I debiti esclusi dalla possibilità di rimborso parziale per i quali è prevista solo una dilazione

Sono esclusi dalla possibilità di rimborso parziale, i crediti relativi ai tributi costituenti risorse proprie dell'Unione europea, all'imposta sul valore aggiunto, alle ritenute operate e non versate, ai contributi dovuti per le forme di previdenza e assistenza obbligatorie. Il piano di ristrutturazione deve prevedere il loro integrale rimborso, anche attraverso una dilazione.

Analogo discorso vale per i crediti alimentari risultanti da provvedimenti dell'Autorità giudiziaria e vantati nei confronti del debitore. Costituiscono crediti alimentari gli assegni periodici dovuti dal debitore al coniuge, ai figli e ad altri familiari.

Anche per i crediti muniti di privilegio (retribuzioni, erogazione del trattamento di fine rapporto, contributi previdenziali dovutie ai lavoratori dipendenti) pegno o ipoteca, il piano di ristrutturazione del debito deve prevedere il rimborso integrale. Tuttavia, i crediti garantiti da pegno o ipoteca possono non essere soddisfatti integralmente quando ne sia assicurato il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni sui quali insiste la prelazione, come attestato dall'organismo di composizione della crisi.

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Commenti e domande

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  • gustavo15 25 marzo 2015 at 16:17

    Grazie signora Ferri per la sua risposta. Il garage che ho libero da ipoteche essendo un bene non immediatamente liquidabile non può essere usato come garanzia insieme al mio TFR per l’estinzione di due dei miei tre debiti?

    • Simone di Saintjust 25 marzo 2015 at 16:24

      Per utilizzare l’immobile come garanzia bisogna scrivere ipoteca e l’ipoteca costa. Il TFR, per legge, può essere dato in garanzia solo per la cessione del quinto.

      I creditori, invece, esigono liquidità per estinguere il debito. Può cercare un accordo, chiedendo il tempo necessario per la vendita del garage.

  • gustavo15 24 marzo 2015 at 19:29

    Salve,
    Sono un operaio di 45 anni ho moglie e due figli a carico. Mi trovo in una situazione di sovraindebitamento per avere contratto un mutuo ed avere acceso un finanziamento Agos . Con il mio stipendio riesco a fare fronte alla rata del mutuo (580 euro circa). Ma purtroppo quello che mi sta mettendo in notevole difficoltà sono le rate della finanziaria sopracitata (230 euro) e quella di un ulteriore prestito fatto in precedenza (111 euro al mese). Queste tre rate prendono oltre il 70 % del mio stipendio. La mia situazione redditizia è molto cambiata da quando avevo contratto questi debiti ( avevo altre entrate) ora invece ho uno stipendio fisso (lavoro a tempo indeterminato da più di 11 anni) e posseggo un immobile (7 vani) dove vivo ed un garage ipotecati dalla banca per la concessione del mutuo, in più un altro garage libero da ipoteche. Stavo pensando di poter usufruire della legge Monti sul sovraindebitamento e dichiarare il mio fallimento personale per salvare quello che con tanti sacrifici sono riuscito a costruire. Potendo garantire una cifra mensile più adeguata alle mie entrate (basterebbe solo che riuscissi a pagare 500 euro al mese). La cosa che più mi fa arrabbiare è che i debiti della finanziaria ed il prestito ammontano rispettivamente a 14500 e 4000 euro (totale 18500 euro) ma con dei tassi altissimi. Il tentativo di rivolgemi alla banca per rinegoziare i debiti l’ho fatto ma mi hanno risposto che non arrivo alla soglia di sussistenza. A chi devo rivolgermi per avviare una procedura di esdebitazione dal momento che molti legali che conoscevo non sanno assolutamente nulla di questa possibilità? Se la mia domanda di esdebitazione non venisse accettata dovrei pagare le spese processuali?

    • Annapaola Ferri 24 marzo 2015 at 21:30

      La legge sul sovraindebitamento richiede, ai fini dell’esdebitazione, che il debitore metta a disposizione dei creditori, fra l’altro, tutti i beni immobili di proprietà. E, dunque, può rappresentare un vantaggio solo per coloro che hanno debiti di gran lunga superiori al valore commerciale degli immobili posseduti. In cambio dell’espropriazione ottengono la cancellazione del debito residuo. Mi sembra che questo non sia il suo caso.

      Peraltro, da quanto riporta, lei percepisce un reddito mensile intorno ai 1300 euro. Quindi anche una immediata sospensione dei pagamenti delle rate per i finanziamenti in corso (escluso, naturalmente, il mutuo con la banca) comporterebbe, rispetto al pignoramento del 20% dello stipendio, un risparmio di soli 50 euro, più o meno. Con un aggravio considerevole di interessi moratori e spese legali.

      Scartata anche l’ipotesi di una moratoria unilaterale del debito riconducibile ai prestiti personali, resta la sola possibilità di vendere il garage libero da ipoteca per rimborsare quanto dovuto alle due finanziarie e liberare il bilancio familiare dal peso delle rate di 230 e 111 euro.

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