Pignoramento del conto corrente quando vi affluiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente

L'articolo 50 del TUIR riporta un elenco tassativo dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, per i quali, in caso di pignoramento del conto corrente a partire dal 21 agosto 2015, vanno tenute in conto le limitazioni imposte per gli stipendi dall'articolo 545 del codice di procedura civile.

Tra i redditi assimilabili a stipendio vi sono, ad esempio, le borse di studio, gli assegni periodici percepiti dal coniuge separato o divorziato, i compensi dei giudici tributari.

L'elenco rubrica, in dettaglio, le seguenti tipologie di reddito:

  • compensi percepiti (entro i limiti dei salari correnti maggiorati del 20%) dai lavoratori soci delle cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli, della piccola pesca;
  • compensi pagati per la collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, e per altri rapporti di collaborazione che hanno per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione;
  • remunerazioni dei sacerdoti;
  • compensi percepiti per lavori socialmente utili;
  • borse di studio, assegni, premi e sussidi corrisposti per fini di studio o di addestramento professionale;
  • somme percepite per la partecipazione a collegi e commissioni;
  • compensi corrisposti per l'attività libero Professionale intramuraria svolta dal personale dipendente del Servizio sanitario nazionale
  • somme percepite per l'attività di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica;
  • compensi corrisposti ai giudici tributari, ai giudici di pace e agli esperti del tribunale di sorveglianza;
  • compensi e indennità corrisposte da amministrazioni statali ed enti pubblici territoriali per l'esercizio di pubbliche funzioni;
  • assegni periodici percepiti dal coniuge, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale, divorzio o annullamento del matrimonio;
  • rendite vitalizie e rendite a tempo determinato costituite a titolo oneroso diverse da quelle aventi funzione previdenziale;
  • indennità e assegni vitalizi percepiti per l'attività parlamentare, per le cariche pubbliche elettive (consiglieri regionali, provinciali, comunali), e quelle percepite dai giudici costituzionali;
  • assegni periodici, comunque denominati, alla cui produzione non concorrono né capitale né lavoro (escluse le rendite perpetue), compresi gli assegni testamentari, quelli alimentari, eccetera;
  • collaborazioni a progetto e in collaborazione coordinata e continuativa.
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Commenti e domande

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  • karina 17 gennaio 2016 at 13:21

    Potrebbe aiutarmi nel calcolo della quota impignorabile delle disponibilità giacenti nel conto corrente dove affluiscono stipendi?
    ecco i dati:
    il conto corrente è stato pignorato il 21/12/15 per il totale del pignoramento € 5.579,41
    A quel momento sul conto risultava la giacenza di 8.049,68€ naturalmente si tratta di tutti gli stipendi che affluiscono sul conto, compreso lo stipendio di dicembre, la tredicesima ed ecc.

    • Ludmilla Karadzic 17 gennaio 2016 at 13:46

      Per tutti gli stipendi già accreditati alla data di pignoramento, quest’ultimo può interessare l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale: in pratica possono prendere tutto, ma devono lasciare circa 1500 euro.

      Invece, stipendio e tredicesima, se accreditati in data successiva al 21 dicembre, possono essere pignorati nella misura massima del 20%.

      Se il creditore è Equitalia il pignoramento di stipendio e tredicesima, accreditati in data successiva al 21 dicembre, non può superare il 10% di ciascun importo inferiore a 2.500 euro.

      Nel suo caso, purtroppo, sembra che anche stipendio e tredicesima fossero già stati accreditati al momento del pignoramento. Quindi l’obbligo del creditore procedente è solo quello di lasciare circa 1500 euro in giacenza. Sul residuo può soddisfarsi fino compensazione del debito.

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