Quanto si perderà con l'Ape e la restituzione del prestito

Vediamo, nel paragrafo in questione, quanto si perderà con l'Ape e la restituzione del prestito.

Della riforma delle pensioni 2016, l'Ape - anticipo pensionistico - è uno dei punti chiave.

Sarà sperimentale e durerà due anni, sino al 2018 con possibilità di proroga, e sarà rivolto a tutti i lavoratori con almeno 63 anni (i nati fra il 1951 ed il 1954) ai quali non manchino più di 3 anni e 7 mesi per maturare la pensione di vecchiaia non inferiore a un certo limite.

Vediamo nel dettaglio come funziona l'Ape e quanto si perderà con la restituzione del prestito.

I lavoratori idonei potranno accedere all'Ape su base volontaria ma la pensione anticipata avrà un costo.

Infatti l'anticipo pensionistico sarà erogato dall'Inps tramite prestiti di banche ed assicurazioni, in attesa che il lavoratore raggiunga la pensione di vecchiaia. La somma anticipata dovrà essere restituita una volta conseguita la pensione, nell'arco di 20 anni con rate di ammortamento costanti, attraverso dei prelievi sull'assegno di circa il 5% dalla pensione annuale.

L'Ape coinvolgerà i lavoratori dipendenti anche pubblici, i lavoratori autonomi e parasubordinati che avranno 63 anni di età a partire dal 1° gennaio 2017, soltanto se prossimi alla pensione di vecchiaia entro i successivi 3 anni e 7 mesi.

Per accedere all'Ape, il lavoratore dovrà però maturare una pensione non inferiore ad un determinato valore che ancora non è stato fissato e quindi chi maturerà pensioni molto basse sarà probabilmente tagliato fuori dall'anticipo pensionistico.

La nota dolente dell'Ape è il rimborso del prestito che di fatto ridurrà la pensione sensibilmente. L'importo della decurtazione media per chi sceglie l'Ape dovrebbe oscillare intorno al 5,5% sul trattamento lordo per ogni anno di anticipo.

Meno del 7% annunciato da alcuni speculatori, ma comunque più del doppio rispetto al progetto Damiano sui pensionamenti flessibili.

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