedura civile, i crediti per i quali il terzo deve rendere la dichiarazione in udienza riguardano “le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego”.




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