Come devono agire i cittadini italiani che hanno ricevuto una richiesta di pagamento per parcheggi privati non pagati in Croazia presupponendo che il termine del ricorso di 8 giorni non sia legittimo

Indice dei contenuti dell'articolo


Chiariamo la questione dell’illegittimità del termine di 8 giorni su cui si basa l’ipotetico ricorso da presentare, specificato nel decreto di esecuzione croato, chiarendo come funziona un’ingiunzione di pagamento europea.

Da quanto si evince dal paragrafo precedente, la corretta procedura, per il recupero crediti europeo, che si sarebbe dovuta applicare nel merito della questione dei parcheggi non pagati in Croazia, è quella dell’ingiunzione di pagamento europea.

Dunque, ribadiamo, seguendo la corretta prassi, chi intraprende il procedimento di ingiunzione di pagamento europea, deve presentare la domanda compilando il modulo A, che deve riportare il nome e l’indirizzo delle parti (ricorrente e convenuto) e una descrizione del caso, dimostrando che la controversia è di natura transfrontaliera e descrivendo le prove a sostegno della domanda.

Successivamente, il giudice dovrà allora esaminare il fondamento della domanda e, se il modulo è corretto e se avrà ricevuto gli eventuali complementi di informazione richiesti, emetterà l’ingiunzione di pagamento europea entro 30 giorni.

A questo punto l’ingiunzione di pagamento sarà notificata al convenuto che potrà pagare l’importo richiesto oppure contestarlo presentando opposizione all’ingiunzione entro 30 giorni. Per presentare opposizione, il convenuto può servirsi del modulo F, che gli viene consegnato unitamente all’ingiunzione di pagamento.

Ebbene, in realtà, nel famigerato decreto di esecuzione inviato a migliaia di cittadini italiani, si accenna alla possibilità di ricorso non attraverso il modulo Standard F che deve essere consegnato, ma mediante un non meglio specificato ricorso, motivato, presso lo stesso notaio, entro un termine di otto giorni, e non di 30 come descritto.

Pertanto, il termine di otto giorni per presentare opposizione al decreto esecutivo notificato viola qualsiasi norma, anche comunitaria, dal momento che in tale breve lasso di tempo il destinatario dell’atto dovrebbe verificare se effettivamente non abbia pagato il ticket parcheggio, trovarsi un avvocato (necessariamente croato), sottoscrivere un mandato legale e sostenere ingenti spese.

Ed infatti, la normativa che regola le controversie transfrontaliere civili nell’Unione europea prevede che il giudice, su istanza del creditore, emetta, se ne ricorrono i presupposti, l’ingiunzione di pagamento concedendo al debitore un termine di 30 giorni per opporsi.

Per questo motivo, l’ eventuale azione esecutiva (pignoramento presso terzi di stipendi, pensioni e conto corrente) potrà essere proficuamente opposta, per vizi dell’atto da cui essa origina, presso il giudice delle esecuzioni del tribunale italiano territorialmente competente in cui risiede il debitore sottoposto ad esecuzione.

Il suggerimento che scaturirebbe da questa logica, pertanto, sarebbe quello di non pagare, per ora, ed attendere lo sviluppo degli eventi, rimandando qualsiasi decisione alla fase, eventuale, di opposizione all’esecuzione.

23 Agosto 2015 · Andrea Ricciardi

Indice dei contenuti dell'articolo


Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Assistenza gratuita - Cosa sto leggendo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su come devono agire i cittadini italiani che hanno ricevuto una richiesta di pagamento per parcheggi privati non pagati in croazia presupponendo che il termine del ricorso di 8 giorni non sia legittimo. Clicca qui.

Stai leggendo Come devono agire i cittadini italiani che hanno ricevuto una richiesta di pagamento per parcheggi privati non pagati in Croazia presupponendo che il termine del ricorso di 8 giorni non sia legittimo Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 23 Agosto 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 6 Giugno 2018 Classificato nella categoria recupero crediti all'estero Inserito nella sezione recupero crediti

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai accedere velocemente come utente anonimo.

» accesso rapido anonimo (test antispam)

  • Anonimo 7 Giugno 2019 at 15:59

    Ho ricevuto anche io pochi giorni fa una richiesta di pagamento da un avvocato croato di Pula di € 250 per un parcheggio non pagato a Dubrovnik nel 2011. Era la la prima comunicazione che ricevevo (ma in questa facevano riferimento a una comunicazione precedente che non mi era mai arrivata). E non avevano neanche messo a suo tempo la notifica del mancato pagamento sul parabrezza.

    Ho chiesto consiglio al mio avvocato e anche alle forze dell’ordine. Alla fine un comandante dei carabinieri si è offerto di scrivere per noi una semplice mail in italiano in cui chiedeva di verificare le notifiche precedenti perché non erano mai arrivate e l’avvocato ci ha risposto di aver fatto un errore tecnico e di considerare la pratica annullata.

    • Simone di Saintjust 7 Giugno 2019 at 17:03

      Grazie per il contributo, tanto più prezioso quanto frutto di esperienza vissuta.

  • Anonimo 28 Maggio 2019 at 13:29

    Fate attenzione al recupero crediti provenienti da ppula o pola Croazia specie per i divieti di sosta sono una truffa non pagate si legge solo la targa della macchina non rispondono al recapito telefonico non fate nessun ricorso buttate i soldi