Pignoramento a nullatenti - indebitati.it

Gli affari vanno male e cominciamo ad accumulare debito

Sono legale rappresentante di una snc, l’altro socio è mio fratello e insieme gestiamo un’attività di ristorazione.

Gli affari vanno male e non riusciamo più a sostenere l’attività e cominciamo ad accumulare debito.

Io vivo da solo e ho residenza in una casa della nonna mentre mio fratello vive con nostra madre ed è in affitto, ebbene, cosa possiamo rischiare nella malaugurata ipotesi in cui non dovessimo far fronte ai nostri debiti?

Di proprietà ho solo l’auto e il conto corrente personale vuoto, idem mio fratello. E’ possibile un pignoramento?

Da premettere che non rientriamo nella procedura fallimentare in quanto la società non possiede i requisiti.

Non rischiate nulla

Non rischiate nulla, dal momento che nulla avete di aggredibile da parte del creditore.

12 Settembre 2012 · Andrea Ricciardi

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Stai leggendo Pignoramento a nullatenti - indebitati.it Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 12 Settembre 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 17 Dicembre 2016 Classificato nella categoria pignoramento - domande e risposte

Commenti e domande

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  • Anonimo 12 Maggio 2019 at 11:04

    In pratica… Se gli utili vengo reinvestiti all’interno della S.n.c. e in ogni caso non redistribuiti ai soci… Non prende nulla. Giusto.
    Grazie in anticipo per la risposta.

  • Anonimo 12 Maggio 2019 at 04:12

    Sono amministratore e socio di una s.n.c. artigianale. Le uniche proprietà della ditta sono: un locale a uso deposito. Un furgone. Qualche arredo. Io avendo perso una causa privata che nulla a che fare con la s.n.c. ed essendo stato condannato a pagare le spese processuali e di lite della controparte. Non avendo nulla di riconducibile o intestato a me cosa rischio? Possono rivalersi sui beni della S.N.C.?

    • Simone di Saintjust 12 Maggio 2019 at 05:24

      In base all’articolo 2270 del codice civile, il creditore particolare del socio, finché dura la società, può far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al debitore e compiere atti conservativi sulla quota spettante a quest’ultimo nella liquidazione.

      In sostanza, dunque, il creditore particolare del socio può soddisfarsi solo sugli utili spettanti al socio suo debitore e mai sul patrimonio sociale.