Esclusione del reddito della casa di abitazione per la pensione di invalidità civile

Viene escluso il reddito della casa di abitazione dal computo dei redditi ai fini della concessione delle prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità, con effettività retrograda.

Novità in arrivo per chi usufruisce della pensione d'invalidità civile, cecità e sordità.

Infatti, la prima casa di proprietà non farà più reddito: questo è quanto stabilito dalla nuova circolare dell'Inps, la n. 74/2017, che reca tutti i dettagli riguardo le future liquidità degli assegni e in merito a quelle degli eventuali importi non ricevuti.

La specifica è doverosa, poiché il rinnovato provvedimento dell'ente di previdenza sociale ha attivazione retrograda.

La circolare, infatti, anche se emanata pochi giorni fa, ha validità a partire dal 1 gennaio 2017.

L'oggetto del documento 74/2017 emanato dall'Inps in data 21 aprile 2017 è molto chiaro: Prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità. Non computabilità del reddito da casa di abitazione.

Dunque, come esplicitato, il fatto di possedere un immobile di prima necessità, la prima casa appunto, non verrà conteggiato nei coefficienti di aumento del reddito dichiarato.

Questo nuovo provvedimento arriva dopo una sentenza di diverso argomento e situazione – ovvero un accertamento da redditometro – in cui però, infine, si affermava che la propria abitazione non potesse essere considerato un bene di lusso, ma di prima necessità e fisiologico per la vita.

L'Inps e le Commissioni Tributarie, di recente, si stanno muovendo verso nuove prospettive, che sembrano sempre più ritenere indispensabile la prima casa, a tal punto da togliere, in alcuni casi, il valore dell'edificio di residenza dal reddito dei cittadini.

Questi passi potrebbero portare a nuove possibilità di agevolazioni a tutti i livelli, non solo per le pensioni di invalidità, come in questo caso, ma anche per gli assegni familiari o le borse di studio.

Riguardo la circolare n. 74/2017, nel documento emanato dall'Inps si legge che la presa in carico del provvedimento è da retrodatare al 1 gennaio 2017.

Cosa significa? Prendendo in considerazione tale data e in forza del nuovo calcolo alla luce della circolare, gli eventuali arretrati della pensione di invalidità verranno corrisposti, mentre i possibili assegni precedenti al 1 gennaio non saranno riconosciuti dall'Inps.

Con questo nuovo orientamento giurisprudenziale, l'Ente allinea la propria politica verso la concessione di assegni sociali, accomunando due casistiche che, fino ad ora, venivano trattate in maniera diversa.

In sostanza, l'Inps assimila la modalità di assegnazione della previdenza sociale in caso di invalidità civile a quella delle pensioni sociali per gli ultrasessantenni non provvisti di reddito, collegate anche dalle disposizioni delle leggi n. 118/1971 e n. 153/196.

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